05/10/2026
MOTORE UMANO 2026. ABBIAMO ACCESO I RIFLETTORI SU CIÒ DI CUI QUASI NESSUNO PARLA.
Sabato 3 ottobre, a Bologna, si è conclusa la seconda edizione di Motore Umano.
E posso dirlo con orgoglio: è stato un grande evento.
Una giornata intensa, ricca di contenuti, confronti, testimonianze, numeri, esperienze e soprattutto persone che hanno scelto di fermarsi per un giorno a riflettere sul futuro delle proprie aziende.
Perché mentre il mondo dell’autoriparazione parla – giustamente – di diagnosi, attrezzature, dati tecnici, software, elettrico, nuove tecnologie e intelligenza artificiale, c’è un tema che rischia di diventare molto più urgente.
Le persone.
Chi lavorerà nelle nostre officine domani?
Come possiamo rendere questo mestiere nuovamente attrattivo per i giovani?
Come inseriamo e facciamo crescere nuovi collaboratori?
Come tratteniamo quelli bravi?
Come costruiamo aziende organizzate, capaci di funzionare senza dipendere continuamente dal titolare?
E soprattutto: chi porterà avanti queste aziende quando arriverà il momento del ricambio generazionale?
È per questo che è nato Motore Umano.
Un evento dedicato al capitale umano nell’autoriparazione, perché la tecnologia può cambiare un mestiere, ma sono le persone a determinare il futuro di un’azienda.
Sul palco di Bologna abbiamo parlato di mercato, giovani, scuola e impresa, leadership, comunicazione, organizzazione, processi, digitalizzazione, welfare, sicurezza, attrattività e nuove generazioni.
Temi diversi, ma con un unico filo conduttore:
il futuro dell’autoriparazione non dipenderà soltanto dalla capacità di riparare automobili. Dipenderà dalla capacità di costruire aziende nelle quali le persone vogliano entrare, crescere e rimanere.
La crisi di personale qualificato e il ricambio generazionale sono infatti tra le questioni centrali sulle quali Motore Umano è stato costruito fin dall'origine.
Sabato ho visto imprenditori ascoltare, prendere appunti, confrontarsi durante le pause, fare domande e portarsi a casa idee.
Ed è probabilmente questo il risultato di cui sono più soddisfatto.
Non volevamo semplicemente riempire una sala.
Volevamo accendere una discussione.
E quella discussione è partita.
Grazie a tutti i relatori che hanno condiviso competenze ed esperienze.
Grazie agli sponsor, ai partner e alle associazioni che hanno creduto nel progetto.
Grazie a chi ha lavorato dietro le quinte.
E soprattutto grazie agli autoriparatori che hanno scelto di esserci.
Motore Umano 2026 finisce qui come evento.
Ma quello che abbiamo iniziato a Bologna non finisce qui.
Perché possiamo avere le attrezzature migliori, il software più evoluto e tutta la tecnologia che vogliamo.
Ma alla fine c'è una verità dalla quale non possiamo scappare:
LE AZIENDE SONO FATTE DI PERSONE.
E il futuro dell'autoriparazione passerà inevitabilmente da loro.
Grazie Bologna.
Grazie Motore Umano 2026.
Ci vediamo alla prossima tappa.