04/05/2023
4 maggio 2023
Come ampiamente anticipato da praticamente tutti gli Analisti e scontato dal Mercato, ieri la FED ha alzato i tassi di 25 punti base, segnando una possibile pausa.
Si sperava in una posizione più morbida del Presidente Jerome Powell ma, seppure preannunciando una pausa nella stretta del costo del denaro, ha evidenziato che serve tempo per portare l'inflazione sotto al 2% e che, avendo raggiunto una migliore situazione sul fronte della sicurezza bancaria, non si possono escludere nuovi aumenti nel corso di quest'anno.
In pratica chi si attendeva una posizione più conciliante nella speranza di un possibile taglio nel corso di questo 2023, ha visto scemare la propria idea.
Leggendo con attenzione le parole del Governatore della FED, non si esprime mai un concetto di un nuovo aumento dei tassi, più volte ripetuto invece che ora ci sarà una pausa non determinabile a livello tempistico, di certo esprime, con convinzione, il concetto che il tasso di inflazione deve essere riportato almeno al 2%.
Analogo obiettivo numerico rispetto al tasso inflattivo, quello perseguito dalla BCE: l'ultimo previsionale sull'inflazione nel Vecchio Continente è in crescita al 7% ad aprile (vs 6.9% di Marzo), quindi una strada ancora lunga quella da percorrere.
I listini europei attendono la mossa della Banca Centrale, decisione che si attendeva ufficializzata ieri ma che invece è scivolata ad oggi, i rumors indicano un aumento di 25 punti basi, seguendo la FED, anche se c'è chi paventa un possibile maxi aumento di mezzo punto percentuale, decisione che però potrebbe innescare reazioni negativi a vari livelli e su più macro sistemi finanziari/economici.
Di certo meno scontato che inizi anche in Europa una pausa dopo questo aumento, o meglio il Presidente Christine Lagarde ha fatto chiaramente intendere che ogni decisione in merito sarà vagliata nel meeting BCE di giugno.
A mio parere abbastanza scontato un aumento limitato, ma certo, dello 0.25% anche in considerazione di una nuova crisi bancaria della Banca regionale statunitense PacWest, californiana, crollata del 72% nel corso di questo primo trimestre: troppi dubbi sul Mercato in caso di un aumento dei tassi che non potrebbe essere sempre digerito.
Ieri Wall Street negativa (Dow Jones -0.80% e NASDAQ -0.46%), mentre positivi i principali listini europei: Milano +0.77%, Parigi +0.28%, Francoforte +0.56%.
Chiusura positiva anche per gli indici asiatici in tutte le Piazze.
Apertura debole per i Mercati europei in questa mattinata, ma, come ampiamente discusso, tutto resta in attesa della decisione della BCE.
Futures di Wall Street positivi, mentre il dollaro continua ad essere molto debole nei confronti dell'Euro. Debolezza che sostiene il prezzo dell'oro (+0.78%, ad un passo dai massimi storici.