08/10/2026
Dalla fiera di Cremona Musica ci siamo portati a casa diverse sensazioni e una solida certezza.
Durante la fiera abbiamo avuto modo di fermarci ancora una volta davanti alla storia della Eko ascoltando Antonello Andreani e Massimo Varini, raccontare in anteprima il lavoro che confluirà nel suo libro, in uscita a breve e alcune novità del prossimo futuro.
Fotografie, strumenti, persone, episodi. Pezzi di una storia che, messi uno accanto all’altro, ricordano quanto "La Eko" abbia attraversato la musica italiana e non e quanto di quel passato sia ancora vivo oggi.
Ed è da lì che nasce questa riflessione.
Prima del logo, prima delle forme che sarebbero diventate riconoscibili, prima delle fotografie in bianco e nero, c’era un’idea.
Che la musica dovesse arrivare nelle mani di più persone possibile.
Nel 1959 Oliviero Pigini trasformò quell’idea in un progetto. Nelle Marche, tra sapere artigiano e una visione industriale allora modernissima, cominciò la storia di Eko.
Negli anni Sessanta quella visione prese la forma di migliaia di chitarre. Entrò nelle vetrine, nelle case, nelle sale prove e sui palchi. Accompagnò il beat italiano, attraversò confini e generazioni e contribuì a fare della chitarra qualcosa di più vicino, possibile, accessibile.
Poi la storia ha conosciuto cambiamenti, interruzioni e ripartenze.
Ma alcune storie non scompaiono quando si ferma una fabbrica.
Restano nelle mani di chi ha suonato quegli strumenti.
Nelle fotografie.
Nelle chitarre custodite per decenni.
Nel ricordo del primo accordo.
Nelle canzoni che continuano a essere suonate.
E forse è proprio questo che si percepisce quando ci si ferma a guardare davvero la storia di Eko: non è una storia chiusa in un archivio.
Continua.
Oggi Eko è ancora nelle Marche.
A Montelupone, nei laboratori di ricerca, sviluppo e liuteria, quel passato non viene semplicemente celebrato: viene ascoltato, studiato e portato avanti.
L’azienda ha sempre creduto nel valore del lavoro di squadra, investendo nella professionalità, nelle competenze e nella capacità di innovare. Questa visione ha permesso, nel corso degli anni, di costruire e consolidare un gruppo di professionisti di grande valore, in cui esperienza, ricerca, progettazione e sapere artigianale si incontrano e si completano. Un lavoro condiviso, nel quale ogni figura coinvolta ha dato e continua a dare un contributo fondamentale all’evoluzione degli strumenti Eko.
È da questo lavoro condiviso che nasce ogni chitarra Eko: cercando di tenere insieme ciò che il marchio è stato e ciò che vuole continuare a diventare.
Identità, suono, accessibilità, ricerca e una visione contemporanea della chitarra.
Perché custodire una storia non significa metterla in una teca.
Significa darle ancora legno, corde, elettricità e futuro.
Dal 1959 a oggi sono cambiate le generazioni, i palchi, i musicisti e le canzoni.
Non è cambiato il motivo per cui tutto è cominciato:
mettere uno strumento nelle mani di qualcuno e permettergli di trovare la propria voce.
Questa è Eko.
Una storia italiana che non chiede soltanto di essere ricordata, ma di essere nel presente e nel futuro di tanti musicisti.
Chiede di essere suonata.
E se una chitarra Eko fa parte anche della vostra storia, noi saremo felici di ascoltarla.
Perché, in fondo, la storia di Eko è fatta anche delle vostre.