05/04/2024
Semplice è banale? La semplicità nella scrittura è un valore?
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La parola "semplice" ha attraversato diverse fasi di apprezzamento e disprezzo nel corso degli anni.
Prendiamo la citazione tratta dallo “Zibaldone di pensieri” di Giacomo Leopardi: “È curioso a vedere, che gli uomini di molto merito hanno sempre le maniere semplici, e che sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco merito.”
👉 Un’osservazione profonda sull’umanità e i suoi valori: le persone di grande merito tendono a dimostrarsi con modi semplici, eppure, paradossalmente, la semplicità è spesso interpretata come mancanza di valore.
In effetti, fino a poco tempo fa, semplice era sinonimo di mediocrità, suonava come un insulto e suggeriva una certa banalità o superficialità. Per fortuna, il concetto sta acquisendo nuove sfumature e molto più positive, complici i numerosi studi sulla complessità attuale e sul valore della semplificazione in diversi ambiti.
🌸 Oggi, una persona descritta come semplice, "sin-plicus" (dal latino, "senza pieghe"), è vista come genuina, diretta, con i piedi per terra. Questa persona agisce e si emoziona con sincerità, vive le relazioni in maniera aperta e onesta. Si fa capire e agevola il dialogo.
Cosa succede quando la semplificazione viene applicata al linguaggio?
Ne parliamo nel prossimo numero di Pocherighe, interamente dedicato alla semplificazione della parola scritta.