21/05/2026
🟠 A dicembre 2025 ISTAT ha certificato che l'adozione dell'intelligenza artificiale nelle imprese italiane è raddoppiata in un anno: dall'8,2% al 16,4%.
Quasi tutti i rilanci si sono fermati a questo dato.
Nello stesso rapporto, qualche pagina più avanti, c'è il numero che pesa davvero.
Il divario tra grandi imprese e PMI nell'adozione AI è passato da 25 punti percentuali nel 2024 a 37 nel 2025.
In un solo anno si è allargato di 12 punti.
Le grandi imprese sono al 53,1%.
Le PMI sono al 15,7%.
L'Italia non sta recuperando il ritardo sull'AI. Sta dividendosi in due.
E in mezzo a questa frattura, il 2 agosto 2026 entra in vigore il regime pieno dell'AI Act.
Da quella data, ogni impresa che usa sistemi AI (anche solo Copilot gratuito con abbonamento Office...) è soggetta a obblighi di documentazione, classificazione del rischio e responsabilità formale.
Uno studio europeo ha rilevato che il 40% dei sistemi AI già in produzione nelle imprese del continente non aveva una classificazione del rischio chiara o documentata.
Quattro su dieci!
Il vero rischio per la PMI manifatturiera italiana non sono le sanzioni.
È la perdita del cliente enterprise che chiederà la conformità AI Act come requisito contrattuale di gara.
Il problema non è la tecnologia.
È chi, in azienda, ha oggi la responsabilità formale della governance dell'AI.
Per molte imprese italiane la risposta a questa domanda è ancora "nessuno".
👉 Vai all'articolo
🔗 https://www.gogrowing.it/2026/05/21/ai-governance-pmi-italiane-2026/