26/08/2026
Se chiediamo a gruppo di persone che lavorano nel terzo settore come diversificare le fonti di un'organizzazione, le risposte probabilmente convergeranno quasi sempre sugli stessi strumenti: oltre ai bandi, eventi, 5x1000, crowdfunding.
Non è un limite di chi risponde. È il segno di quanto il sistema attuale sia radicato nelle pratiche quotidiane.
Anche quando si vuole cambiare, si torna a ciò che si conosce meglio.
Ed è forse anche per questo che resta così difficile da rompere. Non basta indicare nuovi strumenti: serve tempo per sperimentarli, competenze per costruirli, una cultura organizzativa che li renda possibili. E tempo, competenze, cultura sono, di nuovo, risorse. Le stesse che il ciclo della fame toglie per prime a chi ne avrebbe più bisogno.
Il paradosso non si scioglie con una soluzione facile. Ma forse iniziare a vederlo, e a nominarlo, è già un modo per non restarci dentro senza accorgersene.