01/11/2020
... ... In un suo sfogo sui social va oltre il mondo dello spettacolo.
«Perché questo non riguarda solo gli uomini di teatro. L'altro giorno ho visto la protesta dei fotografi, che pure sono importanti, per ca**tà. Ma tra poco vedremo la protesta dei venditori di candeline per i compleanni. Accade perché in Italia non esiste il popolo, noi non dovremmo andare in piazza per difendere gli attori, i baristi o i ristoratori. Noi dovremmo diventare popolo e protestare per i diritti dei cittadini. Quando c'è una pandemia, le corporazioni, le categorie, non esistono. Evitiamo pagliacciate. Tornando agli attori, con il Covid sono improvvisamente uscite 5-6 sigle di organizzazioni a tutela. Chi ha fatto quella regionale, chi quella nazionale. Ma non bisognava crearle già prima? Per il ristoro ai teatri, è facile parlare quando hai le spalle coperte dai soldi pubblici. I problemi sono dei teatri privati che non hanno avuto e non avranno un euro. All'inizio della pandemia il presidente De Luca disse che aspettava consigli per gestire la crisi. Io gli proposi di alleviare i teatri privati dall'affitto della struttura per il periodo della pandemia, una cifra irrisoria rispetto a quella che lui ha poi gestito male. Ma poi mi chiedo il criterio usato: un teatro da 1600 posti come l'Augusteo può ospitare al massimo 200 persone. E lo stesso numero di persone può essere ospitato da un teatro di 500 posti. Non c'è logica». ... ...
Le manifestazioni in piazza per il teatro e il settore spettacoli devastati dall'emergenza Covid, le ritiene una semplice esibizione, una corsa per apparire in un momento inopportuno, in cui...