Anna Vinci Coach

Anna Vinci Coach Aiutare le persone e vederle felici è la mia mission.

Credo nel potenziale umano, come Coach professionista il mio obiettivo è supportare le persone a raggiungere i loro obiettivi attraverso l'individuazione e l'allenamento delle loro potenzialità.

Ogni compleanno è come un nuovo anno, grazie a tutte le persone che hanno scelto Anna Vinci Coach! Auguro a tutti voi di...
12/05/2025

Ogni compleanno è come un nuovo anno, grazie a tutte le persone che hanno scelto Anna Vinci Coach!
Auguro a tutti voi di riuscire a realizzare i vostri sogni. 🙂

L'invidia, un sentimento diffuso che possiamo trasformare in un'emozione costruttiva, in che modo? Scopri come:
20/02/2025

L'invidia, un sentimento diffuso che possiamo trasformare in un'emozione costruttiva, in che modo? Scopri come:

l'invidia è il risentimento che si prova per la felicità o il successo di un altro che pensiamo non li meriti, ma possiamo trasformarla in emozione positiva.

21/12/2024
"Strategie vincenti per gestire lo stress e migliorare il benessere: l'apporto del Business Coach"Lo stress lavorativo c...
01/02/2024

"Strategie vincenti per gestire lo stress e migliorare il benessere: l'apporto del Business Coach"

Lo stress lavorativo c'è sempre stato, ma negli ultimi anni si è diffuso in modo esponenziale con la conseguenza che sono sempre di più le persone a soffrirne.
La richiesta di restare continuamente connessi e i ritmi sempre più frenetici finiscono per rendere la giornata lavorativa difficile e faticosa a scapito della nostra salute.
Ecco alcune strategie per affrontare il lavoro con positività ed evitare che la serenità ne risenta.



A tutte le persone che lavorano è capitato, almeno una volta, di sentirsi stressati dal lavoro. Qualsiasi tipo di professione può diventare motivo di stress anche se amiamo la nostra professione e la svolgiamo con passione.
Inoltre, l’introduzione in tanti posti di lavoro dello smart working se, da una parte ha rappresentato un vantaggio in termini di conciliazione dei tempi vita privata e lavoro, dall’altra ha fatto sì che quest’ultimo sia entrato nelle nostre case, che non sempre offrono spazi e strumenti adeguati.
Ciononostante, lo stress non è un fattore del tutto negativo. Dal momento che ci spinge a reagire di fronte a situazioni difficili, può rivelarsi utile quando ci troviamo in circostanze che richiedono un grande dispendio di impegno ed energia; in questo caso si parla di eustress o stress buono.
Vero è che il protrarsi dello stress per lunghi periodi può rivelarsi dannoso per la nostra salute, sia fisica che psichica. Quando le tensioni e l’ansia da prestazione diventano particolarmente pesanti, infatti, il rischio è che lo stress diventi cronico (distress o stress cattivo) e, nella peggiore delle ipotesi, ci porti in uno stato di burnout, dall’ inglese “bruciarsi” “consumarsi”, degenerando in un vero e proprio esaurimento professionale. Si tratta di un disturbo piuttosto frequente in un mondo del lavoro sempre più esigente a livello di prestazioni e frenetico, in cui viene richiesto di essere costantemente connessi. Ma come facciamo a capire se la situazione sta diventando critica?
Ecco i sintomi da non sottovalutare:
 mal di testa;
 insonnia;
 senso di stanchezza cronica;
 difficoltà digestive;
 dolori diffusi, es. contratture o dolori muscolari;
 nervosismo eccessivo;
 difficoltà di concentrazione;
 attacchi di ansia che, nei casi più estremi, possono trasformarsi in vero e proprio stato depressivo.
Quali invece le cause? Tra le più diffuse: i continui cambiamenti organizzativi, le scadenze troppo stringenti, lavorare in un continuo stato di emergenza, retribuzioni non adeguate al carico di lavoro e all’impegno richiesti, cattive relazioni con i colleghi, ecc…
Come possiamo affrontare il problema per evitare che la situazione si aggravi?
Ci sono alcune attività che possono aiutarci ad affrontare meglio lo stress nell'ambiente di lavoro. Possiamo inserire nella nostra routine quotidiana alcuni piccoli accorgimenti:
1. Per prima cosa organizza un’agenda quotidiana in cui suddividere i vari impegni della giornata in ordine di importanza: attività da fare in priorità, attività meno urgenti, cose che puoi rimandare al giorno dopo.
2. Fai delle piccole pause tutte le volte che puoi, il consiglio è di farne almeno 2 o 3 durante l’intera giornata: ti serviranno non solo a recuperare le energie e a sentirti meglio, ma anche a lavorare in modo più produttivo.
3. Dedica un po’ del tuo tempo a un’attività sportiva: l'esercizio fisico, se fatto in modo costante, non solo aiuta ad abbassare i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, ma favorisce la sintesi delle endorfine, che regalano buonumore e serenità.
4. Inoltre, quando hai la possibilità, dopo il lavoro oppure nel giorno libero, regalati una passeggiata all’aperto: ti servirà a ricaricarti e a riprendere gli impegni quotidiani con maggiore energia.
5. Frequenta persone positive e dedicati a relazioni che ti fanno stare bene e ti arricchiscono, parlare e confidarsi con le persone care ti aiuterà a ridimensionare i tuoi problemi e a sentirti meno solo.
Per evitare di accumulare stress e scivolare nel burnout il segreto è quello di prevenire piuttosto che curare. È’ importante ascoltarsi e comprendere i propri bisogni, prestando la massima attenzione al proprio benessere fisico e mentale.

"Quali sono i segreti per costruire relazioni significative e appaganti? Scoprili con l'aiuto di un Life Coach!"Siamo an...
07/11/2023

"Quali sono i segreti per costruire relazioni significative e appaganti? Scoprili con l'aiuto di un Life Coach!"

Siamo animali sociali, lo diceva Aristotele già nel IV secolo a.c. Siamo predisposti a sviluppare e mantenere relazioni sociali. In tutte le relazioni, soprattutto quelle che durano da diversi anni, ci sono alti e bassi, momenti sì e momenti no.
La vita di relazione è fatta di salite e discese, non sempre va tutto a gonfie vele: anche le coppie che sembrano funzionare al meglio attraversano i loro momenti di crisi.
A volte succede che, nonostante gli sforzi e i sacrifici per andare incontro alla nostra dolce metà, nonostante le rinunce, ci rendiamo conto che il rapporto non funziona e non riusciamo ad andare avanti.
Vediamo di seguito alcuni segnali che ci fanno capire che la nostra relazione è arrivata al capolinea:
• La mancanza di rispetto: le urla, le offese e gli insulti sono chiare manifestazioni di mancanza di rispetto e, talvolta, possono diventare vere e proprie forme di violenza psicologica.
• La scarsa considerazione per le nostre opinioni è un atteggiamento che può ferire profondamente e, a lungo andare, finisce per minare l’autostima di una persona.
• Le critiche continue: se ti senti giudicato e continuamente sotto la lente di ingrandimento, se il tuo partner ha l’abitudine di toccare il tuo punto debole durante le discussioni: in entrambi i casi si tratta di comportamenti che denotano mancanza di sensibilità e poco rispetto per la tua personalità. Bisogna prestare molta attenzione a questi atteggiamenti perché nascondono un atteggiamento controllante e aggressivo. Le critiche, infatti, sottendono l’intenzione di cambiarti perché non sei come lui o lei ti vorrebbe.
• La tendenza a sminuirti davanti agli altri: chi ti vuole bene, ti apprezza per quello che sei e non sottolinea le tue mancanze, tantomeno in presenza di altre persone. Chi ti vuole bene, quando vuole farti un appunto lo fa in privato e usa un tono calmo e sereno perché il suo obiettivo è aiutarti a migliorare e non metterti in cattiva luce oppure deriderti.
Vediamo adesso alcune strategie per gestire le relazioni in modo positivo ed equilibrato:
 Impara a riconoscere i tuoi desideri e comunicali al tuo partner senza timore di sembrare egoista; anche i tuoi bisogni sono importanti e non serve a nulla fingere di ignorarli o metterli in secondo piano per compiacere il partner.
 Prenditi i tuoi spazi e poni dei limiti alla tua disponibilità.
 Impara a dire no in modo convinto e deciso, senza farti sopraffare dalle richieste degli altri. Questo vale anche nelle relazioni familiari e di amicizia.
Per avere delle relazioni efficaci e appaganti è importante tenere conto dei propri bisogni senza annullarsi per paura di deludere gli altri. Un altro elemento cui prestare molta attenzione è l’abitudine: passato il primo entusiasmo, c’è sempre il rischio di dare l’altro per scontato, questo capita soprattutto nelle relazioni di coppia: all’inizio della relazione solitamente siamo premurosi con il partner e facciamo di tutto per accontentarlo, poi con il passare del tempo diventiamo distratti e sempre meno attenti ai suoi bisogni.
Le persone le cui relazioni resistono nel tempo sono riuscite a non scivolare nella trappola dell’abitudine e a non farsi trascinare dalla pigrizia, perché hanno imparato a impegnarsi per mantenere alto l’interesse dell’altro e hanno cura dei bisogni e dei desideri dell’altra persona. È importante concentrarsi su relazioni di qualità con persone che ci diano attenzione, comprensione, stima e che ci facciano sentire supportati.

“Quando ti accorgi che una persona non dà valore a ciò che dici e a ciò che fai, pensaci bene... forse sei tu che stai dando valore alla persona sbagliata!” Cosmo Gandi

"Abitudini positive per miglioramenti personali duraturi: la guida del Life Coach"A tutti noi capita di prefiggerci degl...
18/10/2023

"Abitudini positive per miglioramenti personali duraturi: la guida del Life Coach"

A tutti noi capita di prefiggerci degli obiettivi, più o meno difficili da raggiungere, più o meno sfidanti; realizzare un nuovo progetto richiede sforzo, fatica a tanta autodisciplina.
Se alcune persone sono maggiormente dotate di autodisciplina e hanno più forza di volontà, altre, invece, sono meno perseveranti e tendono a rinunciare in partenza.
La bella notizia è che l’autoregolamentazione, come tutte le altre potenzialità, può essere sviluppata e allenata attraverso l’acquisizione di nuove sane abitudini.
Il fatto di sviluppare delle abitudini positive e di inserirle nella tua routine quotidiana ti consente di condurre una vita più regolare, aumenta l’autostima e migliora l’umore.
Alcune poi sono particolarmente importanti in quanto servono a rinforzare dei comportamenti costruttivi.
Non dimenticare che le abitudini quotidiane sono spesso uno dei segreti delle persone che consideriamo “di successo”.
Di seguito ti propongo alcune abitudini positive; puoi cominciare con lo sceglierne 2, 3, 4 quelle che senti più consone al tuo stile di vita e al tuo modo di essere:
1. Dedica ogni giorno 10 minuti a degli esercizi di stretching per migliorare la flessibilità, decidi tu se allenarti al mattino o di sera, in base al tuo bioritmo e agli impegni della giornata;
2. Evita il più possibile di prendere l’ascensore e usa le scale;
3. Riempi il frigo di frutta e verdura fresche;
4. Dormi almeno 6-7 ore al giorno;
5. Pratica ogni giorno un gesto di gentilezza, senza aspettarti niente in cambio, solo per il piacere di fare del bene a qualcuno;
6. Utilizza ogni volta che è possibile le parole “grazie”, “per favore”, “scusa”;
7. Evita di guardare il telefonino mentre sei in compagnia di altre persone e dedica la tua attenzione a chi hai di fronte;
8. Sforzati di tenere in ordine la tua stanza e la postazione di lavoro: ti servirà a fare pulizia mentale e a tenere in ordine anche i pensieri;
9. Dedica almeno 1 ora alla settimana alla tua formazione personale;
10. Partecipa almeno una volta al mese a un evento culturale: concerti, mostre, spettacoli;
11. Rifletti su quali sono i valori per te più importanti e cerca di vivere il più possibile in sintonia con essi;
12. Fai una lista delle cattive abitudini che vorresti abbandonare, es. pigrizia, vita sedentaria, cattiva gestione del tempo, tendenza a rimandare, ecc… e pensa a come puoi sostituire ognuna di queste con un’abitudine positiva;
13. Infine, la sera, prima di andare a dormire, scrivi 3 cose che ti sono accadute durante la giornata per le quali ti senti grato.
Inserire delle abitudini positive nella tua quotidianità inizialmente ti costerà fatica, ma con il tempo alcune di queste diventeranno degli automatismi e ti aiuteranno a sentirti meglio, con il risultato di aumentare il senso di autoefficacia e benessere.

Il   a volte è inevitabile: serve per raggiungere i propri obiettivi, adattarci al nuovo e superare i propri limiti, ma ...
08/09/2023

Il a volte è inevitabile: serve per raggiungere i propri obiettivi, adattarci al nuovo e superare i propri limiti, ma non sempre è facile.
Richiede , e .
In questo articolo troverai alcuni spunti per affrontarlo al meglio.
Buona lettura!

Cambiare casa, trasferirsi in un’altra città, interrompere una relazione che non ci fa stare bene sono alcuni dei tanti cambiamenti che ognuno di noi ha affrontato almeno una volta nella vita. Ma perché a tante persone questi cambiamenti provocano ansia, preoccupazione o per lo meno costano fatica?
Lasciare il vecchio per il nuovo ci obbliga a uscire dalla routine, crea dubbi, incertezze e ci espone a continui ripensamenti.
Affrontare un cambiamento, infatti, significa passare da una condizione che conosciamo e alla quale siamo abituati a una completamente nuova e, poiché la nostra mente tende a risparmiare energia e restare nella propria zona di confort, spesso i mutamenti (e le novità in generale) in molti di noi causano inquietudine e agitazione.
Tuttavia, i cambiamenti fanno parte della vita: senza cambiamento non c’è evoluzione, né crescita.
Senza contare che alcuni sono assolutamente necessari: pensa, ad esempio, a quando hai lasciato la casa di famiglia per andare a vivere da solo, oppure quando, terminati gli studi, sei entrato per la prima volta nel mondo del lavoro.
Ma cosa ci spinge a cambiare? Le ragioni possono essere molteplici: spesso la spinta arriva da un momento di crisi o di difficoltà che ci esorta a cercare qualcosa che ci faccia stare meglio.
Non so per voi, ma per me settembre è sempre stato un momento favorevole per programmare nuove attività, avviare nuovi progetti.
Durante la pausa estiva trascorriamo dei momenti di ozio in cui riflettere su cosa vorremmo cambiare nella nostra vita, cosa fare di diverso rispetto alla quotidianità, abbiamo modo di mettere a fuoco i nostri desideri e quindi quale miglior momento del rientro dalle vacanze per mettere in pratica ciò cui abbiamo pensato?
Se ti senti pronto a intraprendere quel cambiamento a cui stai pensando da un po’ di tempo, mettiti in un luogo tranquillo, resta in silenzio e chiudi gli occhi. Rifletti su cosa desideri cambiare e prova a parlane con due persone di tua fiducia: ti aiuterà ad avere una visione più ampia e meno soggettiva della questione, oltre che a definire meglio il tuo obiettivo. Quindi domandati se è un desiderio realistico, se la risposta è affermativa, hai già fatto un primo passo.
Però attenzione, sappiamo che i buoni propositi da soli non bastano, è necessario strutturare un piano d’azione in cui definire i comportamenti concreti e le azioni da compiere, il mio consiglio è di metterlo per iscritto: questo ti permetterà di riflettere con calma e di fare una lista accurata dei vari impegni da prendere, indicando per ognuno le scadenze da rispettare.
Quindi munisciti di carta e penna e inizia a scrivere:
1. Quale è il primo passo da compiere: che cosa puoi fare già da domani?
2. Scomponi ogni attività in piccoli step dandoti dei micro-obiettivi raggiungibili attraverso un programma giornaliero che possa seguire senza troppe difficoltà, tenendo conto del tempo a disposizione;
3. Datti delle scadenze realistiche e impegnati a rispettarle;
4. Attenzione a non puntare subito alla meta finale e a non farti prendere dalla fretta: le cose si ottengono poco alla volta;
5. Non scoraggiarti e, soprattutto, non rinunciare qualora non riuscissi a rispettare una o più scadenze: rimboccati le maniche e prova a visualizzare il tuo progetto, ti motiverà ad andare avanti e a non mollare!
Intraprendere un percorso di cambiamento richiede coraggio, umiltà e perseveranza allo stesso tempo. Coraggio di abbandonare le vecchie strade per affrontare il nuovo, l’umiltà di riconoscere i propri limiti e la perseveranza nel superarli, mettendo in atto tutte le azioni che ti sei ripromesso.
Inoltre, non dimenticare di prenderti cura d te senza farti fagocitare dai tanti impegni e dalle varie scadenze quotidiane.
Ritagliati all’interno della tua giornata dei momenti, anche brevi, per mantenere almeno alcune delle buone abitudini che avevi acquisito durante le vacanze:
- evita di svegliarti all’ultimo momento per poi fare tutto di corsa e ritrovarti stanco e stressato prima ancora di iniziare la giornata;
- approfitta delle belle giornate per fare qualche piacevole passeggiata e stare all’aria aperta;
- nel weekend trascorri un po’ di tempo in mezzo alla natura: se non hai la possibilità di fare delle gite fuori porta, puoi sempre camminare in un parco;
- riprendi i contatti con gli amici e coltiva le relazioni che ti arricchiscono;
- cerca di dedicare almeno un’ora alla settimana al tuo hobby preferito.
Prenderti cura di te è un atto dovuto, prima di tutto verso te stesso, poi verso gli altri: chi si prende cura di sé è in grado di prendersi cura anche degli altri. Stare bene ti aiuterà a mettere maggiormente a fuoco i tuoi obiettivi e a trovare l’energia e la motivazione necessari per raggiungerli.
In bocca al lupo e fammi sapere come è andata!

Hai mai pensato di migliorare la tua autostima e aumentare la fiducia in te stesso? Il Life Coach può darti gli strument...
28/07/2023

Hai mai pensato di migliorare la tua autostima e aumentare la fiducia in te stesso? Il Life Coach può darti gli strumenti per farlo!

Possiamo definire l'autostima come l’opinione generale che un individuo ha di sé e il valore che si attribuisce come persona.
L’autostima è un mix tra la valutazione che abbiamo di noi stessi e la percezione di come ci considerano gli altri: il risultato di come abbiamo elaborato l’insieme dei successi e dei fallimenti registrati nel corso della nostra vita.
Chi possiede un buon livello di autostima, di solito, ha fiducia nelle proprie capacità e pensa di avere le risorse necessarie per far fronte alle sfide che può trovarsi davanti e cavarsela nella maggior parte delle situazioni.

L'idea che abbiamo di noi stessi condiziona il nostro atteggiamento in tutti gli aspetti della vita: chi ha un alto livello di autostima, ad esempio, è in grado di affrontare con maggior sicurezza gli ostacoli che incontra sul lavoro o nello studio e tende a prefiggersi obiettivi via via sempre più ambiziosi.

L’autostima nei rapporti interpersonali

L’autostima ha anche una dimensione relazionale e influisce sulla qualità dei rapporti che instauriamo con gli altri: nel vivere le relazioni, chi è dotato di autostima non ha timore di esprimere le proprie emozioni e i propri desideri e tende a costruire relazioni positive ed equilibrate.
Al contrario, chi ha una bassa autostima, dimostra un continuo bisogno di approvazione ed è più vulnerabile di fronte alle critiche, rischiando di diventare eccessivamente compiacente, pur di non dispiacere agli altri e ottenerne l’attenzione.
La bella notizia è che una scarsa autostima non è una condizione permanente e assoluta: capita a tutti di attraversare dei periodi di bassa autostima e altri in cui abbiamo, invece, maggiore fiducia in noi stessi.

Come migliorare l’autostima

Come le altre potenzialità possiamo allenarla e migliorarla, vediamo di seguito cinque esercizi:

1- Scomponi i tuoi obiettivi in piccoli step facilmente raggiungibili. A volte di fronte a obiettivi troppo sfidanti corriamo il pericolo di scoraggiarci o rinviare, il che ci espone al rischio di fallire. Quindi, comincia con piccoli obiettivi per poi passare a quelli più complessi. Il fatto di riuscire a raggiungere i primi obiettivi ti darà la spinta ad andare avanti verso mete sempre più sfidanti.
2- Adotta delle piccole abitudini utili al raggiungimento dei tuoi obiettivi che ti sei prefissato e inseriscile nella tua routine quotidiana. Ad esempio, se hai deciso di migliorare la relazione con qualcuno, pensa a cosa potresti fare, segnalo in agenda e datti un programma semplice ma costante; in tal modo ti sarà più semplice non dimenticartene e metterlo in atto.
3- Impara a riconoscere le tue emozioni: quando ti senti sopraffare da un’emozione negativa (tristezza, rabbia, rancore, ecc…): evita di identificarti in quell’emozione, fermati e rifletti sulla causa di tale sentimento. Quindi chiediti, vale la pena che quest’emozione mi rovini la giornata e mi condizioni l’umore?
4- La sera, prima di andare a dormire, pensa a tre cose che ti sono riuscite o che sono andate bene durante la giornata: ti servirà a concentrarti su ciò che c’è stato di positivo.
5- Impara ad accettare le critiche: ricorda che ogni critica è soggettiva e che, quando qualcuno ti critica, la tua disapprovazione non è verso di te come persona, ma verso un tuo preciso comportamento: pertanto, non sentirti messo in discussione o sminuito. Prova, invece, a riflettere se hai sbagliato, ammetterlo sarà la prova che non hai preso la critica su un piano personale e che sei capace di metterti in discussione.

L'autostima è una componente della nostra personalità che va curata e sviluppata al fine di relazionarci in modo equilibrato e costruttivo, prima con noi stessi, e poi con gli altri.

Empatia vs Simpatia: conosciamo le differenze e l’importanza nell’Ambiente Lavorativo.Le parole “empatia” e “simpatia” s...
20/07/2023

Empatia vs Simpatia: conosciamo le differenze e l’importanza nell’Ambiente Lavorativo.

Le parole “empatia” e “simpatia” sono spesso confuse eppure presentano differenze significative. In questo articolo, esploreremo il loro significato, le implicazioni in ambito lavorativo e come svilupparle per migliorare le relazioni interpersonali.
Differenze tra Empatia e Simpatia
Le parole “empatia” e “simpatia” hanno origini diverse. La simpatia implica provare le stesse emozioni di qualcuno, condividendo una reazione emotiva comune. Dall’altra, l’empatia significa entrare nelle emozioni e nei sentimenti di un’altra persona e comprenderli senza necessariamente condividere l’interpretazione delle circostanze o dei fattori che li hanno provocati.
L’Importanza dell’Empatia
Secondo Brené Brown, saggista americana, l’empatia favorisce la connessione, a differenza della simpatia che può portare alla disconnessione. L’empatia consente di comprendere e rispettare il pensiero e i sentimenti dell’altro senza giudicarli, anche se si ha un punto di vista diverso.
L’Empatia nell’Ambiente Lavorativo
L’empatia è una competenza fondamentale nelle relazioni professionali. Favorisce la creazione di relazioni positive tra colleghi, con i responsabili e anche con il mondo esterno. Un ambiente di lavoro empatico migliora la produttività e il benessere delle persone coinvolte.
Anche nella gestione delle relazioni professionali avere un atteggiamento empatico permette di sviluppare relazioni positive tra colleghi, con i propri responsabili, ma anche di migliorare il rapporto con l’esterno: il tutto a beneficio delle persone e a vantaggio della produttività.
Lavorare in un ambiente professionale dove viene coltivata l’empatia può fare la differenza.
Empatici si nasce o si diventa? Se alcune persone sono empatiche per natura, è anche vero che l’empatia è una dote che tutti possono sviluppare e allenare
Come Sviluppare l’Empatia
Sviluppare l’empatia è possibile per tutti. Di seguito alcuni consigli pratici:
Allenare la capacità di ascolto attivo per comprendere appieno gli altri.
Mostrare interesse e curiosità nei confronti delle persone.
Chiedere e fornire feedback costruttivi per favorire una comunicazione aperta.
Evitare di giudicare o dare pareri affrettati, soprattutto quando non richiesti.
Rispettare il punto di vista degli altri, anche quando differisce dal proprio.
L’Empatia come Fattore di Successo
Un ambiente di lavoro basato su relazioni di fiducia, connessione emotiva e ascolto attivo contribuisce al benessere dei dipendenti. Il dialogo e la capacità di porsi dal punto di vista degli altri sono elementi essenziali per creare un clima di serenità e produttività.
Sviluppare l’empatia è fondamentale per migliorare le relazioni interpersonali nell’ambiente lavorativo. Con una migliore comprensione degli altri e un ascolto attivo, è possibile creare un ambiente di lavoro inclusivo e armonioso, favorendo il successo individuale e aziendale.

Oggi Anna Vinci Coach compie 6 anni!Grazie a tutti per avermi seguito finora e avermi aiutato a crescere e migliorare.🌹A...
12/05/2023

Oggi Anna Vinci Coach compie 6 anni!
Grazie a tutti per avermi seguito finora e avermi aiutato a crescere e migliorare.🌹
Ad Maiora semper!

A tutti noi capita o è capitato di essere indecisi sia in occasione di scelte importanti (sposarsi, avere dei figli, cam...
21/03/2023

A tutti noi capita o è capitato di essere indecisi sia in occasione di scelte importanti (sposarsi, avere dei figli, cambiare lavoro, trasferirsi all’estero) sia di fronte a questioni di minor rilievo (vado a cena fuori o mangio a casa, vacanze al mare o in montagna, cinema o teatro).
Tutti i giorni ognuno di noi, senza rendersene conto, è portato a prendere piccole e grandi decisioni.
Io credo che non ci siano persone indecise in senso assoluto, ma ci sono alcune scelte che creano indecisione ad alcuni individui in determinate occasioni.
Allo stesso tempo, ritengo che, mentre alcune persone siano nella maggior parte dei casi decise e determinate e di fronte a due opzioni difficilmente tentennano e sono piuttosto sicure nelle scelte quotidiane; altre, invece, hanno la tendenza a temporeggiare, raccolgono grandi quantità di dati e informazioni, impiegano tempo e risorse nel soppesare le varie alternative possibili e intanto i giorni passano e non si decidono mai.
In questi casi l’indecisione si traduce in una vera e propria incapacità di prendere decisioni e alla lunga può portare alla difficoltà nel portare a termine i propri progetti, con un grande dispendio di tempo ed energia nel valutare fino in modo ossessivo i pro e i contro, nel rimuginare su eventuali vantaggi e svantaggi.
Nelle ipotesi più estreme l’indecisione può diventare cronica, finendo per bloccare e portare le persone all’inattività o a demandare le proprie scelte ad altri.
Ma quali sono i principali fattori che portano all’indecisione?
1. Insicurezza
2. Mancanza di coraggio
3. Scarsa fiducia in sé stessi
4. Tendenza al perfezionismo
5. Mania di controllo
Per prendere le decisioni possiamo scegliere di usare la razionalità, stilando una lista di pro e contro e mettendoli poi a confronto tra loro, oppure un altro modo può essere quello decidere in modo irrazionale, ovvero ascoltando le nostre emozioni più profonde, agendo di cioè “pancia”.
Raramente una scelta è definitiva e irreversibile, per cui la prossima volta che ti sentirai paralizzato davanti a un bivio, evita di temporeggiare all’infinito e agisci, anche perché se non sceglierai tu qualcun altro lo farà al tuo posto.
Se poi le cose non dovessero andare come ti aspettavi, vuol dire che prenderai delle ulteriori indecisioni: abituarti a decidere e a non procrastinare ti preparerà ad affrontare i piccoli e cambiamenti che la vita ti porrà davanti.

Quando devi decidere, la migliore scelta che puoi fare è quella giusta, la seconda migliore è quella sbagliata, la peggiore di tutte è non decidere”. (Theodore Roosevelt)

Affrontare la vita con atteggiamento positivo alimenta la fiducia nelle nostre potenzialità e ci rende perseveranti.Impa...
07/03/2023

Affrontare la vita con atteggiamento positivo alimenta la fiducia nelle nostre potenzialità e ci rende perseveranti.
Imparare l'Ottimismo e allenare la Speranza può aiutarci ad affrontare meglio anche le situazioni più critiche e a focalizzarci su ciò che possiamo fare in concreto per migliorare le cose.


E’ meglio l’ottimismo o la speranza?

Spesso si parla di e , come se fossero la stessa cosa, in realtà i due termini hanno un significato parzialmente diverso.
Possiamo definire l’ottimismo come la predisposizione a concentrarsi sul lato buono delle cose e sugli aspetti positivi della vita, in poche parole la tendenza a vedere il bicchiere mezzo pieno.
Chi è ottimista intravede anche nelle situazioni critiche una possibilità e una soluzione: un approccio ottimista può essere di aiuto nell’ affrontare le difficoltà e nel gestire lo stress.
In questo caso parliamo di “ottimismo realistico” che non va confuso con un’altra forma di ottimismo, l’ “ottimismo ottuso”, proprio di chi coglie esclusivamente gli aspetti positivi delle situazioni, ignorando del tutto quelli problematici.
L’ottimismo ottuso se, da una parte, provoca un sollievo momentaneo, alla lunga porta a un atteggiamento distaccato dalla realtà in cui ci si illude che basti evitare i pensieri tristi o negativi per cancellarli.
Così facendo, l’ottimista ottuso non fa che rinviare il momento in cui sarà costretto ad affrontare le situazioni problematiche. Rifiutarsi di prendere coscienza delle difficoltà, infatti, lo porta a distorcere la realtà e vivere in una condizione mentale avulsa dal mondo circostante.
Nessuno può prevedere cosa ci riserva il futuro: spesso le situazioni sfuggono al nostro controllo e non sempre possiamo influire sull’andamento delle cose. Però l’ottimista anche di fronte a scenari negativi e apparentemente catastrofici riesce a intravedere una soluzione e a prefigurarsi uno scenario positivo. Ciò non significa che si illude o fa finta che i problemi non esistano, ma è fiducioso di poter riuscire a cambiare o quantomeno a migliorare le cose.
Ma sappiamo che non basta convincersi che verranno giorni migliori, bisogna adoperarsi per migliorare le cose e qui entra in gioco la speranza.
La speranza presuppone l’azione e il movimento.
Chi spera in un futuro migliore, non si limita a star fermo ad aspettare, ma si attiva per realizzarlo, forte della convinzione che attingendo alle proprie risorse e impegnandosi riuscirà a volgere la situazione al meglio.
Chi spera in un futuro migliore vede il futuro come un’opportunità e non come una minaccia, per cui impiegherà tutti i suoi sforzi e le sue forze per raggiungere gli obiettivi prefissati.
La speranza proprio perché fondata sulla convinzione di poter influire sugli avvenimenti e contribuire a costruire il proprio destino alimenta la .
E l’arte di perseverare, unita alla speranza, può fare la differenza nella buona riuscita di un progetto.

“La differenza tra una pietra di inciampo e un trampolino di lancio è come lo si usa”. Anonimo

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