05/09/2026
L'Editoriale di Don Ettore del 6 settembre 2026
Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro? Dalla frase dell’Innominato, il personaggio dei Promessi Sposi, prende spunto il nostro Vescovo Mario per la proposta Pastorale per l’anno 2026/2027. Riporto di seguito il testo dei Promessi Sposi vero capolavoro. “Ed ecco, appunto sull’albeggiare, pochi momenti dopo che Lucia s’era addormentata, ecco che, stando così immoto a sedere, sentì arrivarsi all’orecchio come un’onda di suono non bene espresso, ma che pure aveva non so che d’allegro. Si pose in ascolto, e riconobbe uno scampanare a festa lontano; e più stando, intese pur l’eco del monte, che ad ora ad ora ripeteva languidamente il concento, e si confondeva con esso. Di lì a poco, ode un altro scampanìo più vicino, pure a festa; poi un altro. Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro? Che buon tempo hanno? Balzò da quel covile di spini; e vestitosi in fretta a mezzo, andò ad aprire le imposte d’una finestra, e guardò. Le montagne erano mezzo velate di nebbia; il cielo piuttosto che nuvoloso, era tutto una nuvola cenerognola; ma, al chiarore, che pure andava a poco a poco crescendo, si discerneva nella via in fondo alla valle gente che passava sollecitamente, altra che usciva delle porte e s’avviava, tutti dalla stessa banda, verso lo sbocco, a destra del castello; e si poteva pur distinguere l’abito e il contegno festivo dei viandanti. Che diavolo hanno costoro? Che c’è d’allegro in questo maladetto paese? Dove va tutta questa canaglia? (Promessi sposi) Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro? È da questa frase che si costruirà la proposta pastorale che faremo nostra nelle prossime domeniche.