03/09/2026
⚠️ Usi il tuo marchio da anni ma non l’hai registrato? Potresti scoprire che, fuori dal tuo territorio, quel marchio non è davvero “tuo”.
È uno degli errori più pericolosi per un’impresa: pensare che utilizzare per primi un nome o un logo significhi automaticamente essere tutelati contro chi, successivamente, decide di registrarlo.
Il **marchio di fatto**, cioè utilizzato ma non registrato, può infatti garantire una tutela molto più limitata.
Un esempio concreto è quello di un’azienda produttrice di vini che utilizzava da tempo il proprio marchio senza averlo registrato.
Quando un altro soggetto ha successivamente registrato un marchio in conflitto, l'azienda si è trovata davanti a un problema enorme: non era riuscita a dimostrare che il proprio marchio avesse acquisito una **notorietà ultralocale**.
Il risultato?
Ha potuto continuare a utilizzarlo nei limiti dell'attività e del territorio in cui aveva maturato il proprio preuso, ma non ha potuto rivendicare con la stessa forza il mercato nazionale o europeo.
Ed è qui che emerge la differenza fondamentale tra **marchio registrato e marchio di fatto**.
Se hai registrato il marchio, hai un titolo formale: quando devi difendere il tuo diritto puoi partire dal **certificato di registrazione**.
Se invece hai soltanto utilizzato il marchio, la situazione può diventare decisamente più complessa.
Devi dimostrare **da quando lo utilizzi, dove lo utilizzi, con quale diffusione e quale notorietà abbia acquisito**.
Questo può significare produrre fatture, documentazione commerciale, materiale pubblicitario, dati di vendita, investimenti promozionali e ogni altro elemento utile a provare l'effettiva diffusione del segno.
E soprattutto c'è un punto fondamentale: **l'onere della prova ricade su chi rivendica il diritto derivante dal marchio di fatto.**
La notorietà ultralocale può diventare determinante anche quando si vuole contestare la validità di una successiva registrazione incompatibile.
Ma provarla non è sempre semplice.
E quando la questione arriva davanti a un giudice, entrano in gioco **tempi, costi, prove e inevitabilmente anche l'incertezza del contenzioso**.
Per questo registrare un marchio non significa semplicemente “avere un pezzo di carta”.
Significa trasformare un segno utilizzato dall'impresa in un **diritto formalizzato e molto più semplice da far valere e difendere**.
Di marchio di fatto, preuso, notorietà ultralocale e dei rischi di una mancata registrazione ha parlato **l’Avv. Salvatore Cerino, co-founder di Deposito Marchio**, ospite di **Scalabile**, il podcast format di Michele Tampieri.
🎙️ Nell'intervista viene spiegato, attraverso casi concreti, perché aspettare che nasca un problema prima di occuparsi della tutela del proprio marchio può trasformare una registrazione relativamente semplice in una controversia lunga, costosa e dall'esito non scontato.