18/11/2023
È SUCCESSO DI NUOVO E SE VI STATE CHIEDENDO SE SI POTEVA EVITARE LA RISPOSTA È SÌ
Sette anni fa come oggi eravamo qui a parlare di prevenzione, messa in sicurezza, abusivismo edilizio, non curanza della vincolistica (quando presente). Dopo qualche giorno il ricordo svanisce, e oggi, come allora, ci troviamo a piangere di nuovo le "stesse" tragedie. Le stesse che puntualmente presentano il conto quando a mancare sono il controllo e la prevenzione che, in caso di eventi calamitosi, potrebbero limitare i danni in maniera considerevole.
In seguito all’alluvione del 2013, quando crollarono diversi ponti, sarebbe servita una verifica delle condizioni di tutti gli attraversamenti, almeno un’ispezione visiva. Cosa è stato fatto? Niente. E infatti, a distanza di un mese, cadde un altro ponte.
Vogliamo fare gli stessi errori? Aspettare che i posti più sensibili contino altri morti? NO.
E allora bisognerà fare tutto ciò che è mancato ieri: occuparsi di pianificazione e vincolistica, di messa in sicurezza dei versanti, di pulizia dei corsi d’acqua e di progettazione e realizzazione di opere, quali ponti e canali, ben dimensionate, considerando non solo l’acqua ma anche il trasporto solido nei diversi contesti geologici e geomorfologici. Dobbiamo studiare in tutti i suoi aspetti il nostro territorio, ricordandoci che siamo noi gli ospiti e non i padroni. Conoscere il contesto geologico, la trasformazione e l’evoluzione geomorfologica è più che mai indispensabile per una corretta e pacifica convivenza con la natura.
E di tutto questo indovinate chi se ne occupa? I geologi. Che esistono e vanno finalmente coinvolti.
Ribadisco: non possiamo domare la natura, ma possiamo ridurre i danni della sua furia con la prevenzione.
Purtroppo Bitti non è il solo paese ad avere questi problemi. È l’unico che per malasorte questa volta non ce l’ha fatta.
A loro va tutta la mia solidarietà.