Selavio Bonifiche srl

Selavio Bonifiche srl La Selavio è una delle prime società italiane nel campo delle tecnologie investigative.

Dal 1992 la Selavio Bonifiche srl (prima Selavio Security Systems) ha fornito con la massima professionalità e competenza gran parte degli istituti investigativi italiani, i nomi piu’ prestigiosi dell’industria e i reparti piu’ specializzati delle Forze dell’Ordine. L’azienda progetta sviluppa e assembla microspie professionali e allo stesso tempo ricerca le migliori tecnologie per la bonifica ele

ttronica. L’esperienza in uno specifico settore della sicurezza elettronica e la competenza sulla materia rendono la Selavio Bonifiche una delle poche aziende in Italia in grado di soddisfare con estrema professionalità problemi inerenti allo spionaggio elettronico e alla difesa delle informazioni e radiocomunicazioni. I nostri laboratori sono costantemente impegnati nella ricerca di nuove tecnologie per lo sviluppo di nuove strategie di difesa.

Oggi ci ha lasciato un grande professionista nel settore del controspionaggio: Marino Fracchioni. Chi ha avuto la fortun...
18/02/2026

Oggi ci ha lasciato un grande professionista nel settore del controspionaggio: Marino Fracchioni.

Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ne avrà sicuramente apprezzato la smisurata conoscenza in materia, le indiscutibili capacità tecniche e l'infinita passione che metteva nel suo lavoro.

Fondatore di Selavio nel 1992, è stato un pioniere nel suo settore e un grande fuoriclasse.

Per anni il numero 1 del controspionaggio in Italia.

Ho imparato tutto da lui, in una simbiosi durata oltre 30 anni.

Oggi voglio ricordarti così, mentre svolgevi il tuo lavoro che tanto amavi.

Hai avuto un inizio difficile e una fine drammatica, ma in mezzo… una vita da leone!

Buon viaggio Marino, compagno di una vita ❤️

Ci sono momenti in cui nasce il dubbio di essere spiati.Di solito succede in fasi di tensione: una separazione, un confl...
26/01/2026

Ci sono momenti in cui nasce il dubbio di essere spiati.

Di solito succede in fasi di tensione: una separazione, un conflitto familiare, una disputa economica, una causa legale, una rivalità professionale.

È umano (e sensato) chiedersi se qualcuno ci stia ascoltando o osservando di nascosto.

Il problema è reagire nel modo giusto a quel dubbio.

1️⃣ Fermarsi.

Il panico è la reazione più pericolosa. Porta ad acquistare strumenti “anti-spia” online, a smontare prese e lampade, a fare accuse premature o gesti impulsivi che peggiorano la situazione e i rapporti già fragili.

Lo spionaggio, quando esiste, si affronta con metodo, calma e logica.

2️⃣ Valutare il movente.

Esiste un interesse reale dietro al sospetto?

Chi avrebbe un vantaggio concreto nell’ascoltare le tue conversazioni o tracciare i tuoi spostamenti?

Non si parla di gelosia generica, ma di un beneficio tangibile: ottenere informazioni, esercitare un controllo, anticipare decisioni, raccogliere prove.

3️⃣ Verificare l’accesso fisico.

Nella quasi totalità dei casi, per installare una microspia serve entrare in un ambiente.

Le microspie non si materializzano a distanza.

Chiediti quindi: la persona sospetta ha avuto accesso recente e non controllato ai miei spazi? Oppure ha potuto farlo qualcuno incaricato da lei?

Casa, ufficio, auto, studio, sala riunioni: ogni luogo va valutato in base a chi vi è entrato, quando e per quanto tempo.

Solo quando movente e accesso coincidono, il sospetto diventa plausibile. Se manca uno dei due elementi, la probabilità scende drasticamente.

4️⃣ Sapere cosa non fare.

– Non acquistare rilevatori online o app che promettono di “trovare microspie”.
– Non smontare prese o arredi senza competenze tecniche.
– Non affrontare direttamente chi si sospetta.

Queste azioni confondono le prove, peggiorano il contesto e rendono più difficile qualsiasi verifica successiva.

Nel controspionaggio tecnico vale un principio semplice: prima si mette in sicurezza, poi si cerca.

Una bonifica ha valore solo se, dopo, l’ambiente resta protetto. Cercare senza proteggere significa ottenere un risultato temporaneo.

5️⃣ Quando il dubbio resta.

Se esiste un movente concreto e c’è stato un accesso reale, allora una verifica tecnica professionale è la scelta corretta.

Non solo per liberarsi da un’ansia che logora, ma per avere una risposta certa.

Una bonifica è un’indagine tecnica che verifica in modo oggettivo se una minaccia esiste o meno.

Il suo scopo è stabilire la verità tecnica dei fatti.

Noi di Selavio lo diciamo sempre: speriamo per te di non trovare nulla. Ma se qualcosa c’è, ti garantiamo di trovarla al 100%.

E questo è ciò che dà la massima tranquillità: sapere che, a quella data e a quell’ora, il tuo ambiente è realmente pulito da ogni forma di sorveglianza.

Da lì puoi proteggerlo meglio, controllare gli accessi e tornare a vivere con serenità.

Sabrina
Selavio Bonifiche srl

Cliente: «Posso spiare il mio partner se siamo sposati? Ho il sospetto che mi tradisca…»Selavio: «No. Il matrimonio non ...
03/10/2025

Cliente: «Posso spiare il mio partner se siamo sposati? Ho il sospetto che mi tradisca…»

Selavio: «No. Il matrimonio non concede alcuna licenza di sorveglianza. Puoi registrare una conversazione solo se sei presente anche tu: quella registrazione, di solito, è lecita e può valere come prova. Ma nascondere un GPS, lasciare un registratore quando non ci sei o installare spyware è illecito. Rischi conseguenze legali e di peggiorare ancora di più il rapporto con l’altra persona.»

Cliente: «E allora come faccio, se sospetto un tradimento?»

Selavio: «Esistono strade legali. Puoi fare osservazione diretta, ma senza sconfinare nello stalking. Meglio ancora: puoi incaricare un investigatore privato con licenza prefettizia. È l’unico che può effettuare pedinamenti e documentare i fatti in modo utilizzabile anche in tribunale. Evita il fai-da-te tecnologico: GPS nascosti, microspie e accessi non autorizzati sono sempre vietati.»

Cliente: «E se invece sospetto io di essere spiato, cosa posso fare?»

Selavio: «Difenderti, ma in modo lecito. Controlla auto e abitazione, aggiorna e reimposta telefono e PC, cambia password e attiva l’autenticazione a due fattori. Se il dubbio è serio, affidati a professionisti: bonifica tecnica (TSCM), analisi delle radiofrequenze, verifica forense dei dispositivi e ispezioni mirate sui veicoli. Evita sempre misure improvvisate o fai-da-te: rischi di compromettere prove e di non risolvere il problema.»

I sospetti di tradimento o di essere spiati pesano molto su chi li vive. Ma ricordiamoci che c’è la legge, con un perimetro chiaro di azioni lecite e altre che non lo sono. Affidarsi a un’agenzia non solo aumenta l’efficacia delle verifiche, ma garantisce di muoversi entro limiti legali, senza rischi inutili.

Sabrina
Selavio Bonifiche srl

È abbastanza ovvio: le microspie, per funzionare, hanno bisogno di una fonte di energia elettrica. Meno ovvio è quale si...
26/09/2025

È abbastanza ovvio: le microspie, per funzionare, hanno bisogno di una fonte di energia elettrica. Meno ovvio è quale sia questa fonte. Oggi vediamo le 6 principali tipologie di alimentazione, dal livello amatoriale a quello d’intelligence.

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SOLUZIONI PER CONSUMATORI

Per un utilizzo amatoriale, le opzioni più comuni sono due:

🪫 Batteria autonoma: pile a bottone, micro-batterie al litio, batterie ricaricabili o power bank esterni. Durata limitata: da poche ore a qualche giorno/settimana.

🪫 Rete elettrica: adattatori, ciabatte, caricabatterie USB. Nei veicoli si sfruttano fusibili e batteria principale: collegando la microspia al circuito dell’auto, il dispositivo resta attivo anche a motore spento.

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SOLUZIONI PROFESSIONALI

Chi installa microspie in modo strutturato va oltre batterie e prese.

🔋 Derivazioni su impianti esistenti: linee Ethernet (PoE*), USB, sistemi interfonici o cablaggi elettrici. In questo modo il dispositivo “vive” nascosto dentro circuiti già attivi.

🔋 Sistemi ibridi: combinano rete elettrica e batteria. Se manca corrente, continuano a funzionare in autonomia. È lo scenario tipico di microspie GSM in ufficio o localizzatori su veicoli.

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SOLUZIONI DA INTELLIGENCE

Il livello più sofisticato, usato in contesti governativi e militari.

🔋🔋 Alimentazione induttiva** o “parassita”: la microspia può sfruttare piccole quantità di energia da circuiti vicini (lampade, radio, stampanti) o da campi radiofrequenza a distanza ravvicinata. Tecniche rare e complesse, che servono soprattutto a ridurre la frequenza con cui bisogna sostituire o ricaricare le batterie.

🔋🔋 Energy harvesting***: ancora poco diffuso, ma già sperimentato. Celle solari miniaturizzate o microgeneratori che trasformano vibrazioni e calore in elettricità. Non rendono i dispositivi “eterni”, ma ne possono allungare l’operatività per mesi o anni se i consumi sono molto bassi.

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Quello che conta però è che, con gli strumenti giusti, tutte queste microspie possono essere trovate. Servono però rilevatori avanzati, tecnici esperti e tanta esperienza sul campo.
Sabrina
Selavio Bonifiche srl

MiniGlossario

*PoE (Power over Ethernet): tecnologia che porta insieme dati e corrente elettrica su un unico cavo di rete.

**Alimentazione induttiva: trasferimento di energia senza fili, tramite campi magnetici o radiofrequenza, efficace solo a distanze molto ridotte.

***Energy harvesting: tecniche per ricavare energia dall’ambiente (luce, calore, vibrazioni) tramite piccoli sensori e convertitori.

Usare questo dispositivo può costarti fino a 2 milioni di euro di multa e 6 anni di carcere.Un jammer è un apparato elet...
22/09/2025

Usare questo dispositivo può costarti fino a 2 milioni di euro di multa e 6 anni di carcere.

Un jammer è un apparato elettronico capace di interrompere in pochi istanti segnali radio, cellulari, Wi-Fi e GPS.

A livello tecnico non discrimina: blocca allo stesso modo lo smartphone del vicino che sta scrollando Facebook e le frequenze operative di servizi critici come il 112, la polizia o il sistema di comunicazione di un’ambulanza.

Per questo motivo la legge è chiara: per i privati il possesso e l’uso sono sempre vietati.

Le uniche deroghe riguardano forze dell’ordine e contesti di sicurezza nazionale (penitenziari, operazioni antiterrorismo, aree di interesse strategico).

Nonostante ciò, alcuni venditori online lo aggirano dichiarando che si tratta di “dispositivi dimostrativi”, “strumenti da laboratorio” o “per vietare comunicazioni con l’esterno durante gli esami”. Ma se lo vendi a un privato, resta comunque illecito.

Chi li acquista rischia molto: il sequestro immediato, sanzioni salatissime e - nei casi più gravi - un processo penale.

Il jammer ovviamente elimina l’effetto di microspie e molti altri sistemi di spionaggio, ma chi intende proteggersi da intercettazioni o fughe di dati non deve ricorrere a strumenti illegali, ma a soluzioni professionali certificate, come le bonifiche tecniche realizzate secondo standard di settore e nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Sabrina
Selavio Bonifiche srl

Il vero valore che un’operazione di controspionaggio può avere non è soltanto rimuovere microspie o dispositivi di inter...
18/09/2025

Il vero valore che un’operazione di controspionaggio può avere non è soltanto rimuovere microspie o dispositivi di intercettazione, ma rassicurare, tranquillizzare e offrire soluzioni concrete a problemi che possono generare forte ansia e paura.

In genere le persone che si rivolgono a Selavio si trovano in due situazioni.

La prima riguarda la sfera privata e gli affetti: dinamiche familiari complicate, relazioni disfunzionali con figli, partner gelosi o invadenti. In questi casi è fondamentale accogliere il cliente e raccogliere le sue paure, i suoi dubbi, le sue incertezze. Chi vive tensioni con il partner, con il marito o con la moglie oppure teme che i figli stiano prendendo una strada pericolosa, ha bisogno innanzitutto di sentirsi rassicurato.

Dal punto di vista psicologico questo è il nostro primo compito: spiegare che facciamo un lavoro serio, a regola d’arte, ponendoci gli stessi interrogativi che tormentano loro (“qualcuno mi ascolta? qualcuno mi segue? qualcuno dei miei cari è in pericolo?”) e dando però risposte certe, basate su verifiche tecniche.

La seconda tipologia di clienti è quella aziendale e professionale. Si tratta di imprese o studi che si rivolgono a noi perché temono un attacco, o perché hanno già constatato fughe di notizie che compromettono il loro lavoro. Anche qui la priorità è rassicurare: il lavoro di una vita non può andare in fumo per colpa di una fuga di informazioni o di un comportamento scorretto di un dipendente.

In questi casi spieghiamo al cliente come funziona l’operazione, quali sono le possibilità e cosa succede al termine della bonifica. A quel punto noi sappiamo con certezza se esiste un dispositivo che intercetta le sue comunicazioni. E il cliente ha la possibilità di scegliere come agire: lasciare il dispositivo, farlo rimuovere, affrontare la persona che lo ha piazzato oppure sporgere denuncia.

In entrambi i casi, la nostra priorità è sempre la stessa: eliminare nel minor tempo possibile quella sensazione di panico che rischia di logorare chi teme di essere spiato o pedinato.

Dopo la bonifica, poi, proponiamo anche misure di prevenzione: pianificare interventi periodici, almeno una o due volte l’anno negli uffici più sensibili, e adottare buone pratiche nella gestione dei documenti e dei dispositivi. Sono accorgimenti che rafforzano la sicurezza e riducono i rischi.

Ma alla fine ciò che conta davvero per chi si rivolge a noi è tornare a vivere senza ansia e senza paura.

Aiutare le persone a ritrovare velocemente questa sicurezza è, da sempre, la nostra priorità.

Sabrina
Selavio Bonifiche srl

Quando è lecito registrare una persona? E quando no?La regola di base è semplice: puoi registrare una conversazione se e...
16/09/2025

Quando è lecito registrare una persona? E quando no?

La regola di base è semplice: puoi registrare una conversazione se e solo se tu stesso ne sei parte.

Non serve preavviso, non serve consenso dell’altro interlocutore. È un principio riconosciuto dalla Cassazione: la registrazione è lecita perché documenta un fatto a cui tu partecipi in prima persona.

Esempi:
→ un dipendente che registra una riunione con il proprio capo;
→ una persona che registra una telefonata in cui riceve minacce;
→ un cittadino che documenta un colloquio con un funzionario pubblico.

Tutte situazioni in cui la registrazione può avere anche valore probatorio in un processo civile o penale.

❌ Non puoi invece registrare conversazioni tra altre persone se tu NON sei presente.
È intercettazione abusiva, un reato (art. 617-bis e seguenti c.p.).

Non importa se sei un investigatore privato, un datore di lavoro o un partner geloso: installare microspie, accedere da remoto a un telefono, o anche solo lasciare il proprio smartphone a registrare se tu non sei nella stanza è reato.

Lo sapevi?

Sabrina
Selavio Bonifiche srl

Nel corso della mia carriera ho visto migliaia di microspie: italiane, americane, russe. Vecchie e nuove. Piccole e picc...
12/09/2025

Nel corso della mia carriera ho visto migliaia di microspie: italiane, americane, russe. Vecchie e nuove. Piccole e piccolissime. Nella loro diversità, il 99% segue sempre la stessa struttura fatta di 5 elementi fondamentali.

Provo a spiegarli brevemente qui.

1) Il microfono. È il cuore. Raccoglie le vibrazioni dell’aria e le trasforma in segnale elettrico. Senza di lui, non c’è nulla da registrare o trasmettere.

2) L’elettronica di base. È il circuito che amplifica e stabilizza il segnale. Nei modelli digitali troviamo anche un convertitore analogico-digitale, che trasforma l’audio in dati elaborabili.

3) L’output. È il canale di uscita: memoria interna (microSD, chip flash) o trasmissione diretta in tempo reale tramite radiofrequenze, GSM o Wi-Fi.

4) L’alimentazione. Batterie a bottone, celle ricaricabili, collegamento diretto alla rete elettrica. In molti casi si usa la cosiddetta alimentazione parassita, ovvero energia presa da prese o ciabatte già in uso: autonomia potenzialmente illimitata.

5) Il camouflage. È ciò che la rende invisibile. Caricatori USB, rilevatori di fumo, penne, oggetti comuni. Non aggiunge nulla dal punto di vista tecnico, ma è ciò che permette al dispositivo di passare inosservato.

Alla fine la logica è sempre la stessa: un input, un’elaborazione, un output, una fonte di energia. La vera differenza è nell’involucro e in pochi parametri tecnici: la capacità della batteria, la modalità di trasmissione, il tipo di mimetizzazione.

Piccole varianti che fanno sì che lo stesso schema di base possa servire per controllare una stanza privata o per intercettare una riunione riservata di livello aziendale.

Le microspie sono semplici nella struttura, ma estremamente versatili. E, se piazzate al posto giusto, possono diventare strumenti molto potenti.

Sabrina
Selavio Bonifiche srl

Hai mai pensato che nel B&B in cui soggiorni possano esserci telecamere nascoste?Pochi giorni fa leggevo un articolo del...
08/09/2025

Hai mai pensato che nel B&B in cui soggiorni possano esserci telecamere nascoste?

Pochi giorni fa leggevo un articolo del Washington Post dedicato proprio a questo: il rischio di essere sorvegliati senza saperlo quando si affitta una casa o una stanza, ad esempio tramite Airbnb.

Oggi, è vero, la maggior parte delle piattaforme vieta espressamente l’uso di telecamere all’interno degli alloggi. Ma fino a pochi anni fa non era così. E, ancora oggi, in diversi casi la presenza delle telecamere non viene dichiarata.

Le motivazioni che spingono un host a installarle non sono sempre malevoli: spesso riguardano il timore che l’ospite rompa oggetti costosi, organizzi feste, introduca animali o faccia entrare persone non autorizzate.

Tuttavia, sebbene la sorveglianza sia perlopiù limitata agli spazi esterni (corridoi, cortili, giardini), i casi di telecamere collocate all’interno non sono affatto rari.*

Queste vengono quasi sempre posizionate dove possono ricevere alimentazione costante, sfruttando ciò che chiamiamo alimentazione parassita: la telecamera prende energia da un dispositivo pensato per un uso completamente diverso, come una presa elettrica, una ciabatta, un rilevatore antincendio. Da lì, spesso collocata in alto, può monitorare tutto ciò che accade nella stanza.

Risultato: zero intimità, zero privacy.

Come capire se sei davvero solo? Bastano 15–30 minuti di controlli mirati:

1. Verifica gli oggetti collegati alla corrente: prese, ciabatte, rilevatori di fumo, caricabatterie, router Wi-Fi.
2. Controlla eventuali QR code sul retro: un’etichetta anonima o priva di seriale potrebbe rimandare a un’app per gestire una telecamera.
3. Usa la torcia del telefono: una lente nascosta riflette la luce. Illuminando da vicino prese d’aria o superfici lucide, potresti scorgere il riflesso.
4. Scarica un’app di scansione della rete Wi-Fi (AirPort Utility per iPhone, Fing per Android): se compaiono dispositivi con nomi sospetti o codici alfanumerici, potresti avere un indizio.
5. Se noti qualcosa di anomalo, coprilo temporaneamente. Non smontare né scollegare nulla: se non sei sicuro, basta oscurare la lente con del nastro o con un panno.

Per sospetti più seri, invece, ci siamo noi.

Vi lascio qui il link all’articolo completo:
👉 https://www.washingtonpost.com/travel/2024/05/22/hidden-cameras-airnbnb-rental-properties/?utm_source=chatgpt.com

Sabrina
Selavio Bonifiche srl

*Precisazione: a meno che tu non stia dormendo nel B&B di un ex geloso o di un rivale in affari, è improbabile invece che tu debba preoccuparti di una vera microspia ambientale nascosta in un vaso o in una lampada. Quello è più un rischio per casa privata/macchina.

Quando una microspia è spenta, non trasmette, non emette segnali, non si fa notare. In quei casi, c’è un solo modo per t...
01/09/2025

Quando una microspia è spenta, non trasmette, non emette segnali, non si fa notare. In quei casi, c’è un solo modo per trovarla.

In molti casi, il dispositivo non trasmette. È inattivo, non visibile nello spettro radio, non rilevabile con un analizzatore classico. Ma resta operativo. Può essere riattivato a distanza. E iniziare a registrare.

Può trovarsi in una presa murale, in un controsoffitto, all’interno di un complemento d’arredo o in un oggetto qualunque. Capita anche di trovarle in un vaso da ufficio.

In situazioni come queste, serve uno strumento in grado di individuare non il segnale, ma la presenza fisica dell’elettronica, come l’Orion.

L’Orion 2.4 HX è un rilevatore di giunzioni non lineari (NLJD).

Funziona così: emette un’onda ad alta frequenza che colpisce la superficie da analizzare.
Se c’è un semiconduttore — cioè un componente elettronico, anche non alimentato — restituisce una risposta caratteristica (in gergo tecnico, “seconda armonica”).

È questa risposta che indica la presenza di un dispositivo attivo — o potenzialmente attivabile.

Lo usiamo in modo complementare all’Oscor Green: l’Oscor rileva i segnali emessi, l’Orion individua la tecnologia spenta, passiva, nascosta.

Serve metodo e esperienza tecnica per usarlo, ma consente un livello di controllo che va oltre la semplice scansione radio.

Perché una bonifica non si esaurisce quando lo spettro è silenzioso. Si completa solo quando si verifica anche che dentro un ambiente non ci sia elettronica spenta e “latente”.

Sabrina
Selavio Bonifiche srl

Chi meglio di chi ha realizzato per anni microspie può capire dove si nascondono?Per un periodo, Selavio non si è limita...
28/08/2025

Chi meglio di chi ha realizzato per anni microspie può capire dove si nascondono?

Per un periodo, Selavio non si è limitata alle operazioni di bonifica e controspionaggio.
Abbiamo anche progettato microspie.

Tutto inizia nel 1992, da un’idea di Marino Fracchioni — esperto di radiofrequenze con un solido background nel mondo dell’intelligence.
La sua visione era portare competenze tecniche di alto livello nel settore privato, creando un punto di riferimento in Italia per chi lavorava nella sicurezza.

Dal 1992 abbiamo sviluppato due linee principali di dispositivi:

– microspie ambientali, per la sorveglianza in interni
– microspie telefoniche, da installazione diretta su linea

Il progetto partiva da noi e veniva poi realizzato in laboratorio, in lotti da 50 pezzi, seguendo specifiche tecniche dettagliate.

Erano strumenti compatti, stabili, affidabili. Facili da occultare, difficili da rilevare.
Pensati per un uso professionale.

In quegli anni partecipavamo a decine di eventi e stampavamo un catalogo cartaceo che arrivava in tutte le agenzie investigative italiane, nelle mani di investigatori privati e operatori di settore.

Chi lavorava sul campo, tra gli anni ’90 e i primi 2000, ha sfogliato almeno una volta una delle nostre schede tecniche e dei nostri volantini.

Oggi, con la forte concorrenza dei mercati asiatici, non produciamo più quei dispositivi.

Ma quando entriamo in un ambiente da bonificare, sappiamo dove guardare.
Perché quel tipo di tecnologia l’abbiamo progettata anche noi.
E nessuno la conosce meglio.

Sabrina
Selavio Bonifiche srl

Indirizzo

Via Martiri Della Libertà, 12
Moncalieri
10024

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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