14/02/2022
Meglio fare un ripasso prima di accendere le candele stasera! ❤️ 🕯️🧯
Estintori ad acqua
Gli estintori ad acqua sono, probabilmente, i più semplici e i primi ad essere stati ideati e utilizzati, per lo più sui principi di incendio. Col tempo sono stati parzialmente abbandonati in favore di strumenti più efficaci (come gli estintori a schiuma, dal funzionamento simile) anche se più di recente, in risposta a un’attenzione crescente verso le dinamiche ambientali, stanno venendo recuperati, con l’aggiunta di additivi e sostanze filmanti per aumentarne l’efficacia. Questi estintori, oggi, sono composti da un serbatoio pressurizzato contenente per il 90% acqua e per il 10% additivi. L’erogatore nebulizza la miscela per aumentare lo scambio termico generato a contatto con la superficie in fiamme.
Estintori a polvere
Gli estintori a polvere contengono una miscela di sostanze estinguenti – in forma di polvere – miscelate con additivi che ne garantisce la fluidità di espulsione e l’idrorepellenza. Queste sostanze vengono contenute in un serbatoio pressurizzato e applicate sul fuoco attraverso un apposito erogatore. Il funzionamento di questi tipi di estintori è legato alla capacità di inibizione delle polveri del materiale ancora incombusto, combinata alla capacità di soffocamento della fiamma e di riduzione della temperatura.
Estintori a idrocarburi alogenati
Gli estintori a idrocarburi alogenati risultano simili per struttura a quelli a polvere. In origine, contenevano sostanze del tipo Halons (idrocarburi alogenati, appunto) le quali, però, avevano un effetto dannoso sull’ambiente, in particolare sullo strato di ozono atmosferico. Più di recente, queste sono state sostituite con idroclorofluorocarburi (HCFC) e gli idrofluorocarburi (HFC). Tra quest’ultimi, particolarmente, interessanti risultano i tipi di estintori a Forex, una sostanza inerte adatta all’utilizzo in tutti gli ambienti e non dannosa per gli impianti elettrici. Il funzionamento degli estintori a idrocarburi alogenati si rifà alla capacità di queste sostanze di ridurre drasticamente il quantitativo di ossigeno della zona interessata dall’incendio, eliminandone così l’elemento comburente.
Estintori a CO2
Gli estintori a CO2 sono costituiti da un resistente serbatoio in acciaio, in cui è contenuta l’anidride carbonica (Biossido di carbonio) pressurizzata in forma liquida. Questi estintori sono normalmente riconoscibili per la presenza di un cono diffusore al termine dell’erogatore, la cui funzione è quella di favorire l’espansione, e quindi il raffreddamento del gas fino a -78 °C, con la conseguente formazione di ghiaccio secco o neve carbonica. Il loro funzionamento è legato alla capacità di raffreddamento del gas e dalla riduzione della concentrazione dell’ossigeno (comburente) nell’area interessata dalle fiamme.
Estintori a schiuma
Gli estintori a schiuma possono essere di due diverse tipologie:
- Estintori a schiuma meccanica, in cui una sostanza schiumogena miscelata con l’acqua, al momento dell’espulsione, si combina con l’aria formando una densa schiuma;
- Estintori idrici a schiuma chimica, in cui solfato di alluminio e bicarbonato di sodio a contatto reagiscono producendo CO2 che, confinata nel serbatoio, si pressurizza espellendo il composto schiumogeno.