12/11/2021
La prima generazione nata e cresciuta sotto l'occhio elettronico (e dall'altra parte c'è sempre qualcuno che guarda). Riflessioni:
Le persone nate in questo secolo, praticamente, sono cresciute sotto l’occhio delle telecamere. Sempre, costantemente, davanti a una telecamera. C’è la telecamera del pc, la cosiddetta we**am; la telecamera del telefonino; la telecamera di sicurezza della banca, del benzinaio, della posta del negozio di giocattoli, la telecamera messa dal Comune… in strada, in casa, fuori casa, in camera, all’aperto e al chiuso: i ragazzi dai 20 anni in giù sono sempre, costantemente vissuti sotto il riflettore. In alcuni momenti della giornata, hanno scelto di farlo. Tramite appunto il telefono, il pc e così via. In altri casi, trattasi di esposizione passiva ma non per questo meno efficace. Insomma, gli adolescenti di oggi sono la prima generazione nella storia dell’umanità a essere sempre ripresi.
È il sogno della Ferragni o è l’incubo di Truman Burbank (quello del film)? Dipende. Io mi astengo dal giudizio. Però… però ho 43 anni e mi ritengo fortunato ad aver passato i primi 25 senza la presenza costante dell’occhio a volte indiscreto. Noi, cioè io e miei coetanei e i miei genitori e i miei nonni e via andare, abbiamo avuto la possibilità di evitare il Grande Fratello… o il Truman Show, come preferite! per tanti e tanti anni. I nostri figli, no.
Alt, riflettiamo un attimino su questo concetto: il film ce l’avete presente, no? Alla fine, Truman aveva la possibilità di scegliere: andar via dal set e dalla sua finta vita oppure rimanere nelle tv di mezzo mondo. E Truman va via. Sceglie di sparire, sceglie l’anonimato. E noi tutti, ad applaudire. Bravo, giusto, fatto bene! Vai via! Che schifo quella vita! Alla fine degli anni 90, a tutti noi sembrava assolutamente impensabile rinunciare alla privacy, no? 30 anni dopo…
Ma torniamo alla generazione Z. A proposito: conoscete la classificazione merceologica delle generazioni nate negli ultimi 70 anni? Allora: quelli nati nel dopoguerra sono i baby boomer. Anni 50-60, primissimi anni 70. Poi, da metà anni settanta a metà anni 80, c’è la generazione X, Ossia, la mia. Poi c’è la mia preferita, forse la migliore generazione di sempre nel versante occidentale del mondo: i millennials. A cavallo del 2000, sono nati i giovani di oggi che appartengono, appunto, alla generazione Z. Eeee. Si ho divagato. Torniamo alle telecamere.
Questa generazione di ragazzi è dunque la prima a essere quasi 24 ore su 24 sotto l’occhio di un apparato che può registrare immagini. Essendo la prima, la domanda fondamentale, secondo me, è la seguente: è sufficientemente attrezzata a livello psicologico e comportamentale a questo tipo di intrusione costante? Ha gli anticorpi? Cioè: è consapevole che questo fatto comporta opportunità, ma anche rischi? Insomma: i nostri ragazzi sanno come usare lo strumento che la tecnologia ha imposto loro? Risposta: per lo più, no. Però, stanno imparando. E imparano velocemente guardando noi. Noi sì, che non abbiamo proprio idea di quanto possa essere socialmente letale questa esposizione costante. Noi adulti non abbiamo potuto contare su una generazione-cavia: i nostri figli si.