18/09/2024
Un estratto del capitolo 3 - "Territorio senza confini" - del libro di Ken Wilber "Oltre i confini".
"Come ha così spesso fatto rilevare Alan Watts, le cosiddette "linee divisorie” rappresentano esattamente i punti in cui terra e acqua si toccano l'un l'altra. Ciò equivale a dire che queste linee associano e uniscono tanto quanto dividono e distinguono. Queste linee, in altre parole, non sono dei confini!
C’è una grande differenza tra una linea e un confine, come vedremo tra poco. Il punto essenziale è quindi che le linee uniscono opposti al tempo stesso li distinguono. Questa è esattamente l'essenza e la funzione, in natura, di tutte le linee e le superfici. Esse separano esplicitamente gli opposti mentre, implicitamente, li uniscono. Per esempio, tracciamo la linea che rappresenta una figura CONCAVA, che vedete in figura.
Notiamo immediatamente che grazie alla linea abbiamo anche creato una figura CONVESSA. Ciò è quanto intendeva il saggio taoista Lao Tse nel dire che tutti gli opposti nascono simultaneamente e mutualmente. Come nel nostro caso, il concavo e convesso sorgono insieme.
Inoltre, non si può dire che la linea separa il concavo dal convesso, perché, esiste una sola linea, comune a entrambi. La linea, lungi dal separare il concavo dal convesso, rende assolutamente impossibile l'esistenza dell'uno senza l'altro. Con questa unica linea, indipendentemente da come tracciamo il concavo, abbiamo tracciato anche il convesso perché il contorno esterno del concavo è lo stesso del convesso. Non troverete mai, quindi, un concavo senza un convesso perché questi, come tutti gli opposti, sono destinati ad abbracciarsi intimamente per sempre.
Bisogna notare anche che non tutte le linee, reperibili in natura o che costruiamo noi stessi, distinguono opposti differenti ma uniscono anche i due, insieme, in una unità inseparabili.
Una linea, in altre parole non è un confine.
Una linea, Infatti, sia essa mentale, naturale o logica, non divide e separa solamente ma associa e unisce anche.
I confini, d'altra parte, sono pure illusioni: essi pretendono di separare ciò che in realtà non è separabile.
In questo senso, il mondo reale contiene delle linee ma non dei veri e propri confini.
Una linea reale diventa un confine illusorio quando se ne immaginano i due lati come separati e senza rapporto l'uno con l'altro; cioè quando riconosciamo la differenza estrema per i due opposti ma ignoriamo la loro intima unità.
Una linea diventa un confine quando dimentichiamo che l'interno coesiste con l'esterno.
Una linea diventa un confine quando immaginiamo che separi soltanto senza unire allo stesso tempo è giusto tracciare delle linee purché non le scambiamo per confini, è giusto distinguere il piacere dal dolore ma è impossibile separare il piacere dal dolore.
Ora, ci stiamo creando le illusioni dei confini allo stesso modo in cui fece Adamo, originariamente, poiché i peccati dei padri passano i figli e alle figlie. Si comincia seguendo o le linee della natura - coste, foreste, superfici di rocce di pelli, e così via - o costruendo le nostre linee mentali - idee e concetti. tramite questo procedimento separiamo e classifichiamo aspetti del nostro mondo. Impariamo a riconoscere le differenze tra l'interno e l'esterno delle nostre classi: quale rocce e le non rocce tra il piacere e ciò che non lo è tra l'altro è il non alto tra il bene e ciò che non è bene.
Le nostre linee corrono il rischio di diventare già dei confini poiché, in questo modo, stiamo riconoscendo le differenze esplicite e dimenticando l'unità implicita.
Un errore del genere è ancora più facile man mano che procediamo a dare nomi, facciamo corrispondere parole e simboli all'interno e all'esterno della classe in quanto le parole che usiamo per indicare all'interno di una classe come chiaro, sopra, piacere, sono definitivamente separabili e distinte dalle parole che usiamo per indicare l'esterno della classe come scuro sotto e dolore [...]".
"[...] Si può separare il piacere dal dolore a parole, col pensiero, anche se nel mondo reale lui non si trova mai separato dall'altro. A questo punto la linea tra piacere e il dolore diventa un confine e l'illusione che due siano distinti a fare convincente. non riconoscendo che gli opposti sono solo due diversi nomi di uno stesso processo. Immagino che esistano due diversi processi l'uno contrapposto all'altro. A questo proposito, L. L. Whyte disse: "Quindi, la mente immatura, incapace di sfuggire al suo pregiudizio... è condannata a lottare nella camicia di forza del suo dualismo: soggetto/oggetto, tempo/spazio, spirito/materia, libertà/necessità, libera volontà/legge. La verità che deve essere unica è dominata da contraddizioni. L'uomo non può pensare a dove essa si trovi poiché egli ha creato un mondo da due.
Il nostro problema sembra essere, dunque, il fatto che creiamo una carta convenzionale completa di confini dell'effettivo territorio della natura che non ha confini e poi confondiamo completamente i due. Come hanno sottolineato l’ingegnere, filosofo e matematico polacco Alfred Korzybs e la Semantyka ogólna (Semantica generale), le nostre parole simboli segni pensieri ed idee sono solamente delle carte della realtà non la realtà stessa perché la carta non è il territorio e la parola acqua non soddisferà la tua sete. Tuttavia viviamo nel mondo delle carte e delle parole come se si trattasse del mondo reale. Seguendo le orme di Adamo ci siamo completamente persi in un mondo di carte e confini puramente fantastici e questi confini fusori con gli opposti che creano sono diventati le nostre lotte appassionate [...]".