02/01/2025
Crocca, una piccola anima grande
Crocca è entrata nella mia vita quattro anni fa. È stata trovata abbandonata nell’androne di un palazzo, in una gabbietta troppo piccola per lei, con un sacchetto di semini e un biglietto che diceva: “Il mio padrone è morto.” Era bianca, spelacchiata e fragile, e mi dissero che non sarebbe durata a lungo.
Ma Crocca aveva un cuore grande e una voglia di vivere sorprendente. Le ho comprato una reggia, piena di giochi e rametti per allenarsi. Lei si è scelta il suo trono: un bastoncino da cui dirigeva il suo piccolo regno. Le piacevano i Beatles e il jazz, e rispondeva alla musica con i suoi “croccheggi” allegri.
Durante le mie lezioni online, interveniva sempre: i corsisti la adoravano e spesso mi chiedevano di lei.
Aveva un carattere deciso. Mi sgridava se accendevo la luce troppo presto la mattina o se parlavo troppo quando era il suo momento di cantare. Con il tempo, da bianca e trasandata, è diventata striata di un bell’azzurro brillante: un piccolo miracolo di rinascita.
Crocca mi ha insegnato tanto. Era una cocorita, sì, ma piena di vita, amore e personalità. Cambiava il tono del canto per comunicare, e io l’ascoltavo e la rispettavo. In cambio, mi regalava la sua compagnia, i suoi canti e i suoi richiami affettuosi.
Si è spenta piano, come fanno tutti gli anziani. Negli ultimi giorni, il suo canto si è fatto più debole, ma fino all’ultimo ha comunicato amore.
Il veterinario mi ha detto che aveva vissuto ben oltre le sue aspettative, e voglio credere che il nostro amore abbia allungato i suoi giorni.
Crocca era piccola, ma la sua presenza era immensa. La sua perdita mi ha lasciato un vuoto grande, ma anche un messaggio chiaro: amare un animale, anche se piccolo, è un dono reciproco.
“Dum spiramus, tuebimur.” (“Finché respiriamo, ci prenderemo cura.”)
Che tu possa volare libera, Crocca. Grazie per il tuo canto e per tutto l’amore.♥️