17/09/2026
Un ringraziamento particolare al giornalista Alfonso Pirozzi di ANSA Campania per aver dato voce alla mia riflessione sul rapporto tra il boom del turismo a Napoli e la capacità del territorio di trasformare questa straordinaria domanda in fatturato, redditività, lavoro, investimenti e valore per le imprese locali.
Un'attenzione importante su un tema che credo meriti un confronto sempre più concreto: non soltanto quanti turisti arrivano, ma quanto valore economico riesce realmente a rimanere sul territorio.
Carfora, 'boom del turismo, ora Napoli deve trattenere il valore'
NAPOLI
(ANSA) - NAPOLI, 17 SET - Nel 2025 Napoli ha superato 20 milioni di presenze turistiche, con una crescita del 45% rispetto al 2024. Il 2026 sta confermando questa dinamica: già nei primi due mesi dell'anno i dati presentati dall'Osservatorio Turistico Urbano indicano circa 1,75 milioni di turisti a gennaio e 1,7 milioni a febbraio, mentre per settembre le stime comunali arrivano a circa 2,2 milioni di visitatori, con una componente straniera prevista intorno al 50%. Numeri che descrivono una trasformazione ormai evidente: il turismo non è più soltanto una componente stagionale, ma una presenza stabile dell'economia urbana. È proprio per questo che, secondo Luigi Carfora, presidente di Confimi Industria Campania e presidente del Consorzio Suggestioni Campane Promotion, la discussione deve compiere oggi un ulteriore passo. "Abbiamo conquistato il turismo. Ora dobbiamo capire quanto di questa enorme domanda si trasformi realmente in fatturato, redditività, lavoro e investimenti per le imprese della città. Perché avere milioni di turisti non significa automaticamente avere milioni di euro che restano nel tessuto produttivo locale", sottolinea Carfora. Il primo passaggio da misurare è quello tra presenza turistica e consumo. Non è un dato marginale. Se il turista entra nei negozi meno frequentemente e la spesa media rilevata è più bassa rispetto alle altre grandi città considerate, diventa ancora più importante capire quale parte della domanda turistica riesca effettivamente a sostenere il commercio locale. Un'indagine sullo shopping turistico realizzata da Format Research rileva che a Napoli il 35,8% dei turisti entra nei negozi, mentre la spesa media rilevata è di circa 110 euro. Il dato è inferiore a quello rilevato a Firenze, Milano e Roma, rispettivamente 168, 184 e 162 euro. L'indagine rileva inoltre che il 57,7% degli acquirenti sceglie grandi marchi del Made in Italy, mentre il 23,8% opta per prodotti dell'artigianato locale. « Il dato mette in evidenza un passaggio decisivo: la presenza del turista non coincide automaticamente con la presenza di un cliente per il commercio locale. Tra l'arrivo del visitatore e la ricaduta economica sul territorio esiste una catena che va misurata: presenza, consumo, acquisto, fatturato, redditività, lavoro e investimenti. Il turista può arrivare, pernottare, consumare servizi e fare acquisti, ma la sua spesa non raggiunge automaticamente l'intera rete commerciale della città. È qui che si misura la vera capacità del turismo di generare ricchezza diffusa: non nel numero degli arrivi, ma nella capacità di trasformare quei flussi in domanda per una platea più ampia di imprese» - osserva Carfora. La domanda deve essere letta insieme alla trasformazione che sta interessando il centro di Napoli. La Relazione di Variante urbanistica del Comune rileva che oltre il 92% dell'offerta di immobili destinati a uso turistico è concentrata nell'area centrale. Lo stesso documento evidenzia inoltre una forte pressione sulla funzione residenziale: a Porto e San Giuseppe gli alloggi coinvolti negli usi turistici raggiungono rispettivamente il 27% e il 26% del patrimonio abitativo. Il documento individua un possibile nesso tra la crescita degli affitti brevi e la crisi della funzione residenziale, con effetti sulla disponibilità di alloggi e sui servizi di prossimità. Sul versante commerciale, il Documento Strategico comunale rileva che tra il 2018 e il 2024 i canoni di locazione dei locali commerciali sono cresciuti del 32,6% nell'Area centrale, che registra anche i valori di compravendita e locazione più elevati della città. (ANSA).