17/08/2022
Dopo la pandemia le esperienze di gruppo e in gruppo si sono modificate. Sembra quasi che ci manchi un po' la voglia di stare con gli altri, un po' la spinta o il desiderio ma allo stesso tempo ne sentiamo la mancanza e utilizziamo altre modalità (chat, videochiamate, social, piattaforme streaming).
Far parte di un gruppo è una dimensione che ci appartiene da sempre, eppure qualcosa è cambiato…si è modificato, soprattutto per le nuove generazioni già molto capaci di utilizzare canali digital.
Quando incontro però giovani e giovanissimi a colloquio che riportano una difficoltà nella relazione con amici, compagni, genitori o fratelli/sorelle, percepisco come questo cambiamento abbia conseguenze reali sul modo di “stare in relazione” con l’altro, come se mancassero delle radici solide, costruite, curate e a volte anche combattute ma nelle quali ho fiducia, nel mio stare con l’altro. Come se questi due anni di incertezza, isolamento e paura avessero intaccato una delle cose più importanti che abbiamo, la capacità di stare con gli altri.
Cosa ci succede quando incontriamo una difficoltà nella relazione con qualcuno oggi? Ne parliamo o aspettiamo in silenzio che passi? Oppure agiamo sulla base del nostro pensiero senza averne parlato con l’interessato/a?
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