08/10/2025
Quello che vedete in foto non è un semplice gatto. È un agente di polizia. Per la precisione si occupa di infanzia abusata.
Sembra uno scherzo ma non lo è. A giugno scorso un poliziotto della stazione di La Rochelle, in Francia, ha portato questo mini pirito (citazione della buonanima del mio amico Enrico per definire una cosa tenera e cucciola) ai colleghi. La sua gatta aveva fatto una cucciolata e dopo avere piazzato tutti, rimaneva lui.
Solo che i colleghi non appena hanno visto il microbo, a trovargli un'altra sistemazione non ci hanno pensato “manc pour le chazz”, che in francese equivale al nostro “minimamente”. Lo hanno adottato collettivamente tenendolo in stazione, battezzandolo Cheops. Come il software che usano per le indagini.
Ma Cheops non era solo un erogatore di fusa e richiedente croccantini. Un giorno mentre si svolgeva un’audizione complicata con una bimba vittima di abusi, un poliziotto ha avuto una brillante idea. Per calmare la bambina che era molto agitata, ha fatto entrare Cheops nella stanza. E lui tomo tomo, quasi sapesse, è salito in braccio alla piccola facendosi accarezzare e facendola parlare più lucidamente. Alla fine la bimba ha detto "di sentirsi più tranquilla con Cheops". A quel punto Cheops ha avuto il “posto fisso” come agente per aiutare i bambini abusati. E funziona alla grande. Ha perfino una sua pagina Instagram.
Una cosa è certa: spesso i gatti leggono cose in posti dove noi non pensavamo ci fossero posti. E salvano vite. Ben più delle nove che hanno loro. Cheops ne è la prova.