14/10/2026
๐ด๐ฎ๐น ๐๐น๐น๐ฒ๐๐ฎ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ผ ๐ถ๐๐ฎ๐น๐ถ๐ฎ๐ป๐ผ: ๐จ๐ป ๐ฝ๐ฎ๐๐ฟ๐ถ๐บ๐ผ๐ป๐ถ๐ผ ๐ฑ๐ฎ ๐๐๐๐ฒ๐น๐ฎ๐ฟ๐ฒ, ๐๐ป ๐๐ฒ๐๐๐ผ๐ฟ๐ฒ ๐ฑ๐ฎ ๐ฟ๐ถ๐น๐ฎ๐ป๐ฐ๐ถ๐ฎ๐ฟ๐ฒ
๐โ๐๐๐๐ผ๐ฐ๐ถ๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ก๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฎ๐น๐ฒ ๐๐น๐น๐ฒ๐๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ถ ๐๐ฎ๐๐ฎ๐น๐น๐ถ ๐ฃ๐๐ฟ๐ผ๐๐ฎ๐ป๐ด๐๐ฒ (๐๐ก๐๐) ritiene importante condividere con i propri associati e con tutti gli operatori del settore una riflessione sullโevoluzione dellโallevamento italiano del Purosangue Inglese, partendo dai dati storici relativi alle nascite e alle risorse economiche che, nel corso degli anni, sono state destinate al suo sostegno.
Non si tratta di guardare al passato con nostalgia, ma di comprendere le ragioni che hanno portato lโallevamento italiano dalla posizione di rilievo che occupava un tempo allโattuale situazione di difficoltร , per individuare strumenti concreti che possano favorirne il rilancio.
Dalle provvidenze alla loro scomparsa
Negli anni Duemila, lโallevamento italiano poteva contare su un sistema di sostegno economico strutturato, attraverso i cosiddetti Piani Provvidenze, finalizzati al miglioramento quantitativo e qualitativo della produzione nazionale.
Nel triennio 2005โ2007, le risorse destinate alle provvidenze per il galoppo ammontavano a circa 12,4 milioni di euro, distribuiti nellโarco dei tre anni.
Un investimento significativo, che consentiva agli allevatori di programmare la propria attivitร , migliorare il patrimonio delle fattrici e accedere a riproduttori di maggiore qualitร , contribuendo alla competitivitร dellโallevamento italiano anche sui mercati internazionali.
Anche per il triennio 2009โ2011 venne approvato un Piano Provvidenze destinato al sostegno dellโallevamento. Tuttavia, giร nel corso del 2010, in maniera improvvisa, venne comunicata lโindisponibilitร delle risorse economiche necessarie per lโanno successivo, compromettendo cosรฌ il completamento del programma.
Fu soltanto grazie al determinante intervento dellโANAC, che si battรฉ per salvaguardare almeno una parte degli strumenti di sostegno previsti, che si riuscรฌ a mantenere per il 2011 uno stanziamento di 600.000 euro, destinato ai buoni riconosciuti ai cavalli vincitori in corsa, successivamente liquidati nei primi mesi del 2012.
A partire dal 2012, le provvidenze a sostegno dellโallevamento vennero completamente azzerate.
Si passรฒ cosรฌ, nellโarco di pochi anni, da un sistema di sostegno strutturato alla totale assenza di risorse specificamente destinate a queste finalitร .
Un cambiamento tanto repentino quanto profondo, che privรฒ gli allevatori di strumenti fondamentali per programmare la propria attivitร e investire nel miglioramento qualitativo della produzione nazionale.
Le conseguenze sullโallevamento italiano e la contrazione delle nascite La completa abolizione dei Piani Provvidenze ha rappresentato, a giudizio dellโANAC, un fattore determinante nella progressiva e profonda contrazione dellโallevamento italiano del Purosangue Inglese.
Nei primi anni Duemila, la produzione nazionale si attestava intorno a piรน di 1.900 puledri allโanno. Con la cessazione degli strumenti di sostegno, a partire dal 2012, si รจ assistito a una drastica diminuzione delle nascite, fino ad arrivare agli attuali meno di 700 puledri annui, considerando nel computo complessivo anche i soggetti nati allโestero e successivamente italianizzati.
Una riduzione di circa due terzi della produzione nazionale, che testimonia la gravitร della situazione in cui si trova oggi il nostro allevamento.
Pur riconoscendo che la contrazione del settore sia stata influenzata anche da altri fattori economici e strutturali, ANAC ritiene che la soppressione delle provvidenze abbia avuto un ruolo decisivo nellโaccelerare questo processo. Venendo meno improvvisamente risorse fondamentali per la programmazione e gli investimenti, molti allevatori si sono trovati nellโimpossibilitร di mantenere i precedenti livelli produttivi e di continuare a investire nel miglioramento qualitativo e quantitativo.
Non si puรฒ pensare di privare un intero comparto dei suoi principali strumenti di sostegno e aspettarsi che continui a produrre, investire e competere agli stessi livelli.
Un settore come quello dellโallevamento, caratterizzato da investimenti elevati, lunghi tempi di ritorno economico e significativi rischi imprenditoriali, difficilmente puรฒ assorbire una riduzione cosรฌ radicale delle risorse senza subirne conseguenze strutturali.
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