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ChatBot in 48 ore Sviluppiamo CHATBOT conversazionali per il vostro sito web o App mobile e VOICE assistant completamente integrabili con Alexa e Google Assistant

09/11/2018

Conversazioni filosofiche

17/07/2018

COME "RENDERE UMANI" I CHATBOT:

Le interfacce conversazionali hanno ridotto l’esperienza dell’utente a poche righe di testo con i bot: ogni bot ha una voce – il che significa che ogni bot ha bisogno di una personalità.

Ma come è possibile personalizzare queste conversazioni per essere più simili alla vita reale? Basta costruire una personalità che sia ricca e dettagliata, ciò rende il chatbot più credibile, e pertinente per i tuoi utenti; aumentando le possibilità di creare un legame empatico con l’utente finale.

Le esperienze di conversazione devono essere personali. Affinché i marchi possano interagire con i bot e fidelizzare l’utente, hanno bisogno di conversazioni di qualità. Il coinvolgimento e la fidelizzazione attraverso interfacce di conversazione richiede che gli utenti abbiano una connessione emotiva, un esperienza.

Investire nella creazione di una personalità del bot crea una comprensione più profonda dell’obiettivo finale e di come comunicherà attraverso la scelta della lingua, dell’umore, del tono e dello stile. Le persone proiettano tratti umani su tutto e gli utenti assegneranno comunque una personalità al bot, a meno che non sia stato progettato in modo esplicito.

Uno dei modi per dare al clientie un’esperienza digitale che sia conivolgente è che l’intelligenza conversazionale emuli il modo di esprimersi e interagire del target di riferimento.

Non basta più un semplice programmatore per dar vita ad un bot che possa empatizzare e dialogare con l’utente finale. Adesso diventano necessarie le abilità di scrittori, designer, attori, comici, drammaturghi, psicologi e romanzieri. Il tutto per un’esperienza conversazionale il più naturale e realistica possibile.

L’integrazione di queste competenze in ruoli tecnologici ha fatto emergere termini come designer di conversazioni, sviluppatore di personaggi e designer di interazione IA. Avere questi specifici set di abilità aiuta in modo esponenziale. Google sta assumendo creatività per portare humor e storytelling all’interazione uomo-macchina, e il team di scrittura di Microsoft Cortana include un poeta, un romanziere, un drammaturgo e un ex sceneggiatore televisivo.

La diversità di prospettive, background e competenze è fondamentale per la costruzione della personalità, ma è necessario anche qualcuno che incarichi l’utente di riferimento da consultare durante il processo. Il ciclo di feedback è cruciale per costruire la personalità, e le sfumature della lingua e della cultura sono spesso trascurate.
Un manager di marketing maschile di 47 anni non è l’utente previsto per l’esperienza di chatbot di un giovane marchio di bellezza. Indipendentemente dal talento e dall’input, l’ultima parola dovrebbe ve**re dopo aver provato con il pubblico di destinazione.

Tradurre la personalità in un dialogo è più complesso di quanto non sembri. Come scegli le parole giuste? Poiché l’intera interazione digitale è ridotta a poche righe di testo basta poco per passare dalla conversione alla frustrazione. Test di conversazione, con conversazioni reali, tra bot e computer sono prevedibili. L’ideale sarebbe testare le conversazioni con una persona esterna al progetto, ciò, farà emergere rapidamente eventuali carenze del bot.

I robot sono per gli umani. Simulare la personalità del robot e le scelte linguistiche in una conversazione, evidenziando quando è naturale e come reagisce l’altra persona ad una precisa scelta di parole porta a conversazioni più reali, che possono evidenziare buchi nel flusso della tua conversazione, e a testare l’umore generale dell'interazione. Costruire personalità richiede l’iterazione e il test migliore per trovare soluzioni più naturali sono le interazioni uomo-macchina.

Da: Customer Management Insight

16/07/2018

EATALY E' AL LAVORO PER LA CREAZIONE DI UN SERVIZIO DI CHATBOT A DISPOSIZIONE DEI CLIENTI E-COMMERCE

Andrea Guerra, presidente della catena di negozi alimentari, spiega che l’azienda sta investendo su “un progetto di intelligenza artificiale, che permetterà ai clienti non solo di interagire dal vivo con gli esperti dei negozi, ma anche di ordinare prodotti al di fuori del catalogo standard online”. L’obiettivo del gruppo, che chiuderà l’anno con ricavi per 470 milioni di euro, è di equiparare la spesa sul portale ecommerce con quella in negozio. Il nuovo servizio, sviluppato con Microsoft e Capgemini, dovrebbe entrare in funzione l’anno prossimo.

Entro il 2018 anche Coop conta di lanciare al supermercato del futuro un servizio di assistente chatbot. Una sorta di commessa virtuale. “Tramite l’assistente vocale del cellulare si pone la domanda. Ora stiamo studiando come realizzare l’aggancio tra il cellulare e il chatbot del negozio” spiega Setti.

C’è Microsoft anche dietro i nuovi investimenti in digitale di Prada. Dal prossimo anno il software aziendale, in cloud, raccoglierà dati sulle interazioni dei clienti in negozio, o quando cercano i prodotti della griffe sui siti di ecommerce o sui social network, per profilare i gusti e realizzare attività di marketing mirate. “Tradurre dati destrutturati provenienti da fonti eterogenee in insight strategici e facilmente accessibili ci consentirà di pianificare meglio i flussi, interpretare le esigenze dei consumatori con modelli sempre più corrispondenti alle loro aspettative e definire strategie di marketing efficaci”, sostiene Chiara Tosato, direttore del settore ecommerce. Luca Giornofelice, a capo dei progetti digitali di Prada, specifica che “nei negozi i commessi hanno tablet e smartphone per migliorare la raccolta dei dati”.

12/07/2018

TU A CHE TIPO DI CHATBOT SEI INTERESSATO/A ?
Ci sono diverse tipologie di ChatBot, alcuni molto semplici che offrono informazioni di base; altri molto avanzati sono in grado di interagire con gli utenti ad un livello molto avanzato equiparabile ad una conversazione normale.

Sviluppiamo CHATBOT conversazionali per il vostro sito web o App mobile e VOICE assistant completamente integrabili con Alexa e Google Assistant

10/07/2018

MASTERCARD CREA IL SUO CHATBOT
Secondo la società di ricerca Gartner, nel 2017 più di 3 miliardi di dollari di vendite online sono state realizzate tramite l’aiuto di assistenti digitali capaci di interagire via smartphone. Per questa ragione i laboratori di Mastercard hanno deciso di muoversi verso questa direzione e al momento stanno sviluppando due tipi di bot: uno riservato al dialogo con i merchant e uno per le banche. Tramite questi bot il commerciante o la banca di turno potrà usare chat, messaggi o interfacce vocali per comunicare con i propri clienti e fornire loro assistenza e servizi personalizzati.

CHATBOT, IL FUTURO DEL CUSTOMER CAREIl customer care è un elemento strategico dell’e-commerce attraverso cui fornire ass...
10/07/2018

CHATBOT, IL FUTURO DEL CUSTOMER CARE

Il customer care è un elemento strategico dell’e-commerce attraverso cui fornire assistenza e promuovere le vendite anche verso i clienti più incerti (maggiori informazioni sul prodotto, ricerca di prodotti alternativi, etc.).
La popolarità delle applicazioni di messaggistica mobile (esempio: whatsapp, wechat, etc.), i progressi nel campo dell’intelligenza artificiale e l’esigenza di avere customer care efficienti e sempre attivi hanno portato all’ideazione e allo sviluppo dei chatbot.

Ma cosa sono i chatbot? Secondo Wikipedia “programmi che simulano una conversazione tra robot e essere umano. Questi programmi funzionano o come utenti stessi delle chat o come persone che rispondono alle FAQ (frequently asked question) delle persone che accedono al sito. Il loro sviluppo è ad uno stadio bassissimo. La loro capacità di colloquiare in modo lineare e congruo è limitata. Tuttavia il loro impiego risulta già da ora più che utile“.

Il futuro, ma in alcuni casi anche il presente, del customer care è quindi rivolto verso l’utilizzo di assistenti virtuali capaci di gestire una conversazione con i vostri clienti, con l’obiettivo di fornire assistenza e promuovere le vendite. Questi assistenti virtuali possono lavorare sia all’interno del vostro store che nelle applicazioni di messaggistica che ne prevedono l’integrazione. Se, a titolo esemplificativo, un utilizzatore di Messenger è in contatto con il vostro store può dialogare con il chatbot senza uscire dall’applicazione.

Rispondiamo in sintesi ad alcune delle domande più comuni sui chatbot.

Perché devo dotarmi di un chatbot?
Analisi. I messaggi scambiati tra assistente virtuale e consumatori possono essere analizzati per rivedere le proprie strategie di marketing e comunicazione.
Remarketing. Se un cliente richiede informazioni su un determinato prodotto, il chatbot può tentare delle “sollecitazioni commerciali” lanciando dei messaggi all’interno della stessa applicazione.
Vendite. Il chatbot può proporre la vendita all’interno dell’applicazione mobile, stimolando il cliente in un ambiente tipicamente non commerciale e rispetto al quale ha sviluppato poche barriere difensive.

Come si fa a costruire un bot?
Costruire il proprio bot per l’e-commerce è in realtà abbastanza semplice. A titolo esemplificativo, Personify.ai consente di creare un bot che fa tutte le cose di cui sopra, senza alcuna codifica.

In sintesi, i bot stanno diventando sempre più importante per tutti i siti web, ma soprattutto per l’e-commerce. Le applicazioni di messaggistica saranno l’unico luogo i clienti possono ottenere informazioni, porre domande, lamentarsi, comprare, cambiare prodotto, etc.
Chris Messina di Uber recentemente ha coniato il termine “commercio conversazione” per descrivere questo trend: “utilizing chat, messaging, or other natural language interfaces (i.e. voice) to interact with people, brands, or services and bots that heretofore have had no real place in the bidirectional, asynchronous messaging context. The net result is that you and I will be talking to brands and companies over Facebook Messenger, WhatsApp, Telegram, Slack, and elsewhere before year’s end, and will find it normal“.

Anche il MAXXI di Roma ha il suo chatbot.
10/07/2018

Anche il MAXXI di Roma ha il suo chatbot.

Chattando con il bot del MAXXI e rispondendo alle sue domande i visitatori potranno anche accumulare Museum Coin e acquistare biglietti e cataloghi

10/07/2018

NON CONFONDERE IL CHATBOT CON UNA APP

Il momento d’oro dei chatbot è arrivato col successo delle app di messaggistica e con la disaffezione degli utenti alle app da installare sul proprio smartphone.

Secondo alcuni report la maggior parte degli utenti installa (e usa regolarmente) poche applicazioni, non più di 20, e tra queste, la parte del leone la fanno quelle che permettono di inviare e ricevere messaggi, appunto.

I chatbot sostituiranno le app, si sente proclamare, e sarà probabilmente così, ma la loro progettazione può essere più complessa e richiedere competenze diverse da quelle necessarie per sviluppare una applicazione.
Sia che debba interagire via messaggi di testo o che invece reagisca a comandi vocali, chiunque voglia cimentarsi seriamente nello sviluppo di chatbot dovrà anche cimentarsi con l’arte della conversazione.
Non si tratta solo di saper gestire le ambiguità del linguaggio umano (compito che può essere delegato alle IA) ma anche la psicologia degli utenti, affrontando le obiezioni, stimolando le risposte o riportando la conversazioni nei binari e nella direzione opportuna.

Per creare un buon chatbot occorre quindi avere competenze nelle piattaforme che ne permettono la creazione (in alcuni casi conoscenze di programmazione non guasterebbero) ma anche su design della user experience, di conversation design e, perché no, di psicologia.

Indirizzo

Milan

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