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Il deposito non è un luogo neutro.È uno degli spazi in cui una collezione dimostra quanto viene davvero seguita.👉 onesto...
22/05/2026

Il deposito non è un luogo neutro.
È uno degli spazi in cui una collezione dimostra quanto viene davvero seguita.

👉 onestopart.it

Ci sono opere che restano per anni appoggiate in una stanza, dentro un deposito o in un imballo chiuso troppo a lungo.E ...
20/05/2026

Ci sono opere che restano per anni appoggiate in una stanza, dentro un deposito o in un imballo chiuso troppo a lungo.

E il punto è che spesso non sembrano “abbandonate”.
Sembrano semplicemente ferme.

Nel tempo però anche ciò che appare immobile cambia: umidità, polvere, sbalzi ambientali, piccole alterazioni che si accumulano lentamente e che molte volte diventano visibili solo quando il problema è già avanzato.

Per questo il deposito non è un dettaglio secondario nella gestione di una collezione.

È uno dei luoghi in cui il valore viene davvero protetto, oppure trascurato.

Nel nostro ultimo articolo abbiamo approfondito uno degli aspetti più invisibili e sottovalutati del collezionismo.

Il deposito è il punto cieco di molte collezioni. l deposito è il luogo dove una collezione dimostra se è davvero seguita.

Umberto Zagarese di One Stop Art ha visitato la mostra "The Visitors" di Hernan Bas a Ca’ Pesaro alla La Biennale di Ven...
14/05/2026

Umberto Zagarese di One Stop Art ha visitato la mostra "The Visitors" di Hernan Bas a Ca’ Pesaro alla La Biennale di Venezia

Bas espone un’umanità sospesa, fatta di turisti, viaggiatori, figure in continuo movimento che sembrano attraversare i luoghi senza appartenervi davvero.

Venezia diventa il simbolo perfetto di una contemporaneità in cui spesso l’esperienza si trasforma in immagine, il viaggio in rappresentazione, la presenza in qualcosa di distante e quasi irreale.

Le opere di Bas sono ironiche, malinconiche, dense di dettagli e riferimenti. Ma soprattutto pongono una domanda silenziosa: quanto siamo davvero presenti nei luoghi che attraversiamo?

Abbiamo approfondito la mostra nel nostro ultimo articolo che trovi 👇

I turisti malinconici di Hernan Bas

🌍 Hernan Bas: The Visitors📍 Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia📅 7 maggio – 30 agosto 2026🎨 A c...
11/05/2026

🌍 Hernan Bas: The Visitors
📍 Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia
📅 7 maggio – 30 agosto 2026
🎨 A cura di Elisabetta Barisoni

In visita per noi di ONESTOPART Umberto Zagarese.

Trenta nuovi dipinti raccontano il turismo come specchio del presente.
Giovani viaggiatori malinconici e disorientati attraversano una Venezia sospesa tra realtà e scenografia globale.
In loro riconosciamo il nostro stesso smarrimento, turisti del contemporaneo, sempre in cerca di un altrove che forse non esiste più.

Thirty new paintings turn tourism into a mirror of our age.
Melancholic, disoriented travelers wander through a Venice poised between authenticity and spectacle.
In their dazed gazes, Hernan Bas captures the paradox of a world that is always moving, yet rarely arrives.

Venezia Art to Date | Spring 2026 is out now!24 galleries, 22 foundations, 17 museums, 24 other institutions and La Bien...
08/05/2026

Venezia Art to Date | Spring 2026 is out now!

24 galleries, 22 foundations, 17 museums, 24 other institutions and La Biennale Arte!

Per One Stop Art, ha visitato il padiglione Tanzania l’avvocato Michela Zanetti, un padiglione che rappresenta un passaggio significativo: oggi l’arte contemporanea non può più essere letta soltanto come estetica o mercato.

Sta tornando a essere uno spazio di mediazione culturale, sociale e persino antropologica.

Il Padiglione Tanzania alla Biennale Arte 2026 non prova a rappresentare una nazione in modo celebrativo.
Prova invece a raccontarne le fratture, le memorie, le trasformazioni e le contraddizioni.
“Minor Frequencies: The Inner Life of a Nation” attraversa temi come migrazione, identità, spiritualità e relazione tra uomo e ambiente attraverso un allestimento multidisciplinare costruito come una narrazione aperta e non lineare.

Il progetto curatoriale di Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin si sviluppa negli spazi della Gervasuti Foundation, a Cannaregio, attraverso un percorso multidisciplinare dove pittura, installazione, suono, tessuti, scritte poliglotte e interventi site-specific costruiscono una narrazione non lineare, quasi nomade.

Al centro resta una domanda profondamente contemporanea: come nasce il concetto di “Altro”?

La Tanzania, considerata una delle “culle dell’umanità”, diventa qui un punto di osservazione simbolico sui rapporti originari tra uomo, natura e spiritualità. Un’indagine che attraversa epoche differenti fino ad arrivare a un presente sospeso, frammentato, instabile.

Interessante anche la presenza di artisti provenienti da Europa, Africa e Asia, non come semplice apertura internazionale, ma come costruzione di un sistema di relazioni, tensioni e visioni condivise.

Tra gli artisti italiani presenti anche Ciro Palumbo e Sasha Vinci, con ricerche differenti ma accomunate da una riflessione sulla memoria, sull’invisibile e sulle geografie interiori.

9 maggio – 22 novembre 2026

08/05/2026

Venezia Art to Date | Spring 2026 is out now!

24 galleries, 22 foundations, 17 museums, 24 other institutions and La Biennale Arte!

Per One Stop Art, ha visitato il padiglione Tanzania l’avvocato Michela Zanetti, un padiglione che rappresenta un passaggio significativo: oggi l’arte contemporanea non può più essere letta soltanto come estetica o mercato. Sta tornando a essere uno spazio di mediazione culturale, sociale e persino antropologica.
Il Padiglione Tanzania alla Biennale Arte 2026 non prova a rappresentare una nazione in modo celebrativo. Prova invece a raccontarne le fratture, le memorie, le trasformazioni e le contraddizioni. “Minor Frequencies: The Inner Life of a Nation” attraversa temi come migrazione, identità, spiritualità e relazione tra uomo e ambiente attraverso un allestimento multidisciplinare costruito come una narrazione aperta e non lineare.
Il progetto curatoriale di Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin si sviluppa negli spazi della Gervasuti Foundation, a Cannaregio, attraverso un percorso multidisciplinare dove pittura, installazione, suono, tessuti, scritte poliglotte e interventi site-specific costruiscono una narrazione non lineare, quasi nomade.
Al centro resta una domanda profondamente contemporanea:
come nasce il concetto di “Altro”?
La Tanzania, considerata una delle “culle dell’umanità”, diventa qui un punto di osservazione simbolico sui rapporti originari tra uomo, natura e spiritualità. Un’indagine che attraversa epoche differenti fino ad arrivare a un presente sospeso, frammentato, instabile.
Interessante anche la presenza di artisti provenienti da Europa, Africa e Asia, non come semplice apertura internazionale, ma come costruzione di un sistema di relazioni, tensioni e visioni condivise.
Tra gli artisti italiani presenti anche Ciro Palumbo e Sasha Vinci, con ricerche differenti ma accomunate da una riflessione sulla memoria, sull’invisibile e sulle geografie interiori.
9 maggio – 22 novembre 2026

Esiste un malinteso che attraversa il mondo del collezionismo in modo sottile: si presume che il valore di una collezion...
06/05/2026

Esiste un malinteso che attraversa il mondo del collezionismo in modo sottile: si presume che il valore di una collezione si basi esclusivamente sulle opere stesse, sulla loro qualità, firma e presenza fisica.

Tuttavia, nel mercato dell’arte, ciò che realmente definisce l’esistenza di una collezione va oltre l’apparenza. È legato a ciò che può essere dimostrato.

Una collezione prende forma quando è rintracciabile.

Abbiamo approfondito l'argomento in questo articolo.

Una collezione è valida solo se può essere rintracciata. Una collezione esiste realmente soltanto quando può essere ricostruita.

C’è un momento, quasi impercettibile, in cui un insieme di opere diventa una collezione.Non accade quando si acquista il...
25/04/2026

C’è un momento, quasi impercettibile, in cui un insieme di opere diventa una collezione.

Non accade quando si acquista il primo pezzo.
Accade quando le opere iniziano a costruire, tra loro, una relazione.

È proprio lì che nasce uno degli equivoci più diffusi: pensare che collezionare coincida con possedere.

Una collezione è un sistema. E senza gestione, nel tempo, perde coerenza, leggibilità e valore.

Abbiamo approfondito l'argomento con questo articolo

https://www.onestopart.it/rassegne-stampa/avere-una-collezione-non-significa-saperla-gestire/

07/04/2026

Nel mercato dell’arte si commette spesso un errore silenzioso:
si confonde il valore con il prezzo.

Il prezzo è un dato.
Il valore è una costruzione.

E le costruzioni, se non vengono comprese, si smontano.

Succede più spesso di quanto si pensi.

Nel mercato dell’arte contemporanea si continua a commettere lo stesso errore: si confonde l’acquisto con la comprension...
03/04/2026

Nel mercato dell’arte contemporanea si continua a commettere lo stesso errore: si confonde l’acquisto con la comprensione.
Chi compra tende a fermarsi all’evidenza visiva. Al contrario chi opera nel sistema legge ciò che non è immediatamente accessibile: posizionamento, provenienza, dinamiche di prezzo, traiettorie di carriera.

Il punto è questo: il valore non coincide quasi mai con ciò che si vede.
Per questo l’idea di “semplificare” il processo, acquistando senza un adeguato livello di analisi, non è una scelta che porta frutti.

È una decisione che espone a errori che saranno evidenti nel tempo.

Nel testo pubblicato su One Stop Art ho provato a mettere a fuoco proprio questo: perché, nel mercato dell’arte, la competenza non è un elemento accessorio, ma una forma di tutela.

👉 Qui l’articolo completo: [inserisci link]

Nel mercato dell’arte non basta comprare: serve un metodo. Nel mercato dell'arte farsi aiutare è la condizione minima per poter scegliere

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Padua
35131

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