28/02/2023
"Dentro l'espresso NON c'è nemmeno un giornalista" (cit.)
Con tutto quello che ci sarebbe da dire su Mario Giordano, il commento sgradevole sulla sua voce è davvero l’ultimo della lista. Perché una caratteristica fisica, che sia l’altezza, la taglia, o in questo caso le corde vocali, non può e non deve essere preso per contenuto. Anche perché poi, quando Giordano lo si ascolta davvero, appare evidente che quello che dice è decisamente meno acuto del suo tono.
Classe 1966, cresciuto a brasato e Barbera in quel di Alessandria, è passato con facilità (e che Collodi lo perdoni) da Grillo parlante a Lucignolo. Al suo attivo ha diversi libri molti dei quali con titoli che ricordano alla lontana gli acchiappa click dei gattini su Facebook. Da “Sanguisughe” a “Pescecani”, da “Vampiri” ad “Avvoltoi”. E dalla televisione si affaccia con la stessa aria pacata per smuovere le acque placide dei talk. Con le sue frasi dal lieve sentore apodittico, ha il vezzo dell’inciso incompiuto. «Ma cosa stai dicen...”, “eccet eccet...”, “ma scu’...”, “chi decid...”, “quello che fa fed...” fanno ormai parte del suo movimento narrativo con cui, tra una sfuriata e l’altra, riempie studi variegati di ogni genere e numero. Da cui dispensa perle di cattivo senso in faccia alla telecamera come una citazione di Funari. “Fuori dal coro”, appunto, anche se a ben guardare sembra perfettamente allineato all’arietta di questi giorni. Così dice la sua e saltellando infarcisce i suoi monologhi di analisi in bianco e nero, con quel tocco delicato di chi ha fatto dell’allarme meteo il suo piatto forte di Studio Aperto nei bei tempi andati.
«Che passi l'idea che per essere moderni, per essere avanzati, ci si debba per forza baciare tra persone dello stesso sesso è umiliante. È possibile che in tutto questo tempo non si possa vedere un bacio tra un uomo e una donna?».
Così, Giordano ogni puntata esercita sullo spettatore l’effetto annuncio, con cui, prima di dire la frase studiata ad arte fa pregustare la bomba in arrivo. Lo sto per dire, ora lo dico, ecco l’ho detto. E continua imperterrito a cantare “tutto d’un tratto il coro”, come Dapporto nel Carosello della Pasta del Capitano. Per il fuori ci stiamo lavorando.