08/01/2021
a qualcuno potrà sembrare quanto mai oltraggioso vedere il simbolo "no poverty", primo tra i 17 Obiettivi inseriti dall'ONU nell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, associato al viso di Elon Musk, da oggi l'uomo più ricco del pianeta.
Effettivamente stride non poco sapere che mentre 902 milioni di persone nel mondo vive con meno di 1,90 dollari al giorno, ce ne è una che nel corso di questi ultimi anni ha accumulato un patrimonio personale di 188.000 milioni di dollari. Ma non è l'unica ad aver fatto affari da capogiro. Anzi.
In tutto questo mi piace individuare almeno quattro spunti di riflessione:
1) Elon Musk avrebbe accumulato questo guadagno con attività "lecite" ed apparentemente anche "green". E non è roba da tutti;
2) Tesla, ossia l'attività che ha generato gran parte di questa questa ricchezza, è un'industria di beni tangibili. Le automobili. Ed anche questo, dopo anni in cui hanno padroneggiato società legate alla web economy, è un ritorno alla "sostanza";
3) quello di Elon Musk è un mercato ancora per ricchi;
4) circa questa sua immensa ricchezza, Musk ha sempre detto di non essere interessato a cose materiali e che una metà del suo patrimonio «servirà a risolvere i problemi del nostro pianeta mentre l'altra metà servirà a costruire una città auto-sufficiente su Marte per assicurare la continuità della vita, di tutte le specie, nel caso in cui la Terra venga colpita da una meteorite».
Lasciando perdere per il momento Marte, chissà che davvero Musk possa impegnarsi in azioni filantropiche, ed in qualche modo possa trovar giustificata l'associazione della sua immagine a quella del "no poverty".
Staremo a vedere.