Oltre 20 anni di militanza nel settore della sicurezza hanno accompagnato l'evoluzione dal poco calzante appellativo di "buttafuori" al meno prosaico "operatore di sala", che comunque, ad oggi, non è in grado di vestire al migliore dei modi una figura dalle innumerevoli sfaccettature professionali. Ed è proprio di professione che si può finalmente parlare, grazie ad una tanto sospirata legge: "Leg
ge regionale 24 del 2003". Questa introduce la figura del 'referente per la sicurezza' ed è in grado di dare una collocazione giuridico-istituzionale riconosciuta al nostro operato. Emilia Romagna dunque pioniera nel cammino verso una sicurezza ausiliaria professionale, in un settore fino ad allora buio, regolamentato solo da un buon senso raro a trovarsi in ambiente-notte. Maroni poi, all’art.3 comma 7 della legge 15 luglio del 2009, regolamenta ‘ le attività svolte dal personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico e in pubblici esercizi ‘. A questo punto di strada ne è stata fatta, il vecchio buttafuori ha dovuto seguire un percorso formativo vero presso la scuola di Polizia con tanto di esame finale, gli vengono richiesti requisiti psico-attitudinali e immacolatezza penale, deve far parte di un istituto investigativo o di vigilanza (art. 134 T.U.L.P.S.), oltre a essere iscritto ad elenco prefettizio. Tutto funzionerebbe se avessero finalmente inizio controlli seri sull’abusivismo, a oggi il principale ostacolo all’affermazione di una professionalità raggiunta a mezzo di tanti sforzi