18/09/2018
Panoramica storica della politica fiscale locale in Italia. Parte 1.
I comuni sono corpi amministrativi che hanno guadagnato sempre più indipendenza ed autonomia politica nell’ultimo mezzo secolo di storia italiana. Gli enti comunali hanno competenza sulla sicurezza locale, igiene pubblica, social welfare, smaltimento rifiuti, pulizia e manutenzione delle strade, pianificazione urbanistica, trasporto pubblico, commercio, offerta di gas ed elettricità, accessibilità allo sport e al verde pubblico, manutenzione e offerta di strutture scolastiche per l’istruzione primaria e secondaria.
La prima grande riforma della fiscalità attuata nell’Italia repubblicana fu la riforma degli anni 70. In precedenza, la fiscalità locale si finanziava, fino al 1972, con il 50% da tributi locali mentre dal 1978 questa percentuale scese intorno al 10%; automaticamente i trasferimenti statali crebbero dal 30% circa fino al 1972 per toccare valori superiori all’80% dal 1978. La scelta del legislatore italiano, quindi, fu quella di tagliare l’autonomia locale e rendere i comuni sempre più dipendenti dall’amministrazione centrale. Prima della riforma fiscale i tributi locali più importanti erano l’imposta sulla famiglia e l’imposta sulle vendite. Tributi come l’IGE furono sostituiti dall’IVA e di conseguenza da una diversa regolamentazione che non permetteva più la compartecipazione nei ricavi da parte degli enti locali. Di converso, nacquero nuovi tributi quali l’INVIM (imposta sulle proprietà), TARSU (tassa sui rifiuti), TOSAP (tassa sui servizi locali), ILOR (imposta sul reddito).
La scelta politica del legislatore di tagliare l’autonomia fiscale degli enti locali ha contribuito alla crescita di problemi strutturali nei bilanci locali e di conseguenza nel bilancio statale. I risultati di questa centralizzazione politica, infatti, non si fecero attendere: in particolare, la spesa aumentò vertiginosamente siccome il politico locale non era più responsabile dell’aumento delle tasse potendosi finanziare maggiormente con trasferimenti da istituzioni superiori. La quasi assenza di responsabilità politica (political accountability) portò, quindi, all’istituzionalizzazione della questione dei bilanci deboli degli enti locali (quelli che in letteratura economica vengono definiti “soft budget contraint”).
Continua….
Fonte: https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1814671
(Bordignon, 2000)
Problems of `soft budget` constraints in intergovernmental relationships are currently at the frontier of research in local public economics. This paper reviews