04/08/2026
Pisa ML 4.3 e Campi Flegrei Md 4.7: perché confrontare soltanto la magnitudo non ha alcun senso
Questa mattina, 4 agosto 2026 alle 10:15, un terremoto di magnitudo locale ML 4.3 è stato localizzato circa 6,7 km a sud-ovest di Pisa, a una profondità ipocentrale di circa 8 km.
Nell’ora successiva l’INGV ha registrato cinque repliche di magnitudo inferiore a 2. Alle 13:04 si è poi verificato un evento ML 3.2, localizzato 5 km a sud-ovest di Pisa, a circa 10,7 km di profondità. Al momento è quindi più prudente parlare di una sequenza con un evento principale e repliche, senza trarre conclusioni premature sulla sua evoluzione.
La scossa è stata avvertita in una zona molto estesa della Toscana e dell’Italia centro-settentrionale. La ShakeMap INGV stima uno scuotimento massimo fino al V grado MCS, mentre le segnalazioni macrosismiche raccolte dalla popolazione indicavano, al momento dell’aggiornamento, intensità fino al IV grado MCS.
Fin qui i dati.
Il problema nasce quando qualcuno confronta questo terremoto con quello dei Campi Flegrei del 31 luglio e conclude ad esempio:
“A Pisa magnitudo 4.3 e nessun danno; a Pozzuoli magnitudo 4.7 con danni. Quindi qualcosa non torna.”
In realtà NON torna il ragionamento.
La magnitudo non è lo scuotimento registrato in superficie!
Il terremoto flegreo è stato localizzato a circa 2,6–3 km di profondità, mentre quello pisano a circa 8,2 km. La sorgente di Pisa era quindi oltre tre volte più profonda.
Inoltre, i valori riportati non derivano dalla stessa misura:
- per Pisa è indicata una ML 4.3, magnitudo locale;
- per i Campi Flegrei una Md 4.7, magnitudo di durata, con una stima di magnitudo momento Mw 4.4 ± 0.3.
Md, ML e Mw sono stime diverse. Trattare 4.7 e 4.3 come due numeri perfettamente omogenei è già, di per sé, tecnicamente scorretto.
Ma la differenza più evidente emerge dalle ShakeMap.
Piccola precisazione - Che cos’è la PGA?
La PGA, Peak Ground Acceleration, è la massima accelerazione raggiunta dal terreno durante il passaggio delle onde sismiche in un determinato punto.
Viene normalmente espressa come frazione o percentuale dell’accelerazione di gravità:
0,05 g = 5% di g;
0,80 g = 80% di g.
NON misura direttamente l’energia complessiva del terremoto e non coincide automaticamente con il danno, ma descrive una componente fondamentale della sollecitazione dinamica applicata a edifici e infrastrutture.
Le ShakeMap INGV invece, combinano le misure delle stazioni sismiche e accelerometriche con modelli di attenuazione ed effetti di sito, producendo mappe di PGA, velocità di picco, accelerazione spettrale e intensità strumentale. NON sono mappe dei danni e non rappresentano valori misurati uniformemente in ogni pixel.
Pisa: circa 0,05 g nell’area epicentrale
La carta relativa al terremoto pisano mostra, nell’area prossima all’epicentro, valori di PGA dell’ordine del 5% di g, cioè circa:
PGA ≈ 0,05 g.
Lo scuotimento è stato avvertito su un territorio molto ampio, ma con accelerazioni relativamente contenute. Questo spiega la vasta area azzurra e verde della carta dell’intensità, senza corrispondenti livelli importanti di danneggiamento.
Campi Flegrei: localmente oltre 0,8 g
Per il terremoto Md 4.7 dei Campi Flegrei l’INGV ha invece comunicato che alcune stazioni hanno registrato accelerazioni localmente superiori all’80% di g, quindi oltre:
PGA > 0,8 g.
La ShakeMap ha stimato valori di intensità fino al VII grado MCS, mentre i risentimenti macrosismici hanno raggiunto il VI grado.
Rispetto agli 0,05 g stimati nell’area epicentrale pisana, parliamo di un’accelerazione locale superiore di oltre un ordine di grandezza, almeno circa sedici volte maggiore.
Questo rapporto non deve essere interpretato come un confronto perfettamente omogeneo fra due singole stazioni: nel caso flegreo si considera un massimo locale registrato, mentre per Pisa si legge il campo stimato della ShakeMap. Ma l’ordine di grandezza della differenza è inequivocabile!
Perché una differenza così grande?
Il terremoto flegreo era estremamente superficiale. Le onde hanno percorso una distanza molto breve prima di raggiungere la superficie, subendo minori effetti di dispersione geometrica e attenuazione.
A determinare il moto del suolo intervengono inoltre:
- distanza dalla sorgente;
- profondità ipocentrale;
- meccanismo e geometria della rottura;
- contenuto in frequenza;
- durata dello scuotimento;
- direzione di propagazione della rottura;
- caratteristiche geologiche e geotecniche locali;
- risposta dinamica dell’edificio.
Per questo terremoti con magnitudo apparentemente simile possono produrre accelerazioni, intensità ed effetti completamente differenti.
Guardate anche la scala delle due carte!
La mappa di Pisa rappresenta un territorio dell’ordine delle centinaia di chilometri.
Quella dei Campi Flegrei è ingrandita su un settore dell’ordine delle decine di chilometri.
Il terremoto pisano ha prodotto uno scuotimento relativamente debole ma percepibile a grande distanza. Quello flegreo ha prodotto uno scuotimento molto più intenso e concentrato in una zona urbana ristretta e densamente edificata.
I colori non possono essere confrontati senza leggere contemporaneamente:
legenda, scala geografica, profondità, PGA e intensità.
La conclusione
Dire «a Pisa non è successo nulla nonostante una magnitudo quasi uguale» non dimostra che i danni di Pozzuoli siano inspiegabili.
Dimostra soltanto che si sta confrontando un terremoto usando un unico numero, ignorando quasi tutto ciò che determina realmente lo scuotimento al suolo.
La magnitudo descrive la dimensione della sorgente.
La PGA e la ShakeMap descrivono ciò che è "arrivato" sul territorio.
E nelle carte allegate la differenza è molto netta: a Pisa circa 0,05 g nell’area epicentrale; ai Campi Flegrei oltre 0,8 g localmente.
Prima di confrontare i danni, bisogna confrontare il moto del suolo.
Fonti: INGV – Rete Sismica Nazionale, Osservatorio Vesuviano e portale ShakeMap.