Accademia Italiana di PNL

Accademia Italiana di PNL Accademia Italiana di PNL è una società specializzata nella Formazione nel Coaching che opera da oltre 18 anni prestando i suoi servizi a privati e aziende.

Accademia Italiana di PNL nasce prima da un’esperienza pratica, e poi da un’idea e da un sogno. L’esperienza pratica è quella di Paola Velati, fondatrice di Accademia, che oltre venti anni fa ha incontrato la Programmazione Neuro-Linguistica, incontro che ha rappresentato un punto di svolta nella sua vita, in quanto le ha consentito di “prendere il controllo” dei propri pensieri, stati d’animo, co

mportamenti e risultati. L’esperienza ha generato il desiderio di diffondere questa disciplina, per consentire a quante più persone possibili di godere dei benefici di uno strumento così pratico ed efficace. Uno strumento che, oltre a consentire a tutti di conoscersi meglio e di prendere il “controllo” dei propri pensieri, stati d’animo, comportamenti e risultati, consente di fare anche tante altre “cose”, come capire meglio gli altri, imparare a comunicare efficacemente, migliorare le relazioni, cambiare facilmente le proprie abitudini negative, acquisire facilmente nuove abitudini positive e molto altro ancora. Il primo sogno è quindi quello di un mondo fatto di persone un po’ più consapevoli e capaci di gestire al meglio i propri comportamenti e la proprie relazioni, e quindi un po’ più in equilibrio e un po’ più “libere”. Il secondo sogno è quello di un mondo fatto di organizzazioni e di aziende capaci di produrre risultati, e di farlo sostenendo la crescita e tutelando gli interessi di tutte le persone coinvolte, dai dipendenti, ai clienti, ai fornitori. Un mondo fatto di aziende che producano una cultura nuova, di condivisione delle informazioni e del potere decisionale, di libera espressione delle idee e del dissenso, di confronto e rispetto delle esigenze di tutti e di ognuno. E in questo senso il nostro impegno, come azienda, è quello di essere l’esempio vivente e pratico di tutto ciò, di dimostrare che è possibile fare “business” in modo etico ed ecologico. Abbiamo il senso pratico e l’umiltà per comprendere che quello che noi possiamo fare è solo una goccia nel mare, ma anche il mare è fatto di tante gocce e, come dice Madre Teresa, “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno.”

Perché il nome “Accademia Italiana di PNL”:
“Accademia” perché vogliamo essere un centro di studio, ricerca, sperimentazione e di costante feedback e follow up per i nostri “studenti”. Vogliamo “esserci”! Il nostro intento è sempre stato quello di costruire un “gruppo di pari”, di persone che vogliano crescere e migliorare, applicando in modo pratico, nella propria vita, le conoscenze e le abilità acquisite, un “luogo” dove potersi sempre confrontare.

“PNL“, che sta per Programmazione Neuro-Linguistica, perché è la disciplina di elezione che utilizziamo, anche se non è l’unica.

“Italiana”, per il semplice fatto che, essendo italiani, ci piace adottare lo “stile nazionale”; la semplicità, l’eleganza, la creatività e il buon umore.

Quando qualcuno ti mette addosso una richiesta fuori scala, la tentazione è spiegarti o difenderti.Molto meglio usare un...
25/02/2026

Quando qualcuno ti mette addosso una richiesta fuori scala, la tentazione è spiegarti o difenderti.

Molto meglio usare una domanda che costringe l’altra persona a rendere la richiesta realistica e a chiarire priorità, tempi e risorse.

25/02/2026

Quando qualcuno ti mette addosso una richiesta fuori scala, la tentazione è spiegarti o difenderti. Molto meglio usare una domanda che costringe l’altra persona a rendere la richiesta realistica e a chiarire priorità, tempi e risorse.

Check out Accademia Italiana di PNL’s video.

Se ti senti scarico, forse non ti manca energia.�Ti manca silenzio.Micro sfida: 90 secondi senza telefono.�Respira. Lasc...
25/02/2026

Se ti senti scarico, forse non ti manca energia.�

Ti manca silenzio.

Micro sfida: 90 secondi senza telefono.�

Respira.

Lascia decantare la mente.�

E riparti da una cosa sola.

Scrivi nei commenti: Oggi mi serve meno….., più…..

25/02/2026

Se ti senti scarico, forse non ti manca energia.� Ti manca silenzio. Micro sfida: 90 secondi senza telefono.� Respira. Lascia decantare la mente.� E riparti da una cosa sola. Scrivi nei commenti: Oggi mi serve meno….., più…..

Check out Accademia Italiana di PNL’s video.

Invece di accusare… fai una richiesta chiara. �“Quando succede X, mi sento Y perché ho bisogno di Z. Possiamo W?”       ...
24/02/2026

Invece di accusare… fai una richiesta chiara. �

“Quando succede X, mi sento Y perché ho bisogno di Z. Possiamo W?”

Invece di accusare… fai una richiesta chiara. � “Quando succede X, mi sento Y perché ho bisogno di Z. Possiamo W?”      ...
24/02/2026

Invece di accusare… fai una richiesta chiara. � “Quando succede X, mi sento Y perché ho bisogno di Z. Possiamo W?”

Check out Accademia Italiana di PNL’s video.

Buon tutto a tutti voi :-)
25/12/2025

Buon tutto a tutti voi :-)

25/12/2025

Ci sono frasi che sembrano talmente ovvie da non essere mai messe in discussione. Le sentiamo, le ripetiamo, le diamo per scontate. E proprio per questo diventano molto potenti. Le performative p***e sono affermazioni che esprimono giudizi, regole o valutazioni… senza dire chi le ha formulate. Quando l’autore del giudizio scompare, la mappa viene scambiata per il territorio. Quella che è una visione diventa un “dato di fatto”. E più l’affermazione è condivisa culturalmente, più sembra naturale, di buonsenso, incontestabile. Frasi come: - “È importante essere sempre cortesi.” - “È bene essere alla moda.” - “I ragazzi non dovrebbero piangere.” Non sono vere o false in assoluto. Sono mappe, sono opinioni. Qualcuno le ha create, qualcuno le ha rese valide in un certo contesto, in una certa cultura, in un certo momento. Il punto non è smontarle. Il punto è renderle di nuovo visibili come mappe. Ed ecco perché è importante fare domande come: “Secondo chi?” "Chi lo dice?" "Sulla base di quali dati mi stai dicendo questo?" Questa domanda non attacca, non contesta, non provoca. Restituisce semplicemente l’autore al giudizio. Ritrasforma un apparente fatto in quello che è; l'opinione di qualcuno. E questo comporta che: - Chi esprime il giudizio diventa consapevole che non è un fatto, ma solo la sua opinione - Lo stesso vale per chi ascolta: quando non “vedi” chi giudica, smetti di chiederti se sei d’accordo. - Eviti un potenziale conflitto di opinioni rispondendo solo «Non è così!» L’esercizio di oggi: ascolta il linguaggio. Nota le frasi che suonano “ovvie”. Scrivine almeno dieci. E poi chiediti: chi lo dice? in base a cosa? Perché diventare consapevoli delle mappe non significa eliminarle. Significa non confonderle con la realtà. Quale performativa persa hai notato oggi? Se ti va, condividila nei commenti.

Check out Accademia Italiana di PNL’s video.

Ci sono frasi che sembrano talmente ovvie da non essere mai messe in discussione. Le sentiamo, le ripetiamo, le diamo pe...
24/12/2025

Ci sono frasi che sembrano talmente ovvie da non essere mai messe in discussione. Le sentiamo, le ripetiamo, le diamo per scontate. E proprio per questo diventano molto potenti.

Le performative p***e sono affermazioni che esprimono giudizi, regole o valutazioni… senza dire chi le ha formulate.

Quando l’autore del giudizio scompare, la mappa viene scambiata per il territorio.

Quella che è una visione diventa un “dato di fatto”. E più l’affermazione è condivisa culturalmente, più sembra naturale, di buonsenso, incontestabile.

Frasi come:
- “È importante essere sempre cortesi.”
- “È bene essere alla moda.”
- “I ragazzi non dovrebbero piangere.”

Non sono vere o false in assoluto. Sono mappe, sono opinioni.
Qualcuno le ha create, qualcuno le ha rese valide in un certo contesto, in una certa cultura, in un certo momento.

Il punto non è smontarle. Il punto è renderle di nuovo visibili come mappe.

Ed ecco perché è importante fare domande come:

“Secondo chi?”
"Chi lo dice?"
"Sulla base di quali dati mi stai dicendo questo?"

Questa domanda non attacca, non contesta, non provoca. Restituisce semplicemente l’autore al giudizio. Ritrasforma un apparente fatto in quello che è; l'opinione di qualcuno.

E questo comporta che:

- Chi esprime il giudizio diventa consapevole che non è un fatto, ma solo la sua opinione
- Lo stesso vale per chi ascolta: quando non “vedi” chi giudica, smetti di chiederti se sei d’accordo.
- Eviti un potenziale conflitto di opinioni rispondendo solo «Non è così!»

L’esercizio di oggi: ascolta il linguaggio. Nota le frasi che suonano “ovvie”. Scrivine almeno dieci.

E poi chiediti: chi lo dice? in base a cosa?

Perché diventare consapevoli delle mappe non significa eliminarle. Significa non confonderle con la realtà.

Quale performativa persa hai notato oggi?
Se ti va, condividila nei commenti.

Ci sono parole che sembrano dire tutto… e invece non dicono quasi nulla. Parole come comunicazione, collaborazione, risp...
24/12/2025

Ci sono parole che sembrano dire tutto… e invece non dicono quasi nulla. Parole come comunicazione, collaborazione, rispetto, motivazione.�Suonano chiare, condivise, oggettive.� E proprio per questo rischiano di nascondere informazioni fondamentali. In PNL chiamiamo queste parole nominalizzazioni: verbi trasformati in nomi, processi resi statici.�Quando le usiamo, spesso perdiamo per strada chi fa cosa, come e con chi. E attenzione: le parole astratte non sono sbagliate, anzi! Puoi usarle intenzionalmente per influenzare, motivare, creare visioni (Milton Model)� Quando però le usa il tuo interlocutore e tu vuoi capire davvero cosa intende, è buona regola esplorarle (Meta Modello). Prendiamo una frase come: «In questa azienda la comunicazione è inesistente». Sembra un dato di fatto. Ma quando fai una domanda come: «Aiutami a capire bene, chi non comunica con chi specificatamente?» quella che sembrava un’assoluta verità diventa improvvisamente relativa e specifica.� E ciò che è relativo e specifico diventa anche affrontabile e risolvibile. Oppure pensa a quando qualcuno dice: «Qui manca collaborazione». La domanda utile non è “perché”, ma: «Cosa intendi per collaborazione?» Perché dietro quella parola ci sono regole implicite, criteri personali, aspettative non dette. E se non le chiarisci, è facile deludersi a vicenda… anche in buona fede. Il punto non è smettere di usare le parole astratte.�Il punto è sapere quando chiarirle. L’esercizio di oggi: ascolta il linguaggio del tuo interlocutore. Quando senti una parola che “sembra chiara”, chiediti se lo è davvero.� E, se serve, fai una domanda che riporti il discorso al processo, all’azione, al concreto o chiedi «Cosa intendi specificatamente per...» Perché comprendere non significa essere d’accordo. Significa sapere di cosa stiamo parlando. Quale parola astratta hai notato oggi?� Se ti va, scrivila nei commenti

Check out Accademia Italiana di PNL’s video.

Indirizzo

Via Giovanni Da Procida 35/A
Milan
20149

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393491733752

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Accademia Italiana di PNL pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Accademia Italiana di PNL:

Condividi