21/07/2026
Un business plan oggi lo scrive anche l'AI in mezz'ora. Lo sa il tuo cliente e probabilmente ci ha già provato.
Quello che l'AI non fa è difendere quei numeri davanti alla banca o a un gestore della crisi.
Accorgersi che l'ipotesi di crescita a pagina 12 non reggerà il rating quando, tra un anno, piano e realtà cominceranno a divergere.
Faccio direzione aziendale e risanamento delle PMI, e lavoro accanto ai commercialisti.
Prima o poi un cliente porta una domanda che non è fiscale oppure ti informa che la banca vuole un piano a cinque anni con l'analisi dei tre anni precedenti. Tu ti accorgi che i margini calano da un bilancio all'altro e allo stesso tempo pensi all'obbligo degli adeguati assetti.
Un tempo il problema era produrre quei documenti.
Oggi il documento lo fa chiunque: il punto è chi ne risponde, chi lo presenta al gestore, chi lo monitora mese dopo mese, chi decide cosa correggere quando i numeri non tornano.
Quella parte è il mio lavoro: business plan sostenibili in banca, calcolo del rating (molto vicino al modello MCC), analisi della Centrale Rischi, budget e indicatori da monitorare nel tempo, percorsi di risanamento seguiti fino in fondo.
Il mio lavoro è la direzione dei numeri, non la loro produzione.
Negli ultimi anni ho affiancato molte imprese in percorsi di risanamento e pianificazione, e ogni incarico è sempre partito da una pre-analisi gratuita, messa nero su bianco: “prima di decidere, meglio sapere dove sei.”
La proposta ai colleghi commercialisti non nasce dall'idea che un business plan in studio non lo si sappia fare, lo sappiamo fare tutti ( e lo sa fare anche l’AI).
Nasce da un conto di convenienza: un piano fatto bene non finisce alla consegna, va difeso in banca, aggiornato quando i numeri si muovono, monitorato mese dopo mese.
Sono ore che lo studio deve togliere alle scadenze per un lavoro che non è il suo core.
Io faccio solo questo, ogni giorno, ed è il motivo per cui resto allenato sui modelli di rating, sui gestori, sui percorsi di risanamento.
Funziona come tra il medico cardiologo e il medico ortopedico: non è questione di chi sa più medicina, è che ognuno vede i suoi casi tutto il giorno, e il paziente dell'uno non smette di essere paziente dell'altro.
Quando una di queste situazioni si presenta, lavoriamo sullo stesso cliente: a te la regia e tutta la parte fiscale e societaria, a me la parte industriale e finanziaria del piano, con la firma e la responsabilità che comporta, per tutto il tempo che serve.
Ti è già capitata una di queste richieste? Raccontamelo nei commenti, oppure scrivimi a [email protected]: partiamo dalla pre-analisi del tuo cliente e ci conosciamo su un caso vero.