01/09/2026
Questa mattina voglio partire da una colazione per parlare di Made in Italy. Ma soprattutto di futuro.
Made in Italy, per me, parte da qui: dalla qualità della materia prima, dalle persone che la producono e dalla capacità di un territorio di evolversi.
La Sicilia sta cambiando.
Il Mediterraneo sta cambiando.
Il clima sta cambiando.
E insieme al clima cambiano anche le nostre campagne.
🥭 Questo mango, per esempio, cresce a Siracusa. Lo coltiva un collega che ha saputo leggere il proprio territorio e accompagnarne l’evoluzione.
🥚 Le uova arrivano dal mio amico Salvo. Le sue galline vivono in pollai mobili all’interno di un oliveto. Una piccola produzione nata per uso personale, fatta con cura e attenzione. E a me piace pensare che tante piccole esperienze come questa possano diventare, un giorno, nuove realtà agricole.
🍚 Poi c’è la crema di riso integrale. Un carboidrato semplice da utilizzare a colazione, facilmente digeribile e pratico soprattutto quando la giornata comincia presto. In questo periodo sto utilizzando quella de La Salvia; altre volte cambio produttore perché mi piace assaggiare, confrontare, conoscere e farmi un’opinione attraverso l’esperienza.
Completo tutto con noci, cannella, curcuma e un pizzico di sale marino integrale.
E poi c’è una piccola abitudine della mia mattina: vitamina D3 + K2.
La vitamina D contribuisce, tra le altre cose, alla normale funzione del sistema immunitario, al mantenimento di ossa e muscoli e al normale assorbimento del calcio.
La vitamina K contribuisce al mantenimento di ossa normali e alla normale coagulazione del sangue. La D è liposolubile, quindi assumerla durante un pasto che contiene una quota di grassi — qui ci sono uova e noci — favorisce il suo assorbimento. L’integrazione, naturalmente, acquista valore quando viene scelta in modo consapevole e personalizzata in base alle proprie necessità.
Viviamo un tempo velocissimo.
Cambiano il clima, l’agricoltura, la tecnologia, il nostro modo di produrre e perfino il nostro modo di mangiare.
L’intelligenza artificiale corre, le temperature salgono, le coltivazioni si spostano, il Mediterraneo assume nuovi colori.
Forse tra quarant’anni guarderemo all’estate del 2026 ricordandola come un’estate fresca. È una provocazione, certo…ma è anche una domanda che vale la pena portarci dietro.
Che Made in Italy vogliamo costruire per il mondo che verrà ?
Cosa vogliamo per i nostri figli?
Credo che anche una semplice colazione può diventare un piccolo esercizio di consapevolezza.
E forse il Made in Italy del futuro sarà proprio questo: capacità di adattarsi. 🇮🇹🌱
Riflessione alle prime luci dell’alba del 1.09.2026 ☀️🌖