VIVA Consulting - Studio Societario e Tributario

VIVA Consulting - Studio Societario e Tributario Lo Studio Viva Consulting ha l'ufficio operativo in Milano, Viale Monte Nero, 82 e può contare sul Da Consulenti.

Mission dello Studio è quella di creare valore per i propri Clienti, individuando e suggerendo soluzioni finanziarie, societarie, fiscali e operative. desideriamo integrarci in modo proficuo e dinamico all’interno dei processi aziendali per interpretarne bisogni ed esigenze. Integrarsi vuol dire approfondire, “partecipando” quotidianamente nella vita di impresa, traducendo in massimizzazione strat

egica le scelte organizzative e i vincoli che ogni imprenditore è chiamato ad affrontare. Solo in questo modo, l’apporto tecnico professionale potrà essere personalizzato con cura “sartoriale”, risultando efficace e soprattutto utile al cliente. È questa la filosofia che ogni giorno con impegno e soddisfazione persegue il nostro Studio. La costante evoluzione normativa e la dinamicità del mercato sono fattori fondamentali nell’ambito dei quali siamo in grado di fornire soluzioni efficaci con la massima efficienza. Lo Studio si avvale della collaborazione di professionisti di comprovata esperienza e professionalità, per offrire un'ampia gamma di servizi collaterali aggiuntivi. Tra questi, primari studi notarili e di consulenza legale, manager aziendali, start-up innovative e incubatori di impresa che consentono la realizzazione di progetti di elevata complessità amministrativa e manageriale. Con l'accezione "Amici dello Studio" intendiamo inoltre riferirci ad alcuni professionisti e imprenditori che hanno la nostra stima e che si distinguono per competenza e affidabilità. Motivo per il quale siamo orgogliosi di presentarli, per favorire relazioni e scambi di interesse.

07/04/2023

La società holding può sembrare una forma giuridica per imprese mature e con tanti capitali, invece è un ottimo strumento per le startup.

24/12/2022
24/01/2022

 #2022
01/01/2022

#2022

🥂 Tanti Auguri di Buon Anno da VIVA CONSULTING!
31/12/2021

🥂 Tanti Auguri di Buon Anno da VIVA CONSULTING!

Giving importance to details
22/10/2021

Giving importance to details

Resto al Sud: incentivi fino al 100% per nuove attività agli under 56Incentivi impresa Resto al Sud di Invitalia, edizio...
11/10/2021

Resto al Sud: incentivi fino al 100% per nuove attività agli under 56

Incentivi impresa Resto al Sud di Invitalia, edizione 2021: finanziamenti e contributi a fondo perduto per nuovi imprenditori fino a 55 anni.

Resto al Sud segna un nuovo record, con oltre 440 progetti approvati a settembre 2021: si tratta del programma di incentivi gestito da Invitalia che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in una rosa di regioni italiane del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria). L’incentivo può essere richiesto anche dagli imprenditori fino a 55 anni d’età, secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2021 che ha innalzato il precedente limite di 45 anni. L’obiettivo è quello di sostenere anche gli over 50, una delle categorie che sta subendo le maggiori conseguente dal punto di vista del mercato del lavoro post-Covid.

Programmi e spese finanziabili

Per quanto riguarda gli scenari di intervento, sono previste le iniziative di workers byout (ex dipendenti che si associano per creare una nuova impresa rigenerando la loro azienda entrata in crisi), i progetti avviati da donne, le nuove attività intraprese da ex dirigenti in esubero, le iniziative volte a investire sullo scambio intergenerazionale. Sono escluse le attività agricole e il commercio. Sono finanziabili attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone, turismo, attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria). Possono essere finanziate le seguenti spese:

- ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa),
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi,
- programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione,
- spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa.

Non sono ammissibili le spese di progettazione e promozionali, le spese per le consulenze e per il personale dipendente.

Contributi e finanziamenti

Le agevolazioni coprono il 100% delle spese ammissibili (50% contributo a fondo perduto e 50% finanziamento bancario), con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci. Per le imprese individuali, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro. A supporto, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto erogato al completamento del programma di spesa, contestualmente al saldo dei contributi concessi:

- 15.000 euro per ditte individuali e attività professionali svolte in forma individuale,
- fino a un massimo di 40.000 euro per le società.

Le domande possono essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma web di Invitalia. I progetti vengono valutati in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla data di presentazione, senza scadenze o graduatorie ad hoc. Non ci sono bandi: le richieste vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo.

Dalla sua attivazione, nel 2018, il totale delle iniziative ammesse ai finanziamenti conta oggi circa 10.000 progetti. Gli investimenti attivati sono complessivamente pari a 690 milioni di euro, a fronte di 400 milioni di finanziamenti già erogati, per una ricaduta occupazionale che sfiora i 37.000 nuovi posti di lavoro.

14/09/2021

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Sempre pronti
10/07/2021

Sempre pronti

Il Superbonus è cambiato: CILA semplice e nuovi beneficiariDL Semplificazioni e Superbonus 110%: avvio lavori con la sol...
08/06/2021

Il Superbonus è cambiato: CILA semplice e nuovi beneficiari

DL Semplificazioni e Superbonus 110%: avvio lavori con la sola CILA, niente più stato legittimo, rimozione barriere per over 65, nuovi immobili ammessi.

Partono subito i lavori con il Superbonus 110%, anche con cessione del credito d’imposta e sconto in fattura: adesso è sufficiente una CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata) per avviare i lavori in cantiere e non è più necessaria l’attestazione dello stato legittimo dell’immobile, in virtù di quanto previsto dal Decreto Semplificazioni (articolo 33 del dl 77/2021 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 31 maggio) in vigore dal primo giugno 2021, che tra l’altro estende il beneficio fiscale anche a nuove tipologie di opere. Il titolo abilitativo semplice basta adesso per tutti gli interventi ammessi al Superbonus 110% con l’esclusione di quelli che comportano la demolizione e ricostruzione degli edifici: in pratica, sono considerati manutenzione straordinaria e quindi sono realizzabili mediante la sola comunicazione di inizio lavori asseverata. Non è necessaria la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) né l’effettuazione di doppie verifiche: pertanto, non serve più l’attestazione dello stato legittimo (di cui all’articolo 9-bis, comma 1-bis, del DPR 380/2001), che era invece fra i documenti precedentemente richiesti.

Requisiti per la CILA del Superbonus

Tutti gli interventi che accedono al Superbonus 110% (riqualificazione energetica o riduzione del rischio sismico) senza demolizione e ricostruzione possono dunque essere avviati presentando una CILA, nella quale il tecnico non deve più compilare la sezione riservata all’asseverazione dello stato legittimo. Attenzione: poiché la Comunicazione non può essere negata, infatti, i lavori possono partire subito, ma resta fermo il rischio di sanzioni qualora si dichiarino dati non veritieri. Ecco perché nella CILA -come si legge alla lettera c del comma 1 del sopra citato articolo 33 del dl 77/2021 (che modifica il comma 13-ter dell’articolo 119 del dl 34/2020) – devono comunque essere «attestati gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile oggetto d’intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione ovvero è attestato che la costruzione è stata completata in data antecedente al primo settembre 1967». Il testo della norma precisa che, in conseguenza delle semplificazioni introdotte, la decadenza dal beneficio fiscale scatta solo nei seguenti casi:

- mancata presentazione o interventi realizzati in difformità dalla CILA;
- assenza dell’attestazione dei dati sul titolo abilitativo;
non corrispondenza al vero delle attestazioni ai sensi del comma 14 (resta impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità dell’immobile oggetto di intervento).

Nuovi interventi ammessi

La norma introduce infine la possibilità di far rientrare fra i lavori trainati, che quindi possono applicare il Superbonus 110% se eseguiti congiuntamente a uno degli interventi trainanti, l’eliminazione di barriere architettoniche effettuate in favore di persone sopra i 65 anni di età (prima erano previsti solo nel caso dei portatori di handicap). E gli interventi effettuati sugli immobili appartenenti alle categorie catastali B1, B2 e D4: convitti, ospizi, conventi e seminari, caserme, ospedali e case di cura. Non è invece stata inserita l’applicazione agli alberghi (D2), che in base alle anticipazioni era invece stata considerata.

Piano Transizione 4.0: cos'è, cosa prevede, come si accede alle agevolazioni, le aliquote spettanti e come utilizzare i ...
10/05/2021

Piano Transizione 4.0: cos'è, cosa prevede, come si accede alle agevolazioni, le aliquote spettanti e come utilizzare i crediti d'imposta.

Il Piano Transizione 4.0 è l’iniziativa con cui il Ministero dello Sviluppo Economico, con le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio collegata al PNRR (pari ad oltre 24 miliardi di euro per il biennio 2021-2022), incentiva l’innovazione e l’Industria 4.0 concedendo agevolazioni fiscali in forma di credito d’imposta sugli investimenti effettuati dalle imprese in beni materiali e immateriali, per il momento da utilizzare esclusivamente in compensazione.

Il Piano Transizione 4.0

Il Piano Transizione 4.0 rinnova le precedenti agevolazioni a sostegno degli investimenti innovativi e la trasformazione digitale delle imprese italiane, come l’iper e il super-ammortamento e il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo. Il credito d’imposta spetta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali nel periodo che va dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2022:

- per gli investimenti aventi a oggetto beni ordinari, diversi da quelli 4.0, il credito d’imposta riconosciuto è pari al 10% del costo nel limite massimo di costi ammissibili fino a 2 milioni di euro. Per i beni funzionali allo smart working, invece, l’aliquota aumenta fino al 15% (aliquota generale al 6% per il 2022);

- per i beni immateriali 4.0 fino al 20% per investimenti 2021 fino a 1 milione di euro;

- per i beni materiali 4.0 su investimenti 2021 il credito è pari:
- al 50% del costo per investimenti fino a € 2,5 mln;
- al 30% per la quota compresa tra € 2,5 milioni e € 10 mln;
- al 10% per la quota compresa tra € 10 mln e € 20 mln;

- per gli investimenti in beni immateriali 4.0 relativi al 2022 l’azienda avrà invece diritto ad un credito d’imposta pari al:
- 40% del costo per la quota di investimenti fino a € 2,5 mln;
- 20% per la quota compresa tra € 2,5 mln e € 10 mln;
- 10% per la quota compresa tra € 10 mln e € 20 mln;

- per gli investimenti in ricerca, sviluppo, innovazione e design l’aliquota è pari:
- al 20% fino ad un massimo che va da 3 a 4 milioni per le attività di R&S;
- dal 6% al 10% con massimale da 1,5 a 2 milioni, per innovazione tecnologica e design. L’aliquota sale fino al 15% per progetti di innovazione tecnologica legati alla transizione tecnologica o innovazione digitale 4.0;

- per gli investimenti in formazione 4.0 l’aliquota è pari al:
- 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 300mila euro per le piccole imprese;
- 40% per le medie imprese nel limite di 250 mila euro;
- 30%, sempre nel limite massimo annuale di 250mila euro, per le grandi imprese.

Le agevolazioni sono cumulabili con altri finanziamenti come quelli regionali, nazionali o europei come i contributi “de minimis”.

Compensazione del credito

Il credito d’imposta, attualmente, si può utilizzare esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo a decorrere: dall’anno di entrata in funzione per gli investimenti in beni strumentali non 4.0; dall’anno di avvenuta interconnessione per i beni strumentali materiali e immateriali 4.0. Fanno eccezione gli investimenti non 4.0 effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, per cui è possibile l’utilizzo in compensazione in un’unica quota annuale.

Con il decreto Sostegni bis, tuttavia, potrebbe diventare possibile cedere a soggetti terzi, tra cui anche istituti di credito e intermediari finanziari, i crediti maturati dalle imprese in relazione agli investimenti in beni strumentali, sia 4.0 che tradizionali. Restano per ora esclusi dalla cessione del credito gli investimenti relativi al bonus ricerca, sviluppo, innovazione e design e al credito d’imposta formazione 4.0. Dopo lo stralcio dell’emendamento per la possibilità di cessione del credito d’imposta maturato in relazione agli investimenti in beni strumentali nell’ambito del Piano Transizione 4.0, questa eventuale nuova opzione potrebbe essere riproposta nell’ambito della discussione degli emendamenti ai decreto Sostegni bis

"Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno cosa volete realmente...
26/04/2021

"Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

(Steve Jobs)

Indirizzo

Viale Monte Nero, 82
Milan
20135

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