24/04/2025
Una bella riflessione di Nicolò Govoni, fondatore di Still I Rise, che nel suo piccolo lo studio la Studio La Giraffa sostiene con donazioni periodiche e occasionali.
La condividiamo perché si possa conoscere un pezzo bello delle relazioni che ha sempre tessuto intorno a sé Papa Francesco.
“Non chiamatelo ‘Sua Santità’ o ‘Santo Padre’,” ci hanno detto mentre lo aspettavamo. “Non gli piace.”
“E allora come lo chiamiamo?”
“Francesco.”
Nessuno ha avuto il coraggio di chiamarlo davvero per nome quando è apparso in studio. Fino all’ultimo non si sapeva se sarebbe venuto: il giorno prima era stato male. Ma poi è arrivato, fragile, in carrozzina, emanando un raro senso di serenità. Nessuno l’ha chiamato per nome, eppure quella raccomandazione ha lasciato un segno profondo dentro di me. Se il Papa ha il coraggio di svestirsi dei titoli più preziosi, chi sono io per non provare almeno un po’ di umiltà?
Era la prima volta nella Storia che un Pontefice metteva piede in uno studio televisivo. Papa Francesco, in quel momento storico, aveva scelto di incontrare cinque persone: una di quelle ero io. Ha ascoltato la mia storia, la storia della mia inquietudine e di come questa abbia dato vita a Still I Rise. Ha ascoltato con attenzione, come se per quei 10 minuti la nostra storia fosse la più importante del mondo. È questa capacità di ascolto a contraddistinguere i Grandi.
Chi mi conosce lo sa, non sono un uomo religioso. Ma sono un uomo di fede, e credo nell’umanità sopra tutto. Del resto, Francesco è stato tante cose, prima di diventare Papa. È stato un buttafuori in un locale notturno, un addetto alle pulizie e un insegnante delle superiori. E anche da cardinale, a Buenos Aires, era noto per utilizzare la metro, anziché la macchina con l’autista. E si sente. La sua umanità si sentiva tutta.
Come tutti i Grandi, Francesco aveva schiere di sostenitori e anche qualche detrattore. Non sono qui per giudicare. Sono qui per ricordare non tanto la santità, quanto l’umanità di un uomo che ha lavorato indefessamente per difendere la pace e diffondere l’armonia.
E che ora, finalmente, può riposare.
Grazie di averci scelto.
Grazie di aver dato speranza alle persone.
Grazie di aver accolto tutti.
Ciao, Francesco.