22/01/2019
Immaginate di passare dieci giorni alle Maldive, e scoprire alla fine del soggiorno che avreste potuto risparmiare migliaia di euro.
Stessa struttura, trattamento e alloggio; identici i servizi e gli extra. Ma gli altri ospiti hanno speso la metà.
Con i vostri investimenti questo è quello che accade quasi sempre: e nel 2018 è andata peggio del solito.
I mercati hanno avuto diffuse performance negative, e già questo non è bello. A chi investe interessa però la performance degli strumenti, non dei "mercati": perché se voglio comprare azioni internazionali -per dire- posso farlo utilizzando strumenti costosi o altri molto meno cari. I primi sono fondi comuni; i secondi gli ETF.
Se prendiamo le principali classi d'investimento e confrontiamo le performance degli strumenti cari e meno cari, normalmente la bilancia pende a favore dei secondi: perché i costi dei primi sono alti, e il gestore in grado di prevedere il futuro deve ancora nascere.
Per il 2018, un sonoro 8-0 a favore degli ETF: inoltre, le differenze di performance sono enormi.
"Ah, ma il consulente indipendente" -direte giustamente- "ha un costo, mentre il promotore/private banker è già compreso nei costi dei fondi".
Vero: ma costa in media tra lo 0,5% e l'1,5%. Ora guardate la differenza tra ETF e fondi...
Fonti:
Per i fondi, le performance 2018 degli indici Fideuram delle varie categorie indicate.
Per gli ETF, la performance 2018 dell’ETF di maggior dimensione selezionato su JustETF.com nella categoria di riferimento.
Nello specifico, questi gli Isin:
IE00B4L5Y983 - IE00B5BMR087 - FR0007054358 - DE0002635307 - IE00BKM4GZ66 - IE00B7LW6Y90 - IE00B5M4WH52 - LU0908508731
Per gli ETF a distribuzione, si sono considerati i dividendi netti.
In tutti i casi, performance lorde.