21/04/2026
Prendere ciò che è vero "in un certo rispetto (secundum quid)" e presentarlo come vero "in assoluto (simpliciter)". Non si mente. Si taglia. Aristotele docet.
I media occidentali scrivono: l'Iran minaccia di bloccare Hormuz, sottinteso: per sempre. Vero secundum quid: lo ha fatto, lo può fare, ne ha i mezzi. Falso simpliciter: bloccare Hormuz significa bloccare anche il proprio petrolio, il proprio ossigeno economico, i propri pochi alleati regionali rimasti. La minaccia è reale come strumento retorico. È suicida come strategia.
Lo stesso taglio governa la narrazione sul "patriottismo" dei civili schierati a presidiare le centrali elettriche. Vero secundum quid: l'appello era formalmente volontario — un funzionario di governo "invita" i giovani, gli artisti, gli studenti a formare catene umane "per un domani luminoso". Falso simpliciter: il volontariato esiste dove esiste la possibilità di rifiutare, difficile dire no a un generale dei Pasdaran.
Curiosa, del pari, la lettura secondo la quale l'Iran avrebbe colpito i paesi del Golfo per dimostrare che gli USA non li difendono. Il carnefice come testimone attendibile in assenza del gendarme. E il drone come colomba dell'amicizia.
Il sofisma secundum quid è raffinato: lascia i fatti al loro posto e sposta la cornice. Non aggiunge menzogna, sottrae contesto. Il risultato è una verità monca che cammina come se avesse entrambe le gambe.
Il problema non è che l'Iran menta. Il problema è che tagliando secundum quid si fa il lavoro al posto suo.