Sinesy Innovision

Sinesy Innovision Sinesy analizza, progetta e sviluppa soluzioni di digitalizzazione dei processi di vendita, di marke

Sinesy Innovision è un luogo di idee, consulenza e tecnologia per il marketing, le vendite e la collaborazione aziendale. Uno staff di 65 persone, tra esperti informatici e consulenti di business, produce sistemi per lo sviluppo del business e per il miglioramento organizzativo. Proponiamo soluzioni di Marketing Techonology, sistemi per la gestione internazionale del Retail, servizi di progettazio

ne software, architetture per lo sviluppo di applicazioni web, soluzioni cloud, ambienti di realtà virtuale e app mobile per un mondo sempre in movimento. Seguici:

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L’innovazione più bella è quella che ti fa stare bene.Consideriamo l'ambiente di lavoro uno spazio di vita, prima che di...
03/09/2026

L’innovazione più bella è quella che ti fa stare bene.
Consideriamo l'ambiente di lavoro uno spazio di vita, prima che di produzione. Per questo, quando abbiamo sviluppato per il benessere aziendale, la prima scelta è stata naturale: portarlo dentro la nostra quotidianità. Prima di essere una soluzione da proporre al mercato, per noi è diventato un modo per allenare la qualità delle nostre giornate.

Così, a Settembre, è partito ufficialmente il progetto in Sinesy, con le prime Challenge e Missioni per staccare dallo schermo, muoverci e prenderci cura di noi, sia dal punto di vista fisico che relazionale.

Niente metriche di produttività o numeri da inseguire, solo tre obiettivi semplici:
🌱 Stare meglio, trovando il giusto ritmo durante la giornata.
🤝 Fare squadra, condividendo momenti che vanno oltre i soliti task lavorativi.
🌍 Fare del bene al pianeta, con piccole azioni quotidiane.

I primi risultati arrivano già: grazie all'impegno di tutti, la nostra foresta aziendale sta crescendo, aiutando a riforestare aree critiche e riducendo le emissioni di CO2.

Ci piace pensare che per fare grandi cose insieme si debba partire da qui: dalle persone, dalle relazioni vere e dall'attenzione per l'ambiente che ci circonda.
Vuoi sapere di più sul progetto getUup? Contattaci e parla con un nostro consulente.
https://tinyurl.com/yjmepuns

28/08/2026

Tutti hanno accesso allo stesso modello AI. Non tutti, però, hanno accesso allo stesso contesto.
Negli ultimi tre anni la competizione tecnologica si è giocata sui benchmark. Ma dentro un'azienda la vera domanda è un'altra: quanto sa questo assistente del lavoro che stiamo facendo davvero?

Dal 26 agosto Google porta Ask Gemini dentro Google Chat. Non si tratta dell'ennesimo chatbot isolato in una finestra separata, ma di un assistente che vive nel punto esatto in cui si prendono le decisioni: la conversazione tra colleghi.

Cosa fa concretamente?
🔍 Cerca trasversalmente: pesca informazioni da Gmail, Drive e Calendar senza mai farti uscire dal thread.
✍️ Produce: genera bozze di aggiornamento o immagini direttamente nella conversazione.
⏱️ Recupera: riassume in pochi secondi ciò che è successo mentre eri altrove.
📅 Agisce: pianifica riunioni e gestisce le attività per te.
Il punto centrale, tuttavia, non è la lista delle funzioni. È la strategia.

Google sta facendo leva sull'unica variabile che i concorrenti non possono replicare in fretta: i tuoi dati storici. Le tue email, i tuoi file, il calendario e le conversazioni risiedono già nello stesso ecosistema da anni.
Il modello linguistico lo comprano tutti. L'ecosistema no.
Per le aziende questo dettaglio è cruciale. Chi gestisce flussi di lavoro frammentati tra fornitori diversi finisce per pagare una "tassa invisibile": un'AI, per quanto brillante, senza contesto aziendale resta un mero generatore di testo. Prima di chiedersi quale modello adottare, forse bisognerebbe chiedersi dove vive davvero il lavoro della propria organizzazione.

Due note pratiche sull'aggiornamento (il rollout parte dagli account Business ed Enterprise in lingua inglese). La più importante riguarda la sicurezza: Gemini eredita in modo nativo e rigoroso i permessi di chi lo utilizza. Non esistono fughe di dati involontarie o "allucinazioni" che rivelano documenti riservati ad altri dipartimenti. L'AI vede esattamente e solo ciò che l'utente è autorizzato a vedere.

💬 In Sinesy siamo Google Partner. Aiutiamo le aziende a integrare l'AI in Google Workspace curando non solo i processi aziendali, ma soprattutto la sicurezza e la governance dei dati.
Vuoi capire come inserire queste tecnologie nel tuo flusso di lavoro in totale sicurezza? Compila il modulo e parlane con un nostro consulente: https://www.sinesy.it/richiesta-informazioni/

Vuoi lanciare un progetto velocemente, senza costruire da zero tutta l’infrastruttura backend?Un Backend-as-a-Service, o...
20/08/2026

Vuoi lanciare un progetto velocemente, senza costruire da zero tutta l’infrastruttura backend?

Un Backend-as-a-Service, o BaaS, ti permette di partire con database, autenticazione, API e storage già disponibili. Una possibilità utile quando stai sviluppando un prototipo o un MVP e vuoi concentrare tempo e risorse sul prodotto.
Tra le piattaforme da conoscere c’è , spesso indicata come l’alternativa open source a Firebase.
La differenza principale è nel cuore del sistema: Supabase utilizza PostgreSQL, un database relazionale, al posto di un database NoSQL. Puoi quindi lavorare con tabelle, relazioni, query SQL, vincoli e transazioni.

La piattaforma riunisce in un unico ambiente:
🔹 Database PostgreSQL
🔹 Autenticazione e gestione degli utenti
🔹 Protezione dei dati tramite Row Level Security
🔹 API generate automaticamente
🔹 Storage e aggiornamenti in tempo reale
🔹 Edge Functions per le logiche personalizzate

Puoi utilizzare il servizio cloud gestito, riducendo il lavoro sull’infrastruttura, oppure installare Supabase sui tuoi server. Il self-hosting offre maggiore controllo sui dati, ma richiede al tuo team di occuparsi di sicurezza, aggiornamenti, backup e scalabilità.

Supabase è quindi una soluzione interessante se cerchi rapidità di sviluppo, un database relazionale e la libertà di scegliere dove ospitare la tua infrastruttura.
Hai già utilizzato un Backend-as-a-Service? Nella scelta valuteresti prima la velocità, i costi o il controllo sui dati? Raccontacelo nei commenti ⬇️

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Un algoritmo può prevedere cosa comprerà un cliente. Ma saprebbe anche spiegare perché? E, soprattutto, il cliente si fi...
10/08/2026

Un algoritmo può prevedere cosa comprerà un cliente. Ma saprebbe anche spiegare perché? E, soprattutto, il cliente si fiderebbe?

È da questa distanza — tra ciò che l’AI può fare e ciò che un retailer dovrebbe fare — che nasce “AI nel Retail: dati, comportamenti e decisioni” di Emanuele Frontoni, a cura di Marta Taulotto.

📚 Un libro da mettere in valigia se lavori nel Retail e vuoi andare oltre le promesse generiche sull’Intelligenza Artificiale.
Il tema non è soltanto raccogliere più dati o costruire previsioni più accurate. La vera sfida è trasformare quelle informazioni in decisioni comprensibili per un category manager, utili per il business e rispettose delle persone.

Cosa troverai nel libro?
✔️ Metriche e KPI per valutare concretamente l’impatto dell’AI.
✔️ Modelli predittivi applicati ai comportamenti d’acquisto.
✔️ Roadmap operative per portare l’innovazione nella quotidianità aziendale.
✔️ Una riflessione necessaria su bias, trasparenza e responsabilità algoritmica.

È proprio questo il punto di forza del volume: non parla soltanto a data scientist e tecnici. Parla anche a manager e professionisti chiamati a prendere decisioni basate sui dati, senza perdere di vista il contesto e le conseguenze.

🏖️ Perché leggerlo sotto l’ombrellone?
Perché offre il tempo e gli strumenti per affrontare una domanda che la frenesia operativa spesso lascia in sospeso: stiamo usando l’AI per comprendere meglio i clienti o soltanto per osservarli di più?

📖 Acquista il libro su Amazon: https://bit.ly/3TIaoRr
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Nessuno l'ha comprata. Nessuno l'ha approvata in consiglio. Eppure l'intelligenza artificiale è già dentro la tua aziend...
06/08/2026

Nessuno l'ha comprata. Nessuno l'ha approvata in consiglio. Eppure l'intelligenza artificiale è già dentro la tua azienda, in punti che non compaiono in nessun contratto.

Un collega che usa un assistente sul proprio account personale. Un gestionale che ha aggiunto funzioni AI con un aggiornamento. Un'agenzia esterna che genera le immagini delle tue campagne con strumenti suoi.

Fino a domenica era una questione di governance interna. Dal 2 agosto 2026 è diventata una questione di conformità.

L'AI Act è entrato nella fase generale di applicazione e gli obblighi di trasparenza dell'art. 50 sono pienamente esigibili. Il titolo che ha girato di più è "rinvio al 2027", ma il rinvio riguarda i sistemi ad alto rischio. La trasparenza vale adesso e prescinde dal livello di rischio: tocca chiunque metta un'AI a contatto con il pubblico.

🛠️ I tre punti che toccano più aziende:
1️⃣ Chi parla con un chatbot o un assistente vocale deve poter capire che è una macchina.
2️⃣ Chi diffonde deepfake deve dichiararne l'origine artificiale. Stessa regola per i testi pubblicati su questioni di interesse generale, salvo revisione umana con un responsabile identificato.
3️⃣ La marcatura tecnica dei contenuti sintetici spetta ai fornitori, con una finestra transitoria fino al 2 dicembre 2026 per i sistemi già sul mercato.

Il punto scomodo è che nessuno di questi obblighi si può verificare senza sapere prima quali sistemi sono in uso, e in quali reparti.

💡 Perché è rilevante per le aziende?
Adeguarsi non parte da un documento, parte da un inventario. E l'inventario non ce l'ha l'IT: ce l'hanno il marketing, l'HR e i fornitori esterni. Chi lo sta mettendo insieme, nella tua azienda?

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☀️ Che tu stia approfittando del meritato riposo o preparando la tua valigia per un’avventura estiva vogliamo augurarti ...
03/08/2026

☀️ Che tu stia approfittando del meritato riposo o preparando la tua valigia per un’avventura estiva vogliamo augurarti una Buona Estate. È il momento perfetto per fare una pausa, ricaricare le energie e tornare ancora più motivati! 💪

Non preoccuparti però... anche ad Agosto siamo sempre qui per te!

🫡 La nostra squadra non va in vacanza e, se hai bisogno di supporto o hai domande, troverai sempre qualcuno pronto a rispondere e aiutarti.
Puoi contattarci ai seguenti indirizzi, a seconda delle tue necessità:

📩 Supporto 4WS: [email protected]
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Immagina uno studente chiuso in un'aula per un esame. Niente telefono, niente appunti, la porta sorvegliata. Dopo qualch...
30/07/2026

Immagina uno studente chiuso in un'aula per un esame. Niente telefono, niente appunti, la porta sorvegliata. Dopo qualche ora consegna un compito perfetto. Poi scopri che è uscito dalla finestra, è arrivato in segreteria e ha copiato le soluzioni.
A luglio è successo davvero. Lo studente era un'intelligenza artificiale. E la segreteria era un'altra azienda.

OpenAI stava testando i propri modelli per capire quanto fossero capaci di attaccare sistemi informatici. Un esercizio interno, in un ambiente chiuso, con i freni di sicurezza tolti di proposito. La consegna era semplice: risolvi questi esercizi.

I modelli hanno preso un'altra strada. Hanno trovato un difetto che nessuno conosceva in uno dei pochi canali che collegavano quell'ambiente all'esterno, e sono usciti. Poi hanno fatto un ragionamento: le soluzioni di un test del genere staranno da qualche parte su Hugging Face, la piattaforma dove il mondo pubblica i propri modelli AI. Ci sono entrati e si sono presi quello che cercavano. Migliaia di mosse automatiche nell'arco di un weekend.

Hugging Face se n'è accorta e ha bloccato tutto da sola. Ma per giorni non ha avuto idea di chi ci fosse dietro. Poi è arrivato il mea culpa di OpenAI.

La parte interessante è un'altra. Per il modello non c'è stato nessun errore. Ha fatto esattamente quello che gli era stato chiesto, con un'ostinazione che nessuno aveva messo in conto.

💡 Perché è rilevante per le aziende?
Ogni volta che affidi un compito a un'AI stai definendo un obiettivo. Lei punterà a quello, non per forza a quello che avevi in mente tu. Con l’aumentare dell’autonomia degli agenti AI aumenta anche il rischio di comportamenti imprevisti e inattesi.

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Immagina di vendere acqua in bottiglia a caro prezzo. Poi qualcuno installa un rubinetto gratis in ogni casa, con acqua ...
23/07/2026

Immagina di vendere acqua in bottiglia a caro prezzo. Poi qualcuno installa un rubinetto gratis in ogni casa, con acqua della stessa qualità. Cosa succede al tuo business?

È più o meno quello che sta succedendo all'intelligenza artificiale.

Per anni la logica è stata quella dell'acqua premium: i modelli più potenti erano chiusi, di proprietà, accessibili solo a pagamento. OpenAI e Anthropic hanno costruito il loro valore proprio su questo, tenendo la "ricetta" ben nascosta.

Questa settimana la Cina ha aperto il rubinetto.

Il 16 luglio Moonshot AI ha rilasciato Kimi K3: 2.800 miliardi di parametri, il modello open più grande mai pubblicato. Prestazioni vicine ai migliori sistemi americani, ma con due differenze sostanziali.

🛠️ Cosa cambia concretamente?
1️⃣ Costo: usarlo costa una frazione dei modelli premium USA.
2️⃣ Apertura: dal 27 luglio i pesi sono scaricabili. Chiunque può installarlo sui propri server, senza licenze.

E non è un caso isolato. In un anno la quota dei modelli USA sui token elaborati da OpenRouter, uno dei principali router neutrali di AI, è scesa da circa il 70% al 30%. Diverse aziende americane hanno già iniziato a usare modelli cinesi, non per ideologia, ma per tagliare i costi.

💡 Perché è rilevante per le aziende?
Quando una tecnologia da premium diventa commodity, il vantaggio non sta più nel possederla, ma nel saperla usare meglio degli altri. Il rubinetto è aperto per tutti. La domanda è: chi ci costruisce sopra qualcosa di utile?

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Come si gestisce la crescita di un Brand Fashion Retail con 10 negozi fisici e un canale eCommerce attivo? 🤔Per Forpen l...
22/07/2026

Come si gestisce la crescita di un Brand Fashion Retail con 10 negozi fisici e un canale eCommerce attivo? 🤔
Per Forpen la risposta è stata l'evoluzione tecnologica. Per superare i limiti di un sistema custom non più scalabile, l’azienda si è affidata a 4WS e alle competenze di Sinesy Innovision, con l'obiettivo di garantire stabilità operativa e una gestione unificata dei dati.

Ecco i pilastri del progetto:

🔹 Stock integrato in tempo reale: allineamento costante tra punti vendita fisici ed eCommerce per azzerare le discrepanze inventariali online e le conseguenti cancellazioni degli ordini.

🔹 Pianificazione guidata dai dati: grazie alla business intelligence, i buyer analizzano le performance storiche e pianificano gli ordini in modo mirato, riducendo lo stock invenduto di fine stagione.

🔹 Operatività in negozio semplificata: inventari gestiti nel punto vendita – senza dover movimentare la merce verso il magazzino centrale – e un'interfaccia di cassa intuitiva che velocizza le transazioni e l'onboarding del nuovo personale.

👉 Leggi il Case Study completo per scoprire tutti i dettagli del progetto: https://shorturl.at/s1LvV

230 dollari, sold out in poche ore, per un tastierino a sei tasti. Sembra una notizia da nerd. È qualcosa di più.Immagin...
16/07/2026

230 dollari, sold out in poche ore, per un tastierino a sei tasti. Sembra una notizia da nerd. È qualcosa di più.

Immagina di aver affidato tre compiti a tre agenti AI diversi. Uno sta scrivendo codice, uno sta aspettando il tuo via libera, uno si è bloccato dieci minuti fa e tu non te ne sei accorto. Finché l'unico modo per saperlo è saltare da una finestra all'altra del terminale, la delega all'AI resta un lavoro a metà.

Il 15 luglio OpenAI ha lanciato Codex Micro, il suo primo dispositivo fisico: non un telefono, non uno smart speaker, ma un piccolo pannello di controllo per chi lavora con gli agenti di Codex, realizzato con Work Louder.

L'idea di fondo è trasformare lo stato invisibile dell'AI in qualcosa che vedi e tocchi. Sei tasti opachi che si illuminano di colori diversi a seconda di cosa sta facendo l'agente: lavora, ha finito, aspetta te, ha sbagliato. Altri pulsanti li mappi tu, sulle azioni che ripeti di più.

Quando serve un cruscotto per seguire l'AI, vuol dire che non stiamo più usando uno strumento: stiamo coordinando un piccolo team che non dorme mai. E ogni team, anche fatto di software, ha bisogno di qualcuno che lo diriga. Quel qualcuno, per ora, sei tu.

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Indirizzo

Via Comunale Di Camino, 22/D
Oderzo
31046

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