07/01/2019
Se non l’hai già fatto, non c’è periodo dell’anno migliore dei primi giorni di gennaio per pianificare il tuo operato, per avere una rotta decisa e serena bisogna prima di tutto disegnarne una, ed è per questo che io insisto molto con i miei clienti nel fissare, già verso il mese di ottobre/novembre, gli obiettivi per l’anno successivo (sempre nell’ottica di una strategia di fondo ben delineata a monte), creare un proprio budget da seguire e fissarsi degli obiettivi intermedi ad esempio trimestrali che saranno un momento di check dell’intero sistema. Questi momenti servono a porre in essere una serie di verifiche che ti aiuteranno a capire se si sta andando nella giusta direzione ed in caso contrario porre in essere per tempo delle azioni correttive in modo da raddrizzare la rotta.
Come sempre questo è il momento di mettere nero su bianco i “buoni propositi” per l’anno nuovo e come messaggio di incentivazione, tra i tanti che ho avuto modo di leggere, colgo l’occasione per condividere con tutti voi, clienti e non, quanto scritto da Frank Merenda una mente geniale del marketing. Il suo è un linguaggio molto diretto ed esplicito, senza filtri, io ne condivido pienamente i concetti e vi invito a leggere tutto fino alla fine.
Contiene un breve elenco delle primissime banali cose da fare per uscire dal mood “c’è crisi” ed impegnarsi veramente per rendere grande la propria azienda.
Con l’augurio che quest’anno sia per voi un anno di svolta!
Alberto Palmieri
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Ora, parliamo del tuo futuro, cioè del 2019 e di tutti gli anni a ve**re. Credo tu sappia che le aziende, in particolare le piccole e micro imprese cadono come mosche in Italia giorno dopo giorno. L’anno scorso hanno abbassato la serranda per sempre tra fallimenti, liquidazioni e procedure extra fallimentari oltre 36.500 imprese.
Questo significa che ogni giorno in Italia un centinaio di aziende chiudono per non riaprire mai più e inoltre il saldo tra aperture e chiusure è enormemente negativo.
Ora possiamo ignorare questa realtà o accettare questa realtà.
Se accettiamo questa realtà possiamo accettarla al 100% o cercare alibi all’esterno, quali lo Stato, le tasse, la burocrazia, la concorrenza sleale, la congiuntura macroeconomica, l’Euro, le banche ecc…
Posto che queste cose esistono e sono reali, e per fare impresa in Italia serve davvero essere un eroe con tanta tanta voglia, dobbiamo arrenderci al fatto che è possibile far funzionare un’azienda NONOSTANTE condizioni di partenza non favorevolissime.
Ci sono infatti delle cose che possiamo controllare e influenzare e cose che non possiamo controllare e influenzare.
Permettimi di essere molto schietto e chiaro e di parlare terra terra: se le cose che possiamo controllare NON permettessero di far funzionare comunque dignitosamente un’azienda perché le condizioni avverse ambientali sarebbero comunque troppo invadenti, sarei il primo ad alzare bandiera bianca e dire a tutti di sloggiare o fare altro.
Ma, pur riconoscendo il clima nazionale non certo florido per chi fa impresa e a mia opinione personale questo governo non mi sembra molto in bolla quando si parla quantomeno di agevolare le imprese e il mercato del lavoro, devo anche riconoscere che non siamo in un paese africano sotto dittatura e con una guerra civile in corso.
Chiarito questo, e dato che nonostante le difficoltà ci sono ormai centinaia di migliaia di persone che mi seguono e che insistono contro tutto e contro tutti a fare impresa e a tenere aperta la partita iva, mi sento in dovere di lanciare un messaggio realistico e di speranza reale.
Se il governo non farà nulla, se l’Europa non farà nulla, se il tuo commercialista non farà nulla, se anzi moltissime persone continueranno a metterti i bastoni tra le ruote, allora tocca a me fare qualcosa.
Voglio partire allora con un messaggio semplice e chiaro, che approfondiremo fino in fondo oggi insieme:
“Nessuna azienda può fallire se ha un soldino in banca in più del giorno precedente.”
Chiarito questo, sono anche certo che rimanendo saldamente ancorati a questo unico dato inamovibile e dandoselo come mantra nella gestione strategica della nostra impresa, tu possa non solo essere salvato dalla “roulette russa” delle aziende che saltano per aria ogni giorno, ma anzi che tu possa prosperare e goderti i frutti del tuo duro lavoro.
Adesso il problema è chiarire come fa un’azienda ad avere sempre un soldino in banca in più del giorno precedente.
Partiamo da questo concetto molto semplice: tu in azienda hai cose e persone. In maniera iper semplificata chiameremo appunto tutto ciò che hai in azienda “Cose e Persone”. “Cose e Persone”, dato che non siamo un’azienda statale che campa e distribuisce soldi pubblici, hanno come unico scopo quello di produrre soldini per l’azienda.
Detto in termini più semplici possibili: noi come piccoli, medi, micro imprenditori, artigiani, esercenti e liberi professionisti NON possiamo permetterci in nessun modo di avere COSTI aziendali. Possiamo permetterci solo di avere INVESTIMENTI. Questo significa che ogni euro che esce dalle nostre casse aziendali, che io stia comprando una sedia, un PC, un macchinario, un bene strumentale, che io stia pagando l’affitto dell’ufficio o stia assumendo un collaboratore, deve essere fatto SOLO per averne un ritorno sull’investimento maggiore di quanto spendiamo. Ergo, la prima regola che ti devi dare è di dividere chiaramente da oggi in avanti ogni euro che esce dalle casse aziendali in:
Mi serve davvero VS Lo voglio perché mi va.
Ora, se non sei in grado di farlo da solo perché la tua emotività ti impedisce di essere lucido, dovresti avere in azienda una persona, responsabile dei numeri, che ogni volta che ti viene in mente di acquistare qualcosa ha potere di veto sui tuoi acquisti e ti impedisce - anche se tu sei il “paron” - di spendere denaro se non è strettamente necessario al bene dell’impresa.
Devi considerarti come un drogato in crisi di astinenza che deve essere legato al letto di ospedale e imbottito di metadone finché non si disintossica completamente dalla dipendenza da eroina.
E devi avere una persona, che sia il tuo socio bravo e serio con i numeri, che sia un bravo impiegato amministrativo, che sia il tuo commercialista se è una persona seria e coscienziosa che deve VAGLIARE ogni singolo euro che esce dall’azienda e decidere se quei soldi si spendono o non si spendono.
L’azienda per il 2019 è commissariata. E non sei tu a decidere sulla base di scelte umorali e uterine. Serve un guardiano che tutela i capitali aziendali e che sappia quello che si deve fare, sapendo differenziare tra una cosa che vuoi tu per capriccio e una cosa che serve davvero all’azienda. Quindi per il 2019 è possibile che non verranno autorizzate spese a carico dell’azienda come:
• Il Mercedèss nuovo per tornare al paesiello e farlo vedere agli amici e a mammà.
• Gli uffici nuovi e più grandi “Perché se vengono i clienti poi che pensano”.
• Quella nuova tizia carina e con le t***e grosse che volevi prendere come assistente.
• Le ferie in Costa Smeralda a fare lo sfigato finto ricco “Perchè te le meriti”.
• Quel nuovo mutuo per la seconda casa “Perchè in montagna ti rigeneri”
• Il Rolèccs (o pataccone da polso di marca che preferisci)
• Alberghi lussuosi con piscina dove fare le foto “Oggi lavoro da qui!”
E in generale ogni singola spesa che non abbia un senso compiuto per far crescere l’azienda.
Fatto questo si passa alla FASE 2.
Nella fase due cominciamo a stabilire dei parametri, metriche e numeri con i quali confrontare ogni singolo investimento che andremo a fare.
Detto in termini tecnici, devo stabilire il ROA, “Return On Asset”, che detto in maniera più semplice per gente che come me ha la terza media rubata, significa:
“Quanto mi deve rendere ogni singola cosa o persona per la quale investo denaro”.
Anche qui, ti serve sempre una persona brava con i numeri che ci si spacchi un po’ la testa sopra e decida dei parametri.
Una nuova assunzione che tutto finito mi costa per dire 5.000€ al mese, deve essere fatta in funzione di un mansionario di azioni e compiti specifici che porteranno lavoro per una marginalità (non fatturato) di 10.000€ al mese. Vuol dire che una persona si prende SOLO se sblocca una funzione aziendale che si era intasata tipo collo di bottiglia e i continui ritardi stanno bloccando la nostra capacità di produrre e soprattutto incassare più denaro. Altrimenti no.
Detto in maniera ancora più semplice, le “Vendite” devono correre più velocemente di “Cose e Persone” con questa formula:
COSE E PERSONE < VENDITE
E ovviamente per persone non intendiamo solo i venditori ma anzi ogni singola persona in qualunque reparto.
Quindi un bravo tecnico su una linea con lavoro già programmato è un buon investimento con un ROA intelligente.
La tizia tettona che ti deve fare da assistente personale perché sei pigro a fissarti da solo gli appuntamenti e a tenerti in ordine l’agenda NO.
(Chiedo scusa alle donne che leggono per lo stereotipo che può sembrare sessista ma è solo per spiegare terra terra a volte quanto possano essere idioti gli uomini che fanno impresa).
Ampliare il capannone o affittarne un altro perché siamo a tappo con la capacità produttiva e questo ci permetterebbe di aggiungere una o più linee di produzione, ha un ROA. Va calcolato bene tutto, ma è un investimento da persona seria. Fare la cattedrale nel deserto perché vuoi gli uffici nuovi e scintillanti “per far bella figura con i clienti”, Ngulachitestramuort NO. Non è un investimento e non ha un ROA misurabile. È un vizio ed è un costo. Quindi frena cowboy, da bravo stallone coscienzioso te lo rimetti nelle mutande e “gli uffici belli” li facciamo quando ci escono i soldi dalle orecchie (volevo dire un altro buco posto più in basso sotto la zona lombo sacrale ma non volevo risultare volgare).
Comprare un mezzo aziendale in più perché in azienda consegniamo o installiamo cose presso i clienti e siamo già a tappo oppure perché magari lo vogliamo dare come benefit a un venditore o a un impiegato bravo che tanto si sacrificano per l’azienda, è una buona cosa.
Comprarti il Mercedèss, la Maserati o altra auto da pappone quando NON ti serve, ma la vuoi solo per simulare un tenore di vita elevato quando in azienda saremmo pieni di cazzi e i soldini di quel leasing ci farebbero tanto comodo, NO.
Giri con la Panda a gas che va benissimo e ti porta assolutamente dove devi andare e reinvesti in azienda.
Quando il piano per il 2019 è pronto, si passa a
La Fase 3 (Nota anche come Fase “Mai una gioia”)
Questa fase è probabilmente la più importante di tutte, perché presuppone il fatto che la tua nuova linea di azione non sia solo orientata al futuro, ma dato che dobbiamo recuperare risorse in azienda, abbia valore RETROATTIVO.
Questo significa che se in azienda c’è gente che non produce o rompe i co****ni e non ti ricordi bene nemmeno il motivo per il quale l’avevi presa a lavorare con te, va a casa. E risparmiamo qualche stipendio che son soldi.
I leasing per i macchinoni li estinguiamo. Ridiamo indietro le macchine, accettiamo in stop-loss eventuali perdite e tua moglie si prende la Panda a gas che va benissimo e a te concedo una Yaris. Fine. E improvvisamente sono saltati fuori altri soldini.
La seconda casa la si vende e si chiude il mutuo. Quando andrai in ferie vai in albergo, se serve, o a casa di qualcuno ospite. Non me ne frega un c***o. Se non te lo puoi permettere stai a casa come ho fatto io tante volte. E fai la persona seria.
I mega uffici con poltrone in pelle umana li ridiamo al legittimo proprietario o li vendiamo se sei stato così p***a da comprarli. O li sgombri e li dai in affitto a tua volta mentre tu ti ridimensioni in un garage con lucernario che va benissimo. Che si lavora bene anche da lì. Sennò lavori da casa che va bene uguale.
L’immobiliare che avevi fatto sentendoti un novello Ricucci di stoc***o comprando case e uffici e auto affittandoteli per scaricare il mutuo e altre stronzate per ottenere agevolazioni fiscali che non hanno a che fare con il bene dell’azienda ma solo con la tua voglia di perdere tempo in scemenze invece che andare a lavorare, la chiudi.
Liquidi tutto e la prossima volta che vuoi fare il palazzinaro invece che l’imprenditore ti armi di cazzuola e malta, vai in cantiere e fai quello che ti pare. Altrimenti stai a lavorare e i soldi stanno in azienda.
Se tutto questo ti spaventa perché sei un “tossico di m***a di immagine sociale” e hai paura del giudizio della gente, di cosa penseranno se vedono che giri in Yaris invece che col Maserati e che non hai più la casa al mare, sono cazzi tuoi.
Te la fai passare. Dovrebbe farti più paura la vera vergogna di dover portare i libri in tribunale se continui a fare il deficiente che spende più di quello che deve, di dover saltare pagamenti ai dipendenti, ai fornitori ecc, ecc, ecc…
Soprattutto ti dovrebbe invece far gola cosa potresti davvero fare in un anno, passando da azienda strozzata e presa per il collo sul filo del baratro, a azienda capace di investire liquidità nella maniera corretta ed espandersi diventando seriamente qualcosa di bello, di grande e di importante.
La scelta spetta a te. Puoi continuare a recitare il ruolo del finto medio-borghese di stoc***o e mettere a repentaglio tutto ciò per cui hai lavorato una vita, oppure prendere la rincorsa per un anno e costruire qualcosa che va oltre ogni possibile immaginazione. Da qui a dodici mesi.
Se non riesci a “disintossicarti”, la nostra avventura insieme FINISCE QUI. Tanti saluti.