Cristina Bernardi consulente

Cristina Bernardi consulente Consulenza e supporto per tutti coloro che vivono problematiche legate all'infertilità.

14/01/2024
Che meraviglia leggere  una pubblica ammissione di colpa, ma che tristezza leggere che il Direttore dell'ASL Euganea, do...
26/09/2023

Che meraviglia leggere una pubblica ammissione di colpa, ma che tristezza leggere che il Direttore dell'ASL Euganea, dott. Fortuna, non sembra se ne avveda.
Eh già, perché ammettere che la legge di riferimento non prevede il requisito dell'autorizzazione preventiva al rimborso dei costi per cure transfrontaliere PMA é un'ammissione di colpa, atteso che la suddetta Asl la richiede, invece, come requisito obbligatorio.
Mai e nessun Ente pubblico può modificare una legge, aggravando o limitando l'esercizio di un diritto. E' illegittimo, é abuso di potere, é discriminazione, é arbitrarietà.
É insomma il contrario del concetto di legalità.
ma perché il Direttore non se ne avvede?...
perché candidamente afferma che in passato, in alcuni casi, ha riconosciuto il rimborso pur senza l'autorizzazione preventiva.
Dunque, ricapitolando, quando l'ASL vuole, in assoluta libertà, deroga arbitrariamente a quanto essa stessa ha previsto...E allora una domanda sorge spontanea:
in che Paese civile siamo se consentiamo che una Asl, la cui utenza é rappresentata da cittadini che ricorrono a cure sanitarie, modifichi la legge a proprio piacimento, negando i diritti dei cittadini?
Una sola risposta mi aspetto rimozione dagli incarichi delle persone incompetenti, ripristino della legalità e riconoscimenti dei diritti ai cittadini.
Sarà legittimo sapere anche a chi sono stati concessi i rimborsi in deroga a quanto la stessa Asl ha previsto?
chi sono i cittadini favoriti?

08/08/2023

Oggi una mia assistita mi ha chiesto di inviarle un link da inoltrare al suo ginecologo che attesti che l‘eterologa da ovodonazione è legale anche in Italia. Il vero problema in questo paese è proprio questo, chi non è tenuto a conoscere, conosce, e chi avrebbe l’obbligo di sapere, non sa. 😡😡😡

Una coppia su tre vive il problema dell’infertilità...che vi piaccia o no è così.Una coppia: non solo un uomo o una donn...
05/08/2023

Una coppia su tre vive il problema dell’infertilità...che vi piaccia o no è così.
Una coppia: non solo un uomo o una donna, la ricerca di un figlio è un progetto in cui si decide di investire in due.
Ci vuole un amore, una comprensione e una forza che voi genitori graziati dalla natura non immaginereste mai, nemmeno se vi impegnaste.
Sono delle montagne così ripide e tortuose che arrivare in cima, quando ci si riesce, senza essersi fratturati le ossa, è praticamente impossibile.
C’è una sofferenza, una rabbia e un senso di colpa così grandi da digerire che a confronto anche la peggiore delle gastriti potrebbe sembrarvi un leggero senso di pesantezza.
Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, passati ad aspettare con totale impotenza che avvenga il “miracolo” di cui non ci sente meritevoli.
Che siano giovani o non più giovani, sono tutti con bagagli pesanti alle spalle.
Sono soli, anche quando hanno amici o famiglie che li amano profondamente, perché condividere ciò che non si comprende è difficile anche da far comprendere agli altri.
Mentono o si isolano per proteggersi dalle frasi scontate, dai consigli spiccioli e dall’ignoranza becera di una società poco tollerante verso il “diverso” finché non lo tocca.
Ecco perché nel mio lavoro non penso all’altezza della montagna, ma alla grandezza dell’impresa.
Dodici anni fa ho rischiato di “morire” per arrivare in cima. Oggi cerco di essere una buona guida e di non lasciare nessuno indietro.

Una coppia su tre ha problemi nel concepire un figlio, una coppia su tre sceglie di non parlarne con la famiglia, perché...
21/07/2023

Una coppia su tre ha problemi nel concepire un figlio, una coppia su tre sceglie di non parlarne con la famiglia, perché il primo giudizio che avverte e teme, arriva proprio da li, dalla famiglia.
"Mi proteggo"
"non capirebbero"
"non accetterebbero"
sono solo alcune, e le meno gravi delle cose che le persone che supporto si sentono di confidarmi con tanto dolore e frustrazione.
È da qui che dobbiamo ripartire, con i nostri figli, con i nostri amici o conoscenti..
L'abbraccio, quell'abbraccio che offre riparo, ascolto e amore incondizionato.
"lo ci sono" "io ti aspetto"
è il mio mantra, nel lavoro, nella vita, ma dovrebbe esserlo per chiunque dica:
Ti voglio bene….. Sappiatelo.

Oggi mando un abbraccio a tutte quelle donne che, oltre alla fatica di diventare madri, vengono assalite anche dal senso...
30/06/2023

Oggi mando un abbraccio a tutte quelle donne che, oltre alla fatica di diventare madri, vengono assalite anche dal senso di colpa, dalla frustrazione, dal sentirsi profondamente sole e sbagliate. La rabbia in alcuni casi è un sentimento positivo: ci aiuta ad individuare il nostro malessere e ci spinge verso il cambiamento. Concedersi il lusso di mandare a fa***lo il mondo, a volte, è liberatorio.
Smettiamola di vederci sempre forti e invincibili; volersi bene è sapersi accogliere ed accettare con tutte le proprie fragilità.
Una sera di tanti anni fa un’amica, prima di andare a cena, mi invitò ad entrare in casa; la sua gioia era incontentabile, mi mise sotto gli occhi l’ecografia che mostrava la vita che stava crescendo dentro di lei. Ricordo vivamente di aver accennato un sorriso e di averle detto quanto fossi felice per lei, pur provando la morte nel cuore. Non so quante scuse ho usato per giustificare il ritardo successivo alla cena; per strada dovetti fermarmi, per piangere e vomitare tutto il mio disgusto per quella bella notizia. Sì, disgusto: lei che in un batter d’occhio aveva deciso di avere un figlio e c’era riuscita, lei che era più meritevole di me di essere graziata dalla “natura”, lei che poteva condividere questo dono prezioso con il suo compagno, senza sentirsi difettosa.
Fateci caso, quando cercate una gravidanza tutto il mondo intorno a voi è gravido: le auto assumono la forma di un passeggino, al ristorante vedete solo famiglie con bambini, e perfino mentre cercate la pasta al supermercato vi ritrovate nella corsia degli omogeneizzati. Tutto è contro di voi, lì pronto a ricordarvi che forse madri non lo diventerete mai. Non vi sembra un buon motivo per essere incazzate?
La buona notizia è che non siete sole né sbagliate; siete uniche e preziose, con o senza ”pancia”. Dicono che ci sia un disegno per ognuno di noi in questa vita, io dico che abbiamo un foglio bianco e tanti colori per colorarla…questa vita. La rabbia non sarà la migliore delle sfumature, ma comprenderla ci aiuterà a dipingere il nostro arcobaleno ❤️

A me che ho scelto una famiglia allargatae…A tutte le mamme di cuore, prima che di pancia.A quelle che cullano il deside...
14/05/2023

A me che ho scelto una famiglia allargata
e…
A tutte le mamme di cuore, prima che di pancia.
A quelle che cullano il desiderio di un figlio mettendoci la forza che solo una madre sa dimostrare.
A quelle che li crescono dovendo indossare anche le vesti di un padre.
A quelle che scelgono liberamente di donare il loro amore materno a famiglie "diverse" da quelle "tradizionali".
Alle madri che sopravvivono al dolore di non averlo più...un figlio.
A quelle che non si perdono nel ruolo di mamma, ma ci si realizzano ogni santo giorno.
A quelle che non si preoccupano di riconoscersi nel dna, perché vivono dello stesso sorriso.
A noi...creature meravigliosamente imperfette, ma capaci di dare la vita...per donarne un'altra.
Auguri...Buona festa della Mamma! ❤️

Da un intervento di :Nicola e Giorgio vivono a Milano e sono padri di una bambina, Cristina, nata in Canada, grazie alla...
25/03/2023

Da un intervento di :

Nicola e Giorgio vivono a Milano e sono padri di una bambina, Cristina, nata in Canada, grazie alla maternità surrogata. A raccontarmi questa storia è Nicola, mosso dall’urgenza di spiegare cosa significhi davvero ricorrere alla gestazione per altri, nella giungla di dichiarazioni in cattiva fede di chi parla in modo sprezzante di “utero in affitto”. E anche di chiarire cosa voglia dire per le coppie omogenitoriali l’interruzione della registrazione nell’atto di nascita dei bambini nati da coppie dello stesso sesso.

“Ci siamo conosciuti 12 anni fa in un locale. Dopo sei mesi vivevamo insieme.
Nel 2019 ci siamo sposati.
Da subito avevamo l’idea di volere un figlio, ma non sapevano nulla di maternità surrogata. Nel 2017 prendiamo contatti per saperne di più. Scegliamo così il Canada per le leggi che regolano la maternità surrogata: la donna ha diritto a un rimborso. Deve avere una situazione economica stabile e aver avuto già almeno due figli. È lei che sceglie la coppia: si prepara una scheda di presentazione. La donna guarda le schede, poi ci si vede via skype o di persona e si decide. Noi siamo stati scelti dopo due mesi. Quando è arrivata la telefonata eravamo felicissimi, via skype abbiamo conosciuto Sheena.
Ha visto la nostra candidatura e ha amato la semplicità con cui ci siamo descritti. Il fatto di essere italiani ha aiutato!

Sheena rimane incinta nella primavera 2019. Nei mesi della gravidanza ci sentivamo sempre.
L’abbiamo raggiunta un mese prima rispetto al parto programmato.
Abbiamo vissuto in casa di Sheena.
Arriva il giorno tanto atteso. Il 20 dicembre Sheena mette al mondo Cristina. Siamo stati registrati immediatamente entrambi come genitori. A metà gennaio 2020 eravamo in Italia.

Noi non abbiamo mai vissuto episodi che ci facessero sentire a disagio. Cristina deve ricordarsi di essere una bambina speciale ma ordinaria.

A settembre, abbiamo inserito anche Giorgio come papà nell’atto di nascita, ma sapevamo avrebbe potuto essere impugnato in qualunque momento dalla prefettura.
Qualunque cosa accada, noi siamo una famiglia e questa è una verità che nessuno potrà mai toglierci.”

Ciao Cristina, di cosa ti occupi? È iniziata così la mia intervista radiofonica.“Sono una cacciatrice di cicogne” ho ris...
16/03/2023

Ciao Cristina, di cosa ti occupi?
È iniziata così la mia intervista radiofonica.
“Sono una cacciatrice di cicogne” ho risposto.
Se penso ad una definizione del mio lavoro e alla favola che si racconta ai bambini sulle cicogne, è proprio così che mi sento, una cacciatrice di sogni e una bussola che fa ritrovare alle famiglie il proprio bambino “perso” nel mondo.
Ho parlato di endometriosi e il caso ha voluto che la speaker si sia emozionata, perché persone a lei care ne soffrono e che forse non riusciranno ad avere figli.
Si è parlato di prevenzione e di quanto sia importante che i giovani non si sentano mai troppo giovani per farla;
di quanto l’età debba diventare un’opportunità e non un limite.
Abbiamo parlato di una professione, la mia, che in Italia non è riconosciuta, ma che invece avvicina e migliora l'interazione medico-paziente, rendendo paradossalmente più efficace il servizio sanitario.
Basti pensare a quanto sia difficile sapere come curarsi una volta dimessi da un intervento o da un ricovero; a quanto sia difficile trovare delle informazioni utili senza dover pagare 10 professionisti prima di individuare quello giusto;
a quanto un linguaggio semplice serva a tradurre referti che i medici spiegano quasi sempre in modo tecnico e scientifico, ma mai chiaro per il paziente.
Il mio lavoro si basa sull’attenzione all’altro, è vincente perché è un modello “cucito” su misura della persona.
Ho iniziato a stare male a 16 anni e per anni sono stata “ospite”di non so quanti ospedali in Italia. Una malattia cronica, la diagnosi di infertilità, la mala sanità pubblica e la speculazione incontrata nel privato, la burocrazia, il pregiudizio, la sudditanza psicologica davanti al camice bianco, le diagnosi sbagliate....tutto questo l’ho provato, vissuto e trasformato nel mio punto di forza.
Mi sono chiesta cosa potevo fare affinché gli altri fossero più tutelati, protetti e guidati rispetto al mio trascorso?
Studio, informazione, affiancamento medico, supporto e coordinamento questo oggi è ciò che cerco di offrire a chi mi chiede aiuto.
La persona, il suo ascolto, la sua salute l’unico obiettivo su cui si basa tutto ciò che faccio e francamente, penso di farlo bene. Grazie è stato bello raccontare un po' di me. (Tra qualche giorno la registrazione)

Ho scelto questa foto perché trovo che racchiuda la bellezza, la dolcezza e tutto il senso di protezione di una mamma ch...
01/03/2023

Ho scelto questa foto perché trovo che racchiuda la bellezza, la dolcezza e tutto il senso di protezione di una mamma che nel sonno stringe a sé la sua bambina.
Ieri ho fatto un reel dove mi indignavo sul fatto che nel 2023 esistano ancora medici che difronte ad un ab**to “rassicurano” la paziente dicendole che ha perso il suo bambino perché non idoneo alla vita, perché la natura ha fatto il suo corso scegliendo che non portasse a termine la gravidanza.
Ecco, Marika, Michela, Francesca se lo sono sentite dire non una, ma più volte, fino a convincersi che forse erano loro a non essere “idonee” o meritevoli di mettere al mondo quella vita.
Quando ho conosciuto Marta, nella foto, ne aveva 4 di aborti alle spalle e nessun medico aveva pensato di farle fare delle indagini approfondite.
Se sei giovane l’ab**to fa parte di una percentuale statistica “normale”, se non sei giovane rientri in un’altra classifica altrettanto “normale”.
Ed è questo il tunnel in cui rischi di entrare senza via d’uscita.
Marta ha “semplicemente” eseguito una terapia di supporto che le ha permesso di mettere fine al suo più grande incubo, l’ab**to.
Non dopo le settimane a rischio, non un mese dopo l’altro, no! Solo quando le hanno messo Adele tra le braccia si è sentita mamma.
Tanto è stata la paura e il dolore provati per quei battiti interrotti che il suo ha ripreso il ritmo solo quando l’ha vista, riuscendo a svegliarsi da quel brutto sogno.
Si era dissociata per proteggersi; così, mentre la vita prendeva forma dentro di lei, lei ne prendeva le distanze, non ascoltandola, non percependola fingendo non ci fosse.
Ho visto Marta piangere e l’ho vista poi finalmente libera di amare Adele quando ha potuto tenerla in braccio, giorno dopo giorno in una nuova meravigliosa realtà.
Questo accade a chi perde un figlio che, anche se mai nato, ha occupato uno spazio importante nella nostra mente, nel nostro corpo, nella nostra casa, ma soprattutto nel nostro cuore.
Non esiste condanna peggiore che sentirsi dire “doveva andare così”.
Non si può quantificare il dolore in nessun caso; bisogna comprenderlo, rispettarlo e abbracciarlo con tutta la forza che abbiamo.

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