29/04/2026
Uno dei temi centrali di questo è stato la futuribilità della vitivinicoltura e la complementarità varietale è, senza tema di smentita, una via per mitigare criticità e restituire identità territoriali meno vincolate al monovitigno.
Il Collio Bianco è il volto più autentico di un territorio di confine, dove il vino diventa racconto di stratificazioni culturali, geologiche e identitarie. Un bianco che nasce nel cuore del Collio, tra le colline di ponca e i venti che soffiano tra Adriatico e Mitteleuropa, e che trova la sua espressione più profonda nell’incontro tra uve autoctone e visione territoriale.
Qui il blend non è un esercizio stilistico, ma un linguaggio storico. È la sintesi di vitigni che da secoli convivono e si completano: la Ribolla Gialla porta tensione e verticalità, la Friulano regala struttura, erbe fini e mandorla, la Malvasia Istriana aggiunge respiro aromatico, sale e profondità. Insieme, raccontano il Collio con una precisione che nessun monovitigno, da solo, potrebbe restituire.
Il Collio Bianco da uve autoctone è un vino di equilibrio e complessità, dove la freschezza si intreccia alla materia, la sapidità accompagna il sorso e il tempo diventa un alleato prezioso. È bianco di territorio, non di moda. Un vino che non cerca scorciatoie aromatiche, ma profondità, misura, riconoscibilità.
Con una nutrita rappresentativa di produttori del gruppo del abbiamo raccontato di un vino che guarda al passato con contezza odierna e proiezione fortemente futuribile.
Grazie !!!