Metodo MYA - Marketing per negozi

Metodo MYA - Marketing per negozi Come creare una strategia di Marketing per la vostra attività su strada in 10 semplici mosse.

07/11/2017

Salve a tutti. Dopo qualche giorno di silenzio oggi vo voglio far entrare un pò di più nel mondo del marketing applicato ai negozi e parleremo brevemente di come fare a rispondere ad una domanda fondamentale per tutti coloro che hanno un attività in strada e che hanno la necessità di attirare clienti nel loro negozio. La domanda principe è : Perche un cliente dovrebbe entrare proprio nel mio negozio e non in quello della concorrenza che sta proprio a 100 metri dal mio?
Il primo passo che dobbiamo fare e creare un nostro marchio o brand. Che cosa significa e perché dobbiamo farlo?
Creare un brand, che vedremo è un processo in 10 passi, ci permetterà di iniziare un percorso di riconoscimento del nostro negozio per i nostri clienti.
Tu mi dirai ma i clienti già mi conoscono e quelli che non mi conoscono lo possono capire dalla vetrina e dall’insegna.
Niente di più errato il nostro cliente medio ci vedrà sempre come un negozio indifferenziato rispetto a tutti gli altri.
Quindi abbiamo bisogno di creare un nostro brand proprio per evidenziare la differenza che abbiamo con tutti gli altri negozi del nostro stesso settore e per far sì che un cliente nuovo noti da subito che siamo diversi da tutti gli altri.
Vi ricordate la parafarmacia di cui vi ho parlato precedentemente? Come ho detto ha aperto nel mio quartiere che ha una percentuale di anziani superiore al 70% e tra questi c’è mio padre.
Sapete cosa disse di questa parafarmacia aperta già da un paio di mesi? “Ma come mi stai dicendo che qui davanti si è aperta una parafarmacia? In realtà a me sembrava una farmacia! Comunque che mi frega: io vado sempre dal dr. XYZ.”
Ora essendo napoletani la cosa simpatica è la distorsione di Parafarmacia in “me par’ na farmacia”. (Mi dispiace se i non Napoletani non coglieranno facilmente la battuta).
Ma non è una battuta perché se una parafarmacia nuova si presenta con un insegna verde la croce blu e la dottoressa in camice bianco mi spiegate come fa il mio povero papà che ha oltre 80 anni a capire che quella non è una nuova Farmacia?
E questa è la spiegazione secondo me più lampante di cosa significa passare da una commodity a un brand.
La commodity è un prodotto indifferenziato tipo lo zucchero o il sale o la benzina e che generalmente compro indipendentemente, da marchio, notorietà, prezzo e punto di vendita (cioè per il consumatore medio tutte queste caratteristiche sono indifferenti).
Quindi saranno considerarti commodities anche il piccolo supermercato sotto casa o il negozio di scarpe o la pizzeria di quartiere.
Mentre per Brand avremmo ad esempio Geox oppure Carrefour oppure Pizzeria da Michele a Napoli.
Lo sforzo quindi che dobbiamo inizialmente fare è trasformare almeno la percezione del nostro negozio da negozio commodity (cioè uguale a tutti gli altri) a negozio Brand.

Come facciamo?
Questo lo sveliamo (forse) nei prossimi post, oppure se volete potrete acquistare IL MIO E-BOOK A SOLI 10 EURO oppure prenotare una consulenza gratuita chiamando al numero 3928438817.

28/10/2017

Oggi parliamo del processo di acquisto del cliente, che poi approfondiremo meglio nei prossimi post.
Quindi sappiamo che possiamo uscirne, ma come? Analizziamo in primis come avviene in Italia il processo di vendita.
In generale pensiamo come dicevamo prima che aver indovinato una giusta location, aver un bel negozio alla moda del momento, avere degli ottimi prodotti, del personale gentile, preparato e di bell’aspetto possa generare da solo nuovi clienti e quindi fatturato.
Ho appunto sottolineato “nuovi clienti” in quanto per i clienti acquisiti quanto detto sopra può essere almeno sufficiente.
Cosa fa oggi un negoziante sia pure preparato alla vendita per attrarre nuovi clienti?
Sostanzialmente niente: aspetta che entrino. Certamente qualcuno prova a fare un po’ di volantini per farsi conoscere o se ha soldi prova la pubblicità sui cartelloni in strada o addirittura alla radio o alla tv privata locale, ma sempre senza nessuna strategia di marketing che sorregga tale pubblicità e soprattutto senza misurarne i risultati.

In pratica non si prova nessun canale di vendita differente.

Ancor più questo vizio tutto italiano lo si trova nelle piccole e medie aziende, le quali, per esempio produttrici di un ottimo shampoo per parrucchieri, non fanno altro che affidarsi ai loro venditori e inviarli nella loro zona di competenza a fare sostanzialmente il porta a porta.
Qualcun'altra che si professa più evoluta spende una barca di quattrini per un call center esterno che dovrebbe procurargli clienti ed in realtà non recupera che appuntamenti più o meno qualificati.
Alla fine se il venditore è un giovane di belle speranze dopo 10 gg e 30 appuntamenti con ritorno pari a zero, manda a quel paese l’azienda e si mette a fare, se trova, l’operaio a nero per 500 euro al mese.
Lo stesso vale per un negoziante che dopo 6 mesi di apertura ha fatto 50 vendite senza veder mai tornare un cliente.
Perché accade ciò soprattutto in Italia?

Perché noi siamo il paese più malfidato in assoluto: non ci fidiamo di nessuno nemmeno di nostra madre, coi nostri fratelli litighiamo per un pezzo di terra avuto in eredità dai nonni e con gli estranei ci sgozziamo non appena mettiamo piede in auto.
Ragazzi non ci fidiamo e il nostro primo pensiero è cercare di capire dove sta la fregatura. E questo e quello che accade sempre!!!!
“Ad esempio vicino casa mia ha aperto una nuova parafarmacia e mio padre anziano è andato in quel nuovo negozio perché molto più vicino della Farmacia dove di solito si serve per comprare un dentifricio particolare.
Dopo l’acquisto prima di ba***re lo scontrino la ragazza gli dice che ci sono degli spazzolini in offerta a solo 1 euro. Mio padre l’ha guardata di sbieco e le ha risposto “no grazie non mi serve”.
Eppure quando me lo ha raccontato gli ho ricordato che lo spazzolino che usa avrà almeno 3 anni e lui mi risponde che ne era consapevole, ma la signorina voleva fregarlo e fargli spendere un euro in più. Gli ho chiesto se la stessa cosa fosse successa nella Farmacia dove di solito si serve lui come si sarebbe comportato e mi ha detto che certamente li lo avrebbe preso perché il “suo Farmacista” non proverebbe mai a fregarlo. Ecco come siamo noi italiani!!!!
Ebbene vi giuro che l’altro giorno ho controllato uno scontrino della farmacia dove si era speso tra ricette, ticket, rimborsi ed altro circa 50 euro e al mio riscontro c’erano almeno 70 centesimi non spiegati. Eppure mio padre adora quella Farmacia e non ha dato 1 euro di fiducia alla nuova parafarmacia”.

Noi italiani siamo fatti proprio come mio padre: pensateci!!!

Ma torniamo al tema principale. Abbiamo evidenziato le difficoltà che si trova ad affrontare un negoziante in questi ultimi anni: non bastano più i vecchi approcci perché sono cambiati i modelli di acquisto e la fiducia nel nostro sistema di vendita.
Considerate che questi atteggiamenti sono tipicamente italiani e che le tecniche di marketing che si applicano a livello delle grandi industrie non funzionano bene a livello di piccole e medie attività in quanto di derivazione generalmente anglosassone e quindi lontane dalla nostra mentalità.
Perciò se vogliamo che la nostra attività abbia successo anche in tempi difficili non possiamo semplicemente declinare queste tecniche senza tener conto delle peculiarità suddette: avere un business piccolo e non da multinazionale e avere una mentalità/atteggiamento tutto italiano nell’approccio alle decisioni d’acquisto.
Quello che voglio dire è che il Marketing studiato all’Università o al Master Bocconiano di turno non è assolutamente applicabile alle piccole e piccolissime imprese, mentre rimane perfetto per le grandi aziende multinazionali,
E per questo che nasce il Metodo MYA, un metodo che può essere applicato in generale a tutte le attività nate e cresciute in Italia e che abbiano come cliente una persona di cultura italica (attività italiana meglio locale per un cliente italiano) e una dimensione d’impresa poco più che familiare.
Questo metodo permetterà a tutte le attività di capire come superare l’eventuale blocco derivato dalla crisi e di iniziare a riprendere a fatturare e a guadagnare come prima della crisi e anche più.

20/10/2017

2.Come possiamo uscirne.

Abbiamo detto che ci sono dei concorrenti che operano nel nostro stesso settore e nella nostra stessa città e magari nel nostro stesso quartiere che prosperano nonostante la crisi, mentre altri sono stati costretti addirittura a chiudere l’attività.

Ma come fanno?

Sicuramente fanno qualcosa in più che semplicemente aspettare che un cliente entri per chissà quale alchimia nel nostro punto vendita e ci chieda un prodotto che noi abbiamo disponibile.
Voglio dire che aver aperto, anche in un grosso centro commerciale, aver allestito una location moderna e attraente, avere del personale gentile e cortese e dei prodotti di qualità, non è di per sé più sufficiente a procurarci un numero di clienti tale da supportare tutte le spese della nostra attività e di portarci alla fine anche un discreto guadagno.
Fondamentalmente prima della crisi poteva bastare la triade qualità, cortesia, posizione per essere competitivi nel mercato.
Oggi non basta più, queste tre caratteristiche sono date per scontate dal consumatore che vuole un posto facile da raggiungere che venda un prodotto di qualità e che si trovi al cospetto di un negoziante sempre gentile e disponibile ad ogni sua richiesta.
Infine è cambiata anche la modalità di acquisto del cliente medio.
Prima della crisi il processo della decisione di acquisto era fondato principalmente sull’emozionalità e l’acquisto molto spesso avveniva d’impulso:

c’è qualcosa in vetrina che mi piace entro subito e l’acquisto.

Attualmente, invece, i processi decisionali d’acquisto proprio per la crisi sono molto cambiati e da un modello basato sull’emozionalità si è passati ad un modello basato sul bisogno o meglio sulla risoluzione di un problema esistente.
Ciò significa che i clienti odierni sono molto più preparati sulle caratteristiche del prodotto che vogliono acquistare, hanno addirittura Internet e FB da dove si sono informati, hanno confrontato prezzi e prestazioni e non sono più facilmente emozionabili.
Quindi anche oggi è possibile competere sul mercato, ma bisogna avere la voglia e la curiosità di imparare cose nuove, avere la volontà e la capacità di mettersi a studiare e capire una materia che ad oggi risulta lontano dalla massa dei venditori, negozianti e piccoli imprenditori:

i l N e w M a r k e t i n g

E’ vero che parliamo di una materia che è spesso affidata a dei guru (esperti) che costano talmente tanto che solo le grandi aziende possono permettersi: solo queste grandi aziende, infatti, possono inviare i propri collaboratori più capaci a imparare questo mestiere che tra parentesi è molto cambiato con l’avvento di Internet.
Non dico che bisogna diventare dei veri esperti di marketing, ma bisogna che se ne capiscano i principi e a seconda della propria attività si mettano in moto dei veri e propri piani e strategie di marketing per affrontare in modo produttivo e profittevole le sfide dei prossimi anni.
In quest’ottica ho scritto per Voi un e-book dove metto a vostra disposizione un metodo per imparare e capire cos’è il marketing nell’era di internet declinato a livello di piccole aziende ed esercizi commerciali.
Questo vi servirà per capire perché la vostra attività è in crisi e quali sono le strategie da adottare per poterne uscire.
Inoltre vi metterò in grado di impostare già alcune strategie pratiche che vi potranno essere utili nella vostra operatività di tutti i giorni per migliorare alcuni aspetti che vi possono da subito portare più clienti più fatturato e più visibilità.
Se poi qualcuno di voi ha voglia di partecipare dal vivo all’approfondimento di tutti i punti esposti nel metodo e impostare con me direttamente la propria strategia di marketing attraverso una consulenza personalizzata può chiamare direttamente al numero qui sotto attivo 24 ore su 24.

PER INFORMAZIONI CHIAMARE IL NUMERO 392 8438817

19/10/2017

Chiedo scusa se per qualche giorno non ho inserito post nuovi, ma avevo da preparare questa sequenza di post che cominciano da oggi e che si chiameranno PILLOLE DI MARKETING.
Oggi partiamo con il primo post che parlerà della crisi degli ultimi anni perchè è nata e come ha impattato sui consumatori. Domani vedremo perchè si puoò superarla.

Perchè siamo in crisi

Sappiamo che la crisi in Italia è nata nel 2007 come nel resto d’Europa raggiungendo il suo apice nel 2011. Dal 2014 si sono visti i primi segnali di risveglio in Europa, mentre in Italia dopo 3 anni ancora non riusciamo ad agganciare la ripresa dopo che molti paesi Europei (Spagna compresa) sono ormai fuori dal tunnel.

Allora quali sono le cause che ci tengono ancora legati alla crisi?

Dal punto di vista macroeconomico sono sostanzialmente due:
1. il primo è il nostro elevato debito pubblico,
2. il secondo è legato alle norme Europee che ci impongono il pareggio di bilancio e di non superare un certo rapporto tra debito e PIL.
Inoltre i vari governi che si sono succeduti in questi anni proprio per sottostare a queste regole non solo non hanno proposto rimedi efficaci come riduzione delle tasse e rilancio degli investimenti pubblici, ma spesso hanno contribuito ad aggravare la situazione sprecando le poche risorse disponibili in provvedimenti atti più ad ottenere consenso elettorale che a risolvere la crisi in cui ci troviamo.

Ma tutto questo come si rapporta a livello di persone comuni?

Se lo riportiamo all’uomo della strada, ci accorgiamo che molto dipende dal fatto che è stata messa in atto una riduzione delle spese correnti anche da parte delle persone non colpite direttamente dai licenziamenti di massa che le aziende medie, piccole e grandi hanno effettuato in questi anni.
D’altra parte un report della banca Americana USB sulla distribuzione della ricchezza nei paesi occidentali ci informa che i nuovi milionari in Italia sono aumentati nel 2014 rispetto al 2013 di quasi il 15% e che la classe media italiana detiene ancora quasi l’80% della ricchezza totale nazionale.

E allora chi sono le vere vittime della crisi?

In realtà il default ha colpito essenzialmente quella fascia di popolazione medio bassa che inseguendo il modello americano dell’indebitamento incontrollato ha visto andare in fumo tutta la propria ricchezza apparente fatta di mutui al 120% del valore della casa, di prestiti personali per comprare il SUV alla moglie e per avere in casa l’ultima playstation o la mega TV a 4k.
A questo punto appare evidente che la crisi in atto, pur nella sua gravità, contiene aspetti che possono far ben sperare in un futuro prossimo in cui la fiducia degli Italiani torni a sostenere le spese correnti e quindi tutta la nostra economia domestica.
Ma pur in questa situazione, e qui mi rivolgo direttamente ai miei lettori detentori di piccole attività commerciali, ci sono dei concorrenti che prosperano e che sembrano completamente immuni alla crisi di questi anni: quindi esistono dei concorrenti che in qualche modo sono riusciti ad intercettare le istanze dei loro potenziali clienti e che hanno trasformato le potenzialità in clienti fedeli.

• Come hanno fatto?

• Come ci sono riusciti?

• Pura fortuna?

• Location azzeccata?

A queste domande puoi trovare risposta nel mio e-book Il Metodo MYA che puoi acquistare chiamandomi direttamente al 3928438817 o inviando una richiesta all'e-mail [email protected]

15/10/2017

IL METODO MYA IN 10 PASSI

1. Crea il tuo Brand
2. Brand Positioning
3. Definisci il tuo cliente ideale
4. Educa il tuo cliente
5. Acquisisci il tuo cliente
6. Vendi
7. Fidelizza i vecchi e i nuovi clienti
8. Recupera i clienti persi
9. Comunicazione continua
10. La gestione del tempo

13/10/2017

Per favore condividete tutti !!!!!

13/10/2017

COME OPERIAMO
In prima battuta vi facciamo un analisi gratuita della vs situazione attuale confrontandola con quella che per voi è la vostra situazione ideale o che volete raggiungere.
A questo punto facciamo un analisi anche dei vs bisogni formativi da un lato ed operativi dall’altro iniziando insieme a voi un percorso di consulenza/coaching che ci permetterà di raggiungere gli obbiettivi concordati.

Altra nostra caratteristica unica è che il pagamento del percorso che faremo insieme sarà erogato solo alla fine (o alla fine dei vari step se ci sono obbiettivi intermedi). Infatti solo se raggiungeremo gli obbiettivi prefissati pagherete per la nostra consulenza. In genere fissiamo degli step e mano mano che li raggiungiamo (quindi avrete recuperato fatturato e/o margine) solo allora ci pagherete.
Quindi all’inizio saprete in modo gratuito il percorso da fare per uscire da una crisi oppure per aumentare il fatturato o qualssiasi altro obbittivo di business vorrete farci analizzare, e per la realizzazione di ciò non avrete nessun rischio economico (a meno di eventuali investimenti se necessari) perché la nostra consulenza la pagherete solo a risultato ottenuto. Questo significa che se non dovessimo raggiungere gli obbiettivi concordati allora non ci dovete nulla per il nostro lavoro.
Per saperne di più clicca sul tasto SCOPRI DI PIU’

12/10/2017

PERCHE LO FACCIAMO.
In realtà la nostra mission è quella di trasferire a quanti più negozianti e commercianti possibili la cultura del marketing non solo insegnando la teoria, ma applicandone sul campo le strategia e misurandone i risultati che si ottengono. Sul marketing ognuno ha la sua teoria, ma nessuno ha mai affrontato l’argomento nella sua totalità: piuttosto ognuno soprattutto per sentito dire fa una campagna radio e dice fa marketing oppure fa dei volantini e dice che fa marketing oppure i più giovani e i piu evoluti creano la loro pagina su Facebook e dicono di fare Marketing,
Purtroppo il marketing è una materia che va trattata con rispetto perché è l’unico strumento che le aziende, grandi o piccole che siano, hanno per capire cosa realmente fanno su chi realmente impattano cosa hanno davvero da offrire al mercato e da tutto cio ne possono ricavare un utile misurando il ritorno degli investimenti che si fanno. Infatti solo facendo Marketing potrai capire se 100 euro investiti hanno prodotto un ritorno oppure no. E la cosa bella che se ragioni in termini di marketing puoi ragionevolmente capire se un tuo progetto o una nuova iniziativa avrranno probabilità di successo oppure no.
Ecco perche lo facciamo per dare a tutti coloro che vorranno seguirci un’opportunità di uscire dalla crisi o portare il loro business ad un livello superiore.

Diploma PNL Practionery
12/10/2017

Diploma PNL Practionery

11/10/2017

COSA FACCIAMO
Questo metodo nasce dopo che nella nostra esperienza, con i piccoli e piccolissimi imprenditori soprattutto negozianti, ci siamo accorti che la maggior parte di loro non aveva assolutamente idea di cosa significa vendere oggi e soprattutto nessuna nozione su cos’è il marketing e a che cosa serve.
Abbiamo incontrato tutte persone splendide dedite al lavoro 24 ore su 24 con un incrollabile fede nei propri prodotti o servizi, ma che non avevano effettivamente nessuna conoscenza tecnica su come fare soprattutto ad acquisire clienti nuovi. In alcuni casi più gravi (pochi per la verità) abbiamo anche riscontrato difficoltà nella gestione economica dell’attività.
Proprio per aiutare chi pensa di avere delle difficoltà a superare la crisi che ci attanaglia ormai dal 2007 abbiamo creato questo metodo da noi inventato e testato ormai su decine di esercizi commerciali e che ha dato a noi e soprattutto ai nostri clienti delle soddisfazioni a volte inaspettate.
Il metodo come vedremo si compone di 10 passi, ma non in tutti i casi vanno applicati tutti; ed è per questo che per chi vuole abbiamo lasciato qui sotto un nostro recapito attivo 24 ore su 24 dove potete chiamare per chiedere spiegazioni o per prenotare una consulenza iniziale gratuita. Cell. 3928438817
Dove necessario approfondiremo l’applicazione del metodo su misura per la tua attività e verificheremo insieme se possiamo iniziare un percorso di coaching e consulenza per tirarti fuori dalle sabbie mobili, oppure per migliorare comunque le performance del tuo business portandolo ad un livello superiore.

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