09/10/2026
Con un valore di 1,1 miliardi di euro (su 15,4 di import totale UE), nel primo semestre 2026 la Cina si conferma il nostro primo fornitore. Sebbene l’import complessivo risulti stazionario (-1%), l'import di mobili registra picchi di forte accelerazione ad aprile (+19,6%), giugno (+9%) e luglio (+20%), mentre crolla quello di pannelli (-84%) e pavimenti (-41%).
Il dato parla chiaro: il flusso commerciale non si è fermato, ma si sta semplicemente orientando su altri prodotti, presumibilmente di arredo.
Di fronte a questi numeri, risulta quanto mai tempestiva e necessaria l’iniziativa di EFIC - European Furniture Industries Confederation (di cui Assarredo di FederlegnoArredo è membro), che ha preso posizione formale scrivendo al Commissario Šefčovič, alla vigilia del suo incontro con il ministro cinese del Commercio Wang Wentao, per denunciare l'impatto di questa massiccia penetrazione di prodotti made in China, che sta determinando condizioni di concorrenza sleale per i produttori europei.
Lo scenario impone una riflessione più ampia, che non può limitarsi alla rotta diretta: lo dimostrano gli incrementi a tre cifre di pannelli e pavimenti in arrivo dal Vietnam a seguito dei dazi antidumping applicati alla Cina e il +62,4% registrato dall'import della filiera dai Paesi Bassi, con lo strategico porto di Rotterdam.
È urgente che l'UE intervenga per difendere la competitività delle nostre imprese, tutelando al contempo investimenti e posti di lavoro