Excursus - il Bando nella matassa

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Excursus - il Bando nella matassa Il servizio è erogato da Excursus+, società di consulenza.

Il Bando nella matassa è il servizio di ricerca bandi più completo in Italia: monitoriamo quotidianamente più di 1500 enti che finanziano progetti di realtà italiane in Italia e all'estero. Affianchiamo le organizzazioni (profit, non profit e della Pubblica Amministrazione), i gruppi di lavoro e le persone che li animano nella definizione e ridefinizione dei processi organizzativi e dei propri percorsi di vita, con l’intento di individuare idee e strumenti che ne facilitino la crescita e lo sviluppo, valorizzando le storie e le competenze di ciascuno. I servizi che eroghiamo sono:
- Consulenza e formazione
- Progettazione
- Valutazione
- Servizio di monitoraggio bandi - Il Bando nella matassa

Quando si attiva una partnership?Lavorarci quando non c'è nessun bando aperto può sembrare controintuitivo, perché è pro...
08/10/2026

Quando si attiva una partnership?

Lavorarci quando non c'è nessun bando aperto può sembrare controintuitivo, perché è proprio con un avviso davanti che di solito si comincia a cercare partner. Ma a quel punto restano poche settimane, e in poche settimane si trovano le organizzazioni che hanno i requisiti giusti, non necessariamente quelle con cui si lavora bene.

Un partenariato che ha già lavorato insieme ha ruoli chiari e un valore aggiunto che non va inventato per l'occasione, e lo si vede già nella candidatura. Allarga anche il campo: ci sono bandi che un'organizzazione da sola non può proprio presentare, e che diventano possibili solo con la rete giusta.

Per questo crediamo che le partnership siano parte del funding mix, invece che un requisito da soddisfare all'ultimo momento.

Il 13 ottobre ne parliamo in un laboratorio dedicato. Partiamo da un caso concreto, ci riflettiamo insieme, e c'è una bacheca per chi vuole cominciare a cercare qualcuno con cui lavorare, prima che arrivi la scadenza.

Tutti i dettagli sono qui: https://www.excursusplus.it/blog/cosa-resta-di-una-partnership-quando-un-bando-finisce/

Se lavorate in un Comune o in un ente del Terzo settore e vi occupate di  ,   o  , c'è una notizia che conviene tenere p...
30/09/2026

Se lavorate in un Comune o in un ente del Terzo settore e vi occupate di , o , c'è una notizia che conviene tenere presente.

L'Italia ha presentato alla Commissione Europea il proprio Piano sociale per il clima, ora in fase di valutazione.

Dal 2026 al 2032 il Fondo finanzierà misure contro la povertà energetica e dei trasporti, rivolte a famiglie vulnerabili, persone che dipendono dai trasporti e microimprese.

Le risorse passeranno prevalentemente da misure nazionali e territoriali, non dalle normali call europee dirette. Comuni ed ETS dovranno quindi posizionarsi come soggetti attuatori o partner dei sistemi locali, mettendo insieme competenze sociali, abitative, energetiche e di mobilità che oggi spesso stanno in uffici e organizzazioni diverse.

A chi si occupa di questi temi suggeriamo di non aspettare i singoli avvisi. Si può iniziare già ora a mappare famiglie e immobili in situazione di fragilità, consumi energetici, fabbisogni di mobilità, e i soggetti tecnici con cui varrebbe la pena costruire un rapporto. E a pensare proposte che tengano insieme casa, energia e accompagnamento sociale.



Quando gli avvisi usciranno, i tempi saranno stretti. Meglio arrivarci con la mappa già in mano.

Non capita spesso che un ente finanziatore lavori su due fronti insieme: da una parte cambiare le regole del gioco, dall...
22/09/2026

Non capita spesso che un ente finanziatore lavori su due fronti insieme: da una parte cambiare le regole del gioco, dall'altra finanziare chi si comporta già come se fossero già cambiate.

È il caso di "Nature has no borders", bando che nasce insieme a un'Iniziativa dei Cittadini Europei che chiede regole comuni sulla connettività ecologica tra gli Stati membri - uno degli strumenti che permettono a chiunque di proporre una legge europea, raccogliendo firme in più paesi.

Il bando, però, non aspetta che quella battaglia politica arrivi a una conclusione. Finanzia già ora chi si muove in quella direzione: chi ripristina la continuità di habitat frammentati, chi crea passaggi sicuri per la fauna su strade e ferrovie, chi riduce l'inquinamento luminoso, chi restituisce vita ad aree agricole intensive.

Non aspetta l'uno per l'altro. Corrono insieme, e il cambiamento va più veloce così.

Un fondo che abbiamo trovato analizzando gli enti finanziatori attivi nel settore culturale funziona così: il denaro non...
16/09/2026

Un fondo che abbiamo trovato analizzando gli enti finanziatori attivi nel settore culturale funziona così: il denaro non va agli artisti, va alle organizzazioni non profit che già lavorano per sostenerli con qualcosa che non è denaro - tempo, visibilità, fiducia nelle proprie capacità.

Ma la parte più interessante è come vengono usati quei fondi: senza restrizioni, anche per coprire gli stipendi di chi ci lavora dentro. Non solo per "attività verso gli artisti" in senso stretto, ma per tenere in piedi l'organizzazione che quelle attività le rende possibili.

È un meccanismo che vale la pena notare: a volte la scelta più efficace non è finanziare direttamente chi ha bisogno, ma rafforzare chi già lavora ogni giorno per sostenerlo - anche nelle sue spese più invisibili, quelle che nessun bando finanzia (quasi) mai.

Più le informazioni diventano facili da trovare, più cambia il problema di chi le cerca. Non manca più niente: mancano i...
11/09/2026

Più le informazioni diventano facili da trovare, più cambia il problema di chi le cerca. Non manca più niente: mancano i criteri per capire cosa, tra tutto quello che si trova, vale davvero la pena guardare.
Successe con Google vent'anni fa. Sta succedendo ora con le AI generative: la fatica si sposta da "trovare" a "scegliere".

Ed è un cambiamento che riguarda chiunque cerchi qualcosa dentro un mare di risultati, anche chi cerca un bando o una fonte di finanziamento.

Nel nostro lavoro lo vediamo ogni giorno: le AI ci aiutano a intercettare più in fretta quello che esce, ma la parte che continua a richiedere una persona è capire a chi serve davvero quel bando, verificare la fonte, scartare quello che sembra rilevante e non lo è.

Ne abbiamo anche scritto qui: https://www.excursusplus.it/blog/come-utilizziamo-le-ai-al-bando-nella-matassa/

Nell'analizzare gli enti finanziatori emerge sempre più spesso come non tutti finanzino allo stesso modo, e come si stia...
07/09/2026

Nell'analizzare gli enti finanziatori emerge sempre più spesso come non tutti finanzino allo stesso modo, e come si stiano sperimentando anche formule e modalità differenti.

Tra gli enti finanziatori segnalati ai nostri clienti questa settimana, c'è la Foundation.
Sostiene attivisti e movimenti di base in Europa, spesso realtà piccole, in paesi dell'Est e dei Balcani, che lavorano su temi difficili da finanziare altrove: diritti delle persone detenute, lavoratrici e lavoratori del sesso, giovani di periferia, diritto alla città. Qui non è un comitato a scegliere a chi assegnare i contributi, ma un gruppo di persone che a loro volta hanno ricevuto fondi in passato, chiamato Activist Council.
Chi versa il denaro, invece, resta fuori dai meccanismi decisionali: ha scelto di non avere voce in capitolo su come venga usato.

È un modello che mescola elementi diversi: la logica di candidatura e selezione tipica di un bando tradizionale, perché le candidature devono comunque essere inviate. Ma porta con sé anche una pratica di fiducia che abbiamo ritrovato parlando di trust-based philanthropy. E ha caratteristiche simili anche a quelle dei giving circle, per cui la selezione è più "personale", anche se in questo caso a scegliere non è chi dona, ma chi ha già ricevuto dei fondi.

Si tratta di un modello che mette in discussione un'idea spesso data per scontata: chi ha davvero titolo per decidere cosa serve? Chi finanzia o chi conosce il problema da dentro?

Ad agosto, mentre la maggior parte del lavoro rallenta, abbiamo intercettato 174 nuovi bandi. Il settore dei finanziamen...
02/09/2026

Ad agosto, mentre la maggior parte del lavoro rallenta, abbiamo intercettato 174 nuovi bandi. Il settore dei finanziamenti non si ferma per le ferie, anche se chi li segue spesso sì.

Fermarsi davvero è difficile, quando sai che molto continua a muoversi.
Abbiamo visto, spesso, due reazioni: la prima è attivare strumenti che facciano le cose al posto tuo (le AI, per prime).
La seconda è staccare davvero, senza grossi supporti, e ripensarci al rientro.
Non c'è una risposta universale, e non sappiamo cosa funzioni meglio per ciascuna e ciascuno di noi.

Ma sapere che quei 174 bandi sono lì ad aspettarci in un unico posto, con criteri stabiliti, con qualcuno che li ha letti al posto nostro, ci sembra sempre più rassicurante che andare a cercarseli uno a uno, in tanti posti diversi.
Il Bando nella matassa nasce anche per fare questo: essere quel presidio, quando serve un presidio.

Se chiediamo a gruppo di persone che lavorano nel terzo settore come diversificare le fonti di un'organizzazione, le ris...
26/08/2026

Se chiediamo a gruppo di persone che lavorano nel terzo settore come diversificare le fonti di un'organizzazione, le risposte probabilmente convergeranno quasi sempre sugli stessi strumenti: oltre ai bandi, eventi, 5x1000, crowdfunding.
Non è un limite di chi risponde. È il segno di quanto il sistema attuale sia radicato nelle pratiche quotidiane.
Anche quando si vuole cambiare, si torna a ciò che si conosce meglio.

Ed è forse anche per questo che resta così difficile da rompere. Non basta indicare nuovi strumenti: serve tempo per sperimentarli, competenze per costruirli, una cultura organizzativa che li renda possibili. E tempo, competenze, cultura sono, di nuovo, risorse. Le stesse che il ciclo della fame toglie per prime a chi ne avrebbe più bisogno.

Il paradosso non si scioglie con una soluzione facile. Ma forse iniziare a vederlo, e a nominarlo, è già un modo per non restarci dentro senza accorgersene.

Un bando, letto da solo, dice alcune cose - anche piuttosto specifiche. Dice di più se lo confronti con quello che un fi...
19/08/2026

Un bando, letto da solo, dice alcune cose - anche piuttosto specifiche.
Dice di più se lo confronti con quello che un finanziatore ha scelto di sostenere l'anno scorso, con un tema che sta tornando in più programmi europei nello stesso periodo, con ciò che ha già sostenuto, con una discussione che avete fatto mesi fa su un progetto simile.

Questo è il lavoro che facciamo da anni, prima ancora di parlare di intelligenze artificiali: non solo cercare bandi, ma costruire memoria collettiva sull'ecosistema dei finanziamenti. Le priorità che cambiano, i linguaggi che si ripetono, le connessioni tra enti diversi sono elementi che restano, che si osservano, su cui interrogarsi.

Le AI, oggi, ci aiutano a coltivare questa memoria: collegano fonti che, lette separatamente, difficilmente entrerebbero in dialogo - un orientamento comparso in un programma europeo che ricorda una scelta fatta mesi prima da una fondazione internazionale, un tema ricorrente che attraversa finanziatori diversi. Ma sono fonti che scegliamo noi di associare, ed è tra noi che ci interroghiamo se quelle connessioni sono davvero significative. Spesso è proprio dal dubbio che nasce la domanda giusta.

Verificare una scadenza e interpretare un bando sono due lavori diversi. Il primo si può automatizzare. Il secondo no.Ep...
11/08/2026

Verificare una scadenza e interpretare un bando sono due lavori diversi. Il primo si può automatizzare. Il secondo no.

Eppure spesso si confondono, soprattutto ora che gli strumenti di ricerca stanno diventando sempre più veloci e sempre più simili tra loro.

Un bando prorogato, un requisito aggiornato, un ente che pubblica in anticipo rispetto agli anni scorsi: sono tutte cose che si possono controllare.
Capire perché un finanziatore ha cambiato linguaggio, o perché più bandi diversi iniziano a parlare della stessa priorità nello stesso momento: quello richiede conoscere la storia di chi finanzia, il contesto, l'ecosistema dei finanziamenti. Non solo il poter leggere l'ultimo testo pubblicato.

Tra qualche anno, probabilmente, tutti sapranno verificare alla stessa velocità. La differenza si sposterà tutta sulla conoscenza e sulla competenza. Noi è lì che ci muoviamo.

Indirizzo

Via Pastrengo 14
Milan
20159

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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