08/05/2026
Venezia Art to Date | Spring 2026 is out now!
24 galleries, 22 foundations, 17 museums, 24 other institutions and La Biennale Arte!
Per One Stop Art, ha visitato il padiglione Tanzania l’avvocato Michela Zanetti, un padiglione che rappresenta un passaggio significativo: oggi l’arte contemporanea non può più essere letta soltanto come estetica o mercato.
Sta tornando a essere uno spazio di mediazione culturale, sociale e persino antropologica.
Il Padiglione Tanzania alla Biennale Arte 2026 non prova a rappresentare una nazione in modo celebrativo.
Prova invece a raccontarne le fratture, le memorie, le trasformazioni e le contraddizioni.
“Minor Frequencies: The Inner Life of a Nation” attraversa temi come migrazione, identità, spiritualità e relazione tra uomo e ambiente attraverso un allestimento multidisciplinare costruito come una narrazione aperta e non lineare.
Il progetto curatoriale di Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin si sviluppa negli spazi della Gervasuti Foundation, a Cannaregio, attraverso un percorso multidisciplinare dove pittura, installazione, suono, tessuti, scritte poliglotte e interventi site-specific costruiscono una narrazione non lineare, quasi nomade.
Al centro resta una domanda profondamente contemporanea: come nasce il concetto di “Altro”?
La Tanzania, considerata una delle “culle dell’umanità”, diventa qui un punto di osservazione simbolico sui rapporti originari tra uomo, natura e spiritualità. Un’indagine che attraversa epoche differenti fino ad arrivare a un presente sospeso, frammentato, instabile.
Interessante anche la presenza di artisti provenienti da Europa, Africa e Asia, non come semplice apertura internazionale, ma come costruzione di un sistema di relazioni, tensioni e visioni condivise.
Tra gli artisti italiani presenti anche Ciro Palumbo e Sasha Vinci, con ricerche differenti ma accomunate da una riflessione sulla memoria, sull’invisibile e sulle geografie interiori.
9 maggio – 22 novembre 2026