07/04/2026
Quando ho visto questa immagine, la prima reazione è stata quasi istintiva: curiosità.
La seconda, invece, è stata molto più professionale.
Perché quando un brand come Ferrero riesce ad essere accostato, anche solo simbolicamente, a una missione come II della , non siamo davanti a una semplice trovata comunicativa.
Siamo davanti a un posizionamento che si espande.
E questo, per chi fa impresa e per chi si occupa di formazione, è un segnale da leggere con grande attenzione.
Negli anni mi è capitato spesso di confrontarmi con imprenditori molto preparati, con aziende solide, strutturate, con prodotti validi.
Eppure, in molti casi, percepivo sempre lo stesso limite: una difficoltà a essere riconosciuti per ciò che realmente rappresentano.
Si comunicava bene il “cosa”.
Molto meno il “perché”.
Quasi mai il “significato”.
Ed è qui che questa immagine – un barattolo nello spazio – diventa estremamente potente.
Perché non aggiunge informazioni sul prodotto, non spiega nulla di tecnico, non migliora la qualità percepita in senso tradizionale.
Fa qualcosa di diverso.
Amplia l’associazione.
Nutella, in quel momento, non è più soltanto un prodotto alimentare.
Diventa un frammento di immaginario che entra in un contesto più grande: esplorazione, futuro, possibilità.
E questo è esattamente il punto su cui, oggi, la formazione dovrebbe lavorare con maggiore profondità.
Perché viviamo in un tempo in cui tutti parlano di AI, di innovazione, di futuro del lavoro, di personal branding, di storytelling.
Ma pochi si fermano davvero a costruire un’identità coerente con questi concetti.
La verità è che il mercato non premia semplicemente chi è competente.
Premia chi è chiaro.
Premia chi è associabile.
Premia chi riesce a occupare uno spazio mentale preciso.
Nel mio lavoro vedo sempre più spesso una trasformazione interessante:
le aziende che crescono di più non sono necessariamente quelle che fanno meglio le cose, ma quelle che riescono a far percepire meglio il proprio valore.
Ed è una differenza sottile, ma decisiva.
Per questo credo che oggi il ruolo della debba .
Non può limitarsi a trasferire strumenti o tecniche.
Deve aiutare imprenditori e professionisti a sviluppare consapevolezza su ciò che rappresentano davvero nel mercato.
Perché alla fine, quando non sei nella stanza, quando non stai parlando direttamente con il cliente…
rimane una sola cosa.
L’associazione.
E allora la domanda che mi porto dietro, e che condivido spesso anche in aula, è molto semplice:
Se qualcuno dovesse raccontare la tua azienda con una sola immagine… quale sarebbe?
Perché quando riesci a rispondere a questa domanda con chiarezza, hai già fatto un passo decisivo.
Tutto il resto viene dopo.
Formazione