18/08/2021
💔 LA MECCANICA DEL CUORE
📖 Non serve necessariamente un lieto fine per imparare una lezione. Anche con Anna Karenina si piangono lacrime amare, eppure l’insegnamento che lascia ti forma e ti fa crescere. La storia di Little Jack e Miss Acacia può essere vista come un pretesto per capire cosa evitare in campo sentimentale. Il cuore-orologio del protagonista scandisce il ritmo di una storia che fa stare col fiato sospeso fin quando i due innamorati si incontrano, ma il loro resta un amore impossibile come quello che vive ogni adolescente e da cui ci si dovrebbe staccare una volta che si impara a volere bene a se stessi.
❤️ La metafora del cuore che se “lavora” troppo rischia di rompersi domina tutto il racconto e spiega come non dovrebbe essere trattato un “cuore”. Quando si seguono delle regole l’amore non può trionfare perché non è fatto per avere limiti, ma se si esprime liberamente vince. Si ha paura di poter morire per amore fin quando non si soffre atrocemente per amore, poi si scopre che invece il nostro cuore è in grado di sopportare qualsiasi tipo di dolore e a quel punto si scopre il tesoro più grande, una forza da eroi che ti fa sopportare la vita, con le sue prove ardue, e che forse è proprio quella necessaria ad accogliere il vero amore. Sarà così anche per Jack?
🧠 Chi ci guadagna di più da questa storia è il cervello di chi la recepisce, l’organo plastico capace di modificare i suoi meccanismi quando riceve parole che agiscono su sinapsi e neurotrasmettitori. Gli eventi negativi della vicenda colpiscono l’amigdala, sta poi alla parte prefrontale gestire le informazioni di questa storia poco fortunata ma tanto formativa. L’area di Broca le elabora e le passa all’area di Wernicke, che le comprende e la neuroplasticità consente che tutto questo lavoro neuronale si trasferisca nel pensiero e nei comportamenti di chi lo intraprende. In questo caso l’informazione che passa è ciò che “non bisogna fare”, ma per cui si deve passare se si vuole imparare e se ci si può passare attraverso una storia raccontata, invece che vissuta, può fare meno male. Per questo i libri salvano.