16/08/2021
Stampatevele in testa le parole di Matteo Salvini che grida vergogna contro Italia, Europa, Occidente e che urla che “lasciare donne e bambini in mano ai tagliagole islamici, dopo anni di battaglie e sofferenza, non è umano”.
E stampatevi pure quelle di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, secondo cui “ci siano delle guerre per le quali è giusto sacrificarsi”, e che quella a Kabul, oggi, sia una di queste.
Stampatevele bene in testa e tenetevele buone per domani, quando i Salvini, i Toti, le Meloni ci diranno che per le vittime dei Taliban – che stanno entrando a Kabul con la complice arrendevolezza degli USA di Biden e di Trump, ma anche della Russia di Putin e della Cina, e il favore di quel Qatar che andremo a celebrare coi Mondiali di calcio il prossimo Natale – non c’è posto da noi.
Ricordatevelo oggi, mentre leggete fiumi di retorica sui bambini di Kabul e sulle ragazze dell’università di Herat, e sulla lista delle donne nubili che i Taliban stanno stilando città per città.
Ricordatevelo, perché quel che oggi sta succedendo in Afghanistan, succede tutti i giorni in Libia, nel Sahel, nel Tigray etiope, a tutte quelle donne e quegli uomini cui quotidianamente diciamo no, per i quali nessuno dei coraggiosi che vorrebbero inviare soldati a Kabul si batte il petto, o prova la benché minima vergogna. Ricordatevelo, perché ve lo siete già dimenticato troppe volte.
di Francesco Cancellato