02/11/2022
“Chi fa il consulente di ha la fortuna di lavorare con il cuore pulsante delle imprese. Nella mia esperienza, si entra così a fondo nelle dinamiche aziendali da diventare un membro del , mantenendo però la facoltà di essere oggettivi e riuscire a vedere l'azienda dal di fuori o come la vedrebbe un cliente. Questo permette di indicare un diverso punto di vista e instradare le verso obiettivi condivisi” ci racconta Cristina Chierichetti, Marketing Consultant di Resolve.
“Prima di fare consulenza, ho lavorato per molti anni in varie aziende di settori diversi, il che mi ha permesso di costruire un bagaglio di competenze ed esperienze diversificato e adattabile alle specifiche esigenze di ciascuna realtà. Sì, perché si parte sempre dalle che non sono mai il post sui social, la newsletter settimanale o la grafica del cartellone. Sono più profonde, intime e coinvolgono l’essenza stessa dell’organizzazione. Ecco che il mio ruolo è più quello dell’intermediario tra la direzione e le risorse “sul campo” e un motore di riflessione, che quello del tuttofare. Intervengo nel momento del e costruisco assieme al team un metodo di lavoro efficace, che riesce a trasformare le idee in obiettivi raggiungibili, i punti di forza in strategia e la strategia in azioni concrete”.
“Credo molto nella con il cliente e mi piace creare un ambiente informale in cui si costruisce assieme un percorso, i cui pilastri sono l’ascolto e il focus sugli obiettivi (anziché sulle attività operative). In più, spingo affinché le persone che lavorano in azienda interiorizzino le logiche e i ragionamenti, facciano propri gli strumenti e continuino a lavorare con il metodo costruito assieme. Solo così il mio intervento può dirsi “andato a buon fine”: quando il team è in grado di proseguire la strada con le proprie gambe”.
“L’ufficio marketing è da sempre un catalizzatore delle attività aziendali e coinvolge nei suoi processi diversi attori: Sales, IT, ricerca & sviluppo, ufficio tecnico, amministrazione. Il plus è riuscire ad allineare tutte queste anime, rendendo consapevoli le persone di non lavorare in compartimenti stagni, ma sentirsi parte di un unico progetto che guarda verso un obiettivo comune a tutta l’azienda. Fatto questo, i post sui social, le newsletter settimanali e le grafiche dei cartelloni non saranno più fonte di stress, ma il naturale risultato di un’organizzazione coinvolta.”