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giu_o_logy Servizio geologico e pagina dedicata alla divulgazione delle Scienze della Terra. Tratteremo di geologia, rischi geologici e geofisica.

La vita ordinaria di un geologo. A cura di Giulio Di Fiore, editor e geologo abilitato alla libera professione.

10/01/2026

Il terremoto in Calabria non è un’anomalia: ecco cosa ci sta dicendo la Terra.
Un terremoto in mare, percepito sulla costa, che riaccende domande e paure.
Ma cosa significa davvero un Mw 5.1 in Calabria?
Niente allarmismi, solo geologia, dati e realtà fisica della crosta terrestre.
Ascoltare la Terra è il primo passo per convivere con essa.



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Durabilità e innovazione nelle pavimentazioni stradali di BolognaLa realizzazione della   di Bologna rappresenta un inte...
14/12/2025

Durabilità e innovazione nelle pavimentazioni stradali di Bologna

La realizzazione della di Bologna rappresenta un intervento infrastrutturale complesso che, oltre alla costruzione della sede tranviaria e alla sostituzione dei sottoservizi interferiti, comporta il rifacimento di circa 23 km di sedi carrabili urbane.

Progettare e realizzare una struttura stradale realmente duratura è una sfida particolarmente delicata in un contesto di pianura alluvionale come quello bolognese.
I rilevati viari poggiano spesso su terreni limosi o limoso-sabbiosi debolmente argillosi, sensibili alle variazioni del regime idrico e caratterizzati da livelli piezometrici superficiali.

La continua interazione tra acque meteoriche infiltrate e falda freatica provoca oscillazioni dell’umidità, incremento delle pressioni neutre e riduzione dei parametri di portanza.
Nel tempo, questi fenomeni si traducono in cedimenti differenziali che compromettono la regolarità e la durabilità delle sedi carrabili.

Per affrontare in modo rigoroso tali condizioni, gli interventi più recenti — come quelli legati alla tramvia di — si basano su una lettura geotecnica più accurata.
puntuali e valutazioni dinamiche eseguite con FWD (Falling Weight Deflectometer) sulle fondazioni preesistenti hanno consentito di caratterizzare il comportamento strutturale delle fondazioni dei corpi stradali preesistente e di definire soluzioni progettuali più affidabili.

Dalle risultanze delle indagini è emersa la possibilità, adottando materiali più adeguati, di una riduzione degli spessori necessari a garantire le le giuste prestazioni senza comprometterne la . Come ad esempio una fondazione in misto cementato di almeno 20 cm, elemento essenziale per garantire un adeguato modulo di portanza e una distribuzione più uniforme delle sollecitazioni sul sottofondo eterogeneo della pianura alluvionale.

A completamento della fondazione vengono impiegati conglomerati bituminosi modificati ad alte prestazioni, organizzati in più strati con differenti proprietà meccaniche.
Questi materiali assicurano una maggiore resistenza alle deformazioni permanenti, una riduzione della quantità deinmateriali impiegati e una più elevata stabilità termica e strutturale, soprattutto in presenza di carichi variabili e terreni sensibili alla saturazione e alle variazioni piezometriche stagionali.

Questa evoluzione tecnologica si integra con un principio fondamentale: la geologia come strumento di pianificazione urbana.
La gestione dell’uso del suolo, la prevenzione dei fenomeni di subsidenza, la mitigazione del rischio idraulico e la tutela della falda richiedono una progettazione infrastrutturale che dialoghi con il territorio.

Una struttura stradale non è soltanto un’opera funzionale: è un elemento della sicurezza territoriale e della resilienza urbana.

Infine, un ruolo decisivo è svolto dalla cultura del controllo:
prove di laboratorio, verifiche in sito e monitoraggi costanti in fase di realizzazione garantiscono la conformità ai requisiti prestazionali e agli standard del Sistema di Gestione Qualità UNI EN ISO 9001:2015.

Realizzare una pavimentazione oggi significa comprendere l’interazione tra contesto geologico, idrologia e qualitá dei materiali.
Solo così è possibile consegnare infrastrutture sicure, durevoli e sostenibili, capaci di resistere nel tempo e di integrarsi in modo equilibrato con il territorio.
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Beccatevi sta fauna selvatica in via di estinzione.🦭 🐧🐧
05/06/2025

Beccatevi sta fauna selvatica in via di estinzione.
🦭 🐧🐧

I Moeraki Boulders si trovano lungo la Koekohe Beach, nella regione di North Otago, sulla costa orientale dell’Isola del...
04/06/2025

I Moeraki Boulders si trovano lungo la Koekohe Beach, nella regione di North Otago, sulla costa orientale dell’Isola del Sud. Le strutture sferoidali sono inglobate nelle argilliti marine della Moeraki Formation, parte del Paleocene-Eocene Dunedin Group (~56–34 Ma). Questo gruppo stratigrafico si è deposto in un bacino marino poco profondo in ambienti di piattaforma continentale.
I Moeraki Boulders sono un esempio spettacolare di concrezioni calcitiche sferoidali, tra le più grandi al mondo, con diametri che vanno da 0,5 fino a oltre 2,2 metri. Si sono formate per crescita concentrica attorno a un nucleo organico (frammenti vegetali, conchiglie o resti animali) durante la diagenesi precoce dei sedimenti marini.

Processo di formazione:

1. Nucleazione: una particella organica o un frammento di osso funge da punto di partenza.

2. Migrazione dei fluidi porosi: acque circolanti ricche in carbonati disciolti penetrano nei sedimenti argillosi saturi.

3. Cementazione concentrica: la calcite precipita radialmente, formando strati concentrici regolari attorno al nucleo.

4. Accrescimento lento: il processo avviene molto lentamente (da decine a centinaia di migliaia di anni), mantenendo una forma pressoché sferica grazie alla crescita isotropa.

Composizione mineralogica:

- Calcite microcristallina (micrite): componente principale;

- Sottile rete di venature di calcite spatica: spesso visibile come fenditure bianche (contraction cracks);

- Nucleo carbonioso o silicizzato: raramente visibile senza sezionamento.

Alcune concrezioni mostrano un aspetto poliedrico con fessure radiali e reticolari riempite di calcite: sono note come septarian concretions. La formazione delle fessure è dovuta alla contrazione volumetrica durante la deidratazione o alla cristallizzazione di minerali secondari.
Secondo la tradizione orale Māori, i Moeraki Boulders sono taonga (tesori) legati alla mitologia ancestrale.

Secondo la leggenda, le concrezioni rappresentano le ceste di anguille, di zucche e reti da pesca trasportate dalla waka (canoa) Araiteuru, che naufragò lungo la costa settentrionale di Otago molti secoli fa. I resti del carico, si dispersero sulla spiaggia di Koekohe.

Oamaru, situata lungo la costa orientale dell’Isola Sud della Nuova Zelanda, è nota non solo per la sua architettura vit...
28/05/2025

Oamaru, situata lungo la costa orientale dell’Isola Sud della Nuova Zelanda, è nota non solo per la sua architettura vittoriana e la colonia dei pinguini dagli occhi blu (Eudyptula minor), ma anche per una geologia affascinante che racconta storie di antichi fondali oceanici, vulcanismo sottomarino e sedimentazione marina. In particolare, la zona costiera a ridosso del porto, dove oggi si osservano i pinguini, conserva pillow lava ben conservati, testimonianza diretta di eruzioni basaltiche sottomarine avvenute nel Terziario.

Contesto geologico generale

Oamaru si trova nella Waitaki District, in un'area geologicamente dominata dalla formazione di Oamaru e da una successione di rocce sedimentarie marine che si sono depositate durante l’Oligocene (circa 34–23 milioni di anni fa), quando buona parte della regione era sommersa da un mare poco profondo. Le rocce più note della zona sono le calcareniti e le calcilutiti fossilifere, spesso ricche di macrofossili bentonici come foraminiferi, brachiopodi, molluschi e echinidi.

In prossimità del porto di Oamaru, affiorano rocce vulcaniche basiche ben più antiche, in particolare basalti a struttura pillow, che rappresentano un episodio magmatico sottomarino risalente al Cretaceo superiore–Paleocene, parte della Waiareka Volcanic Group. Queste formazioni sono parte di un più vasto sistema di basalti oceanici affioranti lungo la costa est dell’Isola Sud, talora associati a ofioliti o sequenze di back-arc. I pillow lava (“lave a cuscino”) visibili lungo la linea di costa e nei tagli rocciosi presso il porto di Oamaru si sono formati da colate laviche basaltiche eruttate in ambiente sottomarino, a profondità sufficienti da indurre un rapido raffreddamento del magma a contatto con l’acqua. Questo raffreddamento istantaneo crea involucri vetrosi esterni, mentre l’interno rimane plastico, dando luogo a strutture bulbose e arrotondate, simili a cuscini sovrapposti, con dimensioni variabili da 30 cm a oltre 1 m.
Questi corpi mostrano:
-Struttura zonata: con un bordo vetroso marrone-scuro e un nucleo cristallino più chiaro;
-Fratture concentriche da raffreddamento;
-Direzione di flusso leggibile nell’allineamento dei cuscini e de

Il Monte Cook / Aoraki, con i suoi 3.724 metri, è la vetta più alta della Nuova Zelanda e uno degli elementi più iconici...
15/05/2025

Il Monte Cook / Aoraki, con i suoi 3.724 metri, è la vetta più alta della Nuova Zelanda e uno degli elementi più iconici del paesaggio delle Alpi Meridionali. Questa maestosa montagna rappresenta non solo un simbolo spirituale per il popolo Māori, ma anche un laboratorio naturale straordinario per lo studio dei processi geologici attivi in un contesto di collisione tra placche. La sua struttura, composizione e morfologia sono il risultato di milioni di anni di orogenesi, deformazione e glacialismo.

Christchurch si trova nell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, sul margine orientale del vasto e dinamico sistema tettoni...
15/04/2025

Christchurch si trova nell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, sul margine orientale del vasto e dinamico sistema tettonico che caratterizza l'interazione tra la placca pacifica e quella australiana. Questo contesto geodinamico regionale è uno dei più attivi al mondo e ha modellato, con straordinaria energia, l’architettura geologica dell’intero Paese.

A livello regionale, l’Isola del Sud è dominata dalla Faglia Alpina, una struttura trascorrente destrorsa con componente inversa che segna il confine tra le due placche. Essa ha generato le Alpi Meridionali attraverso intensi processi di sollevamento tettonico, deformazione e metamorfismo. L'accumulo di stress lungo questa faglia è responsabile di forti terremoti, e le sue ramificazioni si estendono ben oltre la dorsale montuosa, propagandosi verso est attraverso una rete di faglie minori.

Christchurch, situata nella regione di Canterbury, è ubicata in una zona di transizione tra la zona orogenica attiva ad ovest e la placca in subduzione della Hikurangi Margin a nord. Sebbene apparentemente pianeggiante e distante dai rilievi montuosi, la città sorge in un’area caratterizzata da un’evoluzione geologica complessa e tuttora attiva. La Piana di Canterbury è un vasto bacino alluvionale che si è sviluppato a seguito della sedimentazione fluviale e glaciale proveniente dalle Alpi Meridionali durante il Quaternario. Tuttavia, al di sotto di questi depositi apparentemente uniformi, si cela un mosaico di faglie attive sepolte, come dimostrato tragicamente dai terremoti del 2010–2011.

La faglia di Greendale, responsabile del sisma del 2010, è un esempio di faglia cieca attiva (blind fault) che non mostra espressione superficiale ma è in grado di generare eventi sismici distruttivi. Questi eventi hanno rivelato un intricato reticolo di faglie sub-superficiali a scorrimento trascorrente, distribuite sotto la città e lungo la costa.

Ricordi dall'Università...
07/04/2025

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Telefono

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Sito Web

http://www.geologodifiore.it/

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