Fabio Nupieri - ESG Risk

Fabio Nupieri - ESG Risk Consulente in ESG Risk management, specializzato nella valutazione, gestione e trasferimento dei rischi ESG sia tradizionali che di nuova generazione.

Aiuto Aziende, Organizzazioni e Professionisti a trasformare i rischi ESG in opportunità concrete

Cura e strategia ESG: non una check list, ma un cambio di sguardoUn anno fa' abbiamo parlato di Risk Management nelle st...
21/02/2026

Cura e strategia ESG: non una check list, ma un cambio di sguardo

Un anno fa' abbiamo parlato di Risk Management nelle strutture sanitarie.

Parlavamo di matrici 5×5, di probabilità e impatti, di supply chain, di continuità operativa.

Oggi, a distanza di dodici mesi, sento che la domanda da aggiungere sia un’altra:

Stiamo gestendo rischi… o stiamo imparando ad avere cura delle cure?

La lezione più radicale: la cura è politica
Joan Tronto ci ricorda che:

“La cura è tutto ciò che facciamo per mantenere, continuare e riparare il nostro mondo affinché possiamo viverci nel miglior modo possibile.”

Definizione ampia di cura J. Tronto.

Il “mondo” non è un’astrazione.
Sono i nostri corpi, le relazioni, l’ambiente, le reti che sostengono la vita

Questo significa che la cura non è solo assistenza clinica.

È struttura di vita. È organizzazione sociale. È potere.

E ogni relazione di cura contiene un’asimmetria: chi cura può esercitare potere su chi è fragile.

Nel sistema sanitario questo è evidentissimo:

tra struttura e paziente,

tra management e professionisti,

tra appaltatore e fornitore,

tra pubblico e privato.

Ecco perché parlare di ESG in sanità non è parlare di rendicontazione.

È parlare di redistribuzione delle responsabilità nella cura.

Le quattro fasi della cura… e il Risk Management.

Tronto individua quattro momenti fondamentali della cura

Caring about: riconoscere un bisogno

Taking care of: assumersi la responsabilità

Care-giving: prestare concretamente cura

Care-receiving : ascoltare la risposta di chi riceve cura.

Il punto decisivo è il quarto: care-receiving.
Se il paziente non è ascoltato, la cura è solo atto tecnico.

Se il territorio non è coinvolto, la sanità è solo erogazione.
Se i lavoratori non sono tutelati, la sostenibilità è una parola vuota.

Il falso amico: la responsabilità individuale
Tronto critica la riduzione neoliberale della cura a “responsabilità personale”

Tradotto in sanità:

Se un paziente non aderisce alla terapia è colpa sua.

Se un operatore è in burnout è un problema individuale.

Se una struttura collassa e' inefficienza gestionale.

No.

La cura è sempre sistemica.

E quando diventa solo responsabilità individuale, perdiamo la dimensione democratica e umana.

È qui che l’ESG entra in scena.

ESG in sanità: pre-requisito per cambiare sguardo.

Implementare una strategia ESG in una struttura sanitaria significa:

integrare E (ambiente)
salute e ambiente sono interdipendenti (One Health);

rafforzare S (sociale)
dignità del lavoro, parità, inclusione, equità di accesso;

strutturare G (governance)
trasparenza, accountability, gestione dei conflitti di interesse.

Ma soprattutto significa fare una cosa più profonda:
passare dalla gestione delle prestazioni alla cura delle relazioni.

La sostenibilità non è solo:

un bilancio,

un audit,

una check list,

un adempimento normativo.

È una strategia di erogazione della cura.

Tronto ci invita a superare il mito dell’individuo autonomo.

In sanità questo vuol dire riconoscere che:

ogni paziente è vulnerabile,

ogni medico è vulnerabile,

ogni organizzazione è vulnerabile.

La vulnerabilità non è debolezza.

È il fondamento della cittadinanza sanitaria.

Una struttura sanitaria davvero sostenibile:

riduce le asimmetrie di potere,

redistribuisce le responsabilità,

integra cura e giustizia

considera la fragilità come dato strutturale, non eccezione.

A un anno di distanza: cosa abbiamo imparato?
Che il Risk Management non è solo prevenzione del danno.

È architettura della fiducia.

Che la supply chain sanitaria non è solo catena di fornitura.

È catena di responsabilità condivisa.

Che l’ESG non è un linguaggio finanziario importato in sanità.

È la grammatica contemporanea della cura.

C’è un’espressione che mi accompagna da mesi:

“Avere cura delle cure.”

Significa:

progettare organizzazioni che non schiaccino i professionisti,

costruire sistemi che non scarichino sui pazienti le fragilità strutturali,

integrare ambiente, lavoro e governance nella qualità clinica.

Se la cura è tutto ciò che mantiene e ripara il mondo, allora la sostenibilità è la forma strategica della cura nelle organizzazioni complesse.

E la vera domanda, oggi, non è:

Come rendicontiamo l’ESG?

Ma:

Che tipo di sanità vogliamo costruire, se riconosciamo che tutti siamo vulnerabili e interdipendenti?

Perché la sostenibilità, in fondo, non è un protocollo.

È un modo più umano di organizzare la cura.

Sorical verso la gestione unica delle reti: un banco di prova ESG per il servizio idrico calabrese.Il percorso verso la ...
20/02/2026

Sorical verso la gestione unica delle reti: un banco di prova ESG per il servizio idrico calabrese.

Il percorso verso la gestione unica del Servizio Idrico Integrato in Calabria entra in una fase decisiva.
La Commissione di vigilanza presieduta da Riccardo Rosa ha infatti approfondito lo stato di avanzamento del passaggio a Sorical come gestore unico regionale, analizzando condizioni delle reti, convenzioni con i Comuni, investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e le principali criticità emerse nell’ultimo anno.

Al di là dell’aspetto tecnico-amministrativo, il tema rappresenta un passaggio strategico anche sotto il profilo ESG (Environmental, Social, Governance).

La dimensione ambientale (E): riduzione delle perdite e tutela della risorsa.

La Calabria sconta da anni un’infrastruttura idrica fragile, con reti obsolete e alti livelli di dispersione.
La gestione unificata può rappresentare un cambio di paradigma:
pianificazione integrata degli investimenti;
mappatura e digitalizzazione delle reti;
riduzione delle perdite idriche;
maggiore efficienza energetica negli impianti di depurazione.

Gli investimenti sostenuti anche con fondi PNRR sono cruciali per modernizzare le infrastrutture, ma il vero indicatore ESG sarà la capacità di tradurre le risorse in risultati misurabili: meno acqua dispersa, meno emissioni, maggiore resilienza ai cambiamenti climatici.

Una governance regionale forte può inoltre favorire una gestione più sostenibile dei bacini e una programmazione di lungo periodo, superando la frammentazione storica.

La dimensione sociale (S): equità, qualità del servizio e fiducia dei cittadini.

L’acqua è un bene essenziale. Il passaggio a un gestore unico solleva interrogativi ma anche opportunità:
uniformità tariffaria e trasparenza nei criteri di determinazione;
miglioramento della continuità del servizio;
riduzione delle disuguaglianze tra aree urbane e piccoli Comuni;
maggiore tutela per le fasce vulnerabili.

Le criticità emerse lo scorso anno – disservizi, difficoltà nei rapporti con alcuni enti locali, problematiche operative – evidenziano quanto il fattore sociale sia determinante.

Senza un dialogo costante con i Comuni e con le comunità, il processo rischia di essere percepito come centralizzazione anziché come efficientamento.

In ottica ESG, la chiave sarà coinvolgimento degli stakeholder, trasparenza e accountability.
La dimensione di governance (G): trasparenza, controllo e capacità gestionale.

Il lavoro della Commissione di vigilanza è un segnale importante sotto il profilo della governance.
La verifica sullo stato delle convenzioni con i Comuni e sull’avanzamento degli investimenti rappresenta un elemento essenziale di controllo pubblico.

Una gestione unica comporta:
maggiore responsabilità concentrata su un solo soggetto;
necessità di sistemi di controllo interno solidi;
reporting puntuale su investimenti e performance;
gestione strutturata dei rischi operativi e finanziari.

Dal punto di vista ESG, la sfida è trasformare Sorical non solo in un operatore tecnico, ma in un modello di società pubblica orientata alla performance sostenibile, capace di rendicontare risultati ambientali e sociali oltre a quelli economici.

PNRR: occasione irripetibile, ma con tempi stringenti.

Le risorse del PNRR rappresentano una leva straordinaria. Tuttavia, l’esperienza nazionale insegna che la vera criticità non è l’assegnazione dei fondi, ma:
capacità progettuale;
rispetto delle milestone;
qualità dell’esecuzione;
controllo dei costi.

Il rischio ESG maggiore? Investimenti che migliorano l’infrastruttura sulla carta ma non generano impatti strutturali nel medio-lungo periodo.

Una riforma strutturale che misura la maturità del sistema pubblico.

Il passaggio a Sorical come gestore unico del Servizio Idrico Integrato in Calabria non è solo una riorganizzazione amministrativa.

È un test di maturità istituzionale.
Se gestita con visione strategica, trasparenza e orientamento ai risultati, questa transizione può:
migliorare la sostenibilità ambientale del sistema idrico;
rafforzare la fiducia dei cittadini;

In ottica ESG, la domanda chiave non è solo “funzionerà?”, ma:
saprà generare valore pubblico misurabile, duraturo e condiviso?

20/02/2026

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20/02/2026
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20/02/2026

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👉 In diretta con

🟠 *Lucia Carlomagno,* docente e sindacalista,

🔵 *Maria Anna Genco ,* presidente del Comitato Tutela della Salute e delle Strutture Sanitarie nel Sud Est Barese

🟣 *Fabio Nupieri,* Risk & Sustainability Consultant

🎤 Conduce *Maurizio Scillitani ,* giornalista di Mitico magazine
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*È gradita la partecipazione e la condivisione.*

COMUNICATO STAMPANasce lo “Sportello Europa 2030”: un nuovo punto di riferimento per le imprese, i cittadini e gli Enti ...
17/02/2026

COMUNICATO STAMPA

Nasce lo “Sportello Europa 2030”: un nuovo punto di riferimento per le imprese, i cittadini e gli Enti dell'Unione dei Comuni dell'Alto Ionio cosentino, sulle opportunità europee.

13 febbraio - Ad Oriolo, nel corso di un incontro mirato alla programmazione delle attività dell'Unione dei Comuni, si è ufficializzato lo Sportello Europa 2030, il nuovo servizio dedicato all’informazione, all’assistenza tecnica e alla progettazione su fondi europei, nazionali e regionali. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare la capacità dei territori di intercettare risorse, sviluppare progettualità strategiche e costruire partenariati qualificati a livello locale, nazionale e internazionale.

Lo Sportello Europa 2030 si propone come struttura operativa moderna e flessibile al servizio delle amministrazioni pubbliche, delle imprese, degli enti del terzo settore e dei cittadini, offrendo supporto specialistico su bandi, programmi comunitari, finanza agevolata, fondi diretti e strutturali, processi di internazionalizzazione e sviluppo territoriale.

Accanto allo Sportello nasce anche il Think Tank, laboratorio permanente di analisi, ricerca e proposta, composto da esperti e professionisti, con la funzione di elaborare soluzioni innovative per le politiche di sviluppo locale, favorire il confronto tra stakeholder e promuovere una cultura della progettazione orientata ai risultati e all’impatto sociale ed economico.

Tra i principali servizi attivati:
– monitoraggio e diffusione di bandi e opportunità di finanziamento;
– informazione e orientamento su normative e programmi europei;
– assistenza tecnica alla progettazione e alla candidatura;
– supporto nella costruzione di partenariati;
– animazione territoriale e networking;
– gestione e accompagnamento dei progetti finanziati.

Il nuovo Sportello punta a diventare un hub territoriale per la cultura europea e per l’innovazione amministrativa e sociale, mettendo in rete competenze, dati, strumenti e buone pratiche, con particolare attenzione alle aree interne e ai piccoli comuni, spesso penalizzati dalla carenza di risorse tecniche dedicate.
“L’obiettivo è trasformare le opportunità europee in progetti concreti per il territorio — spiegano i sindaci promotori — offrendo un servizio stabile, qualificato e accessibile, capace di accompagnare enti e organizzazioni in tutte le fasi: dall’idea alla realizzazione.”

Nei prossimi mesi saranno attivati sportelli informativi itineranti su tutti gli otto Comuni dell'area con momenti pubblici di informazione e confronto con amministratori, imprese, associazioni e giovani.


Calabria, tra sagre e frane: Crati in piena, politica in passerella?In queste ore il Crati torna a far paura.A Tarsia, n...
14/02/2026

Calabria, tra sagre e frane:
Crati in piena, politica in passerella?

In queste ore il Crati torna a far paura.

A Tarsia, nella Sibaritide, l’acqua esonda, i campi si allagano, le strade si trasformano in canali improvvisati. Scene già viste.
Troppo volte viste.

E mentre l’inverno porta con sé alluvioni e frane, l’estate – puntuale – ci consegna la siccità.

Una terra che alterna l’eccesso alla mancanza. L’acqua che distrugge, l’acqua che manca. Sempre acqua. Sempre emergenza.

La Calabria sembra vivere in un eterno presente emergenziale:

sirene, sopralluoghi, dichiarazioni, passerelle istituzionali.

Poi si torna alle sagre, alle inaugurazioni, agli eventi.

E la programmazione? La progettazione? La messa in sicurezza dei territori?

Dove sono finiti gli interventi strutturali?

Il PNRR doveva rappresentare una svolta: resilienza, transizione ecologica, infrastrutture verdi, difesa del suolo.

Ma quali cantieri concreti sono stati avviati per la messa in sicurezza del bacino del Crati?

Quali interventi sistemici per prevenire – non solo gestire – il rischio idrogeologico?

Perché il punto è questo:
non servono solo interventi straordinari, servono visione e continuità.

Cambiare sguardo, prima ancora che cambiare bilancio.

C’è una canzone che dice:
“Dipende, tutto dipende da che punto di vista guardi il mondo…”

Ecco.
Forse è proprio lo sguardo che va cambiato.

Finché il territorio sarà visto come uno sfondo su cui organizzare eventi e non come un organismo vivente da custodire, la rotta non cambierà.

La Calabria non ha bisogno di annunci.
Ha bisogno di cura.

Una proposta concreta e possibile

Immaginiamo una rete diffusa di piccoli bacini e invasi naturali, integrati nel paesaggio, capaci di:

rallentare e regolare le piene in inverno;

accumulare acqua per i periodi di siccità estiva;

sostenere l’agricoltura locale;

generare lavoro e indotto territoriale;

alimentare una vera economia circolare dell’acqua.

Non grandi opere faraoniche.

Ma tanti interventi diffusi, intelligenti, interconnessi.

Una strategia di resilienza territoriale che unisca sicurezza, sviluppo economico e sostenibilità.

Perché la crisi è una sola.

Non esistono crisi separate.

Quella ambientale, quella economica e quella amministrativa sono intrecciate.

Ogni frana racconta un vuoto di pianificazione.
Ogni alluvione racconta un ritardo strutturale.
Ogni siccità racconta una mancanza di visione.

Se non si cambia paradigma – culturale prima ancora che tecnico – questi drammi saranno sempre più ciclici e ricorrenti.

E ogni volta assisteremo alla solita sequenza: emergenza, dichiarazioni, fondi promessi, oblio.

La Calabria che vorremmo:
Una Calabria che programma, che si preoccupa ( e occupa) di investire seriamente nella prevenzione dei suoi Territori.

Che usa le risorse europee per trasformare la fragilità in opportunità.

Che considera la difesa del suolo non un costo, ma un moltiplicatore economico e sociale.

Perché mettere in sicurezza il territorio significa:

tutelare vite umane;

proteggere imprese agricole e turismo;

creare occupazione qualificata;

rafforzare la fiducia nelle istituzioni.

La vera festa, un giorno, potrebbe essere inaugurare un territorio finalmente resiliente.

E quella sì, sarebbe una sagra degna di essere celebrata.

Forse tutto dipende dallo sguardo.

E forse è arrivato il tempo – davvero – di cambiarlo.

Indirizzo

Corso Novara N. 10
Naples
80143

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:30
Martedì 09:00 - 17:30
Mercoledì 09:00 - 17:30
Giovedì 09:00 - 17:30
Venerdì 09:00 - 13:00

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