01/06/2026
Proteggere un Patrimonio. Il risk management necessario.
Maxi-risarcimento da 2,3 milioni per la morte di un cavallo sportivo sull’A14 (avvenuta nel 2020): il Tribunale (in primo grado) riconosce anche il legame affettivo
Una sentenza destinata a far discutere il mondo equestre e non solo.
Il Tribunale di Forlì ha condannato una società di autotrasporto e le relative compagnie assicurative a risarcire con oltre 2,3 milioni di euro i danni causati da un grave incidente stradale avvenuto il 9 luglio 2020 sull’autostrada A14, nei pressi di Cesena.
Nell’incidente un autoarticolato tamponò un mezzo adibito al trasporto di cavalli sportivi diretti a un concorso ippico. Il van uscì di strada e si ribaltò nella scarpata laterale. Uno dei cavalli trasportati, uno stallone belga di 9 anni impegnato a livello internazionale nel salto ostacoli, morì in seguito alle conseguenze dell’impatto. Un’altra cavalla riportò lesioni così gravi da compromettere definitivamente la sua carriera agonistica.
La giudice Giorgia Sartoni ha riconosciuto in primo grado la responsabilità del conducente del mezzo pesante che provocò il tamponamento. La quantificazione del danno ha richiesto una complessa attività peritale, volta a valutare non solo il valore economico immediato degli animali, ma anche le loro prospettive sportive e riproduttive future.
Al proprietario del cavallo deceduto sono stati riconosciuti circa 1,7 milioni di euro. All’azienda agricola proprietaria dell’altra cavalla e del mezzo di trasporto sono stati invece riconosciuti quasi 600 mila euro. L’aspetto più innovativo della decisione riguarda però il danno non patrimoniale.
Secondo quanto riferito dai legali coinvolti nella causa, il Tribunale avrebbe attribuito rilevanza giuridica anche al rapporto affettivo esistente tra i proprietari e gli animali, riconoscendo la sofferenza derivante dalla morte del cavallo e dalla compromissione irreversibile dell’altra cavalla. Un orientamento che si inserisce nella progressiva evoluzione della giurisprudenza italiana sul riconoscimento del valore relazionale degli animali e del danno morale conseguente alla loro perdita.
La vicenda richiama inevitabilmente l’attenzione anche su un altro tema spesso sottovalutato: il trasporto dei cavalli sportivi.
Migliaia di cavalli percorrono ogni anno lunghe distanze per raggiungere concorsi, gare, manifestazioni e ippodromi. Quando si parla di benessere animale, il rischio non riguarda soltanto ciò che accade in campo gara o in pista, ma anche le ore trascorse su strada, spesso in condizioni climatiche difficili e con elevati livelli di stress fisico e psicologico.
Al momento non risulta pubblicato il numero della sentenza nelle fonti giornalistiche consultate. La decisione è stata indicata come sentenza di primo grado del Tribunale di Forlì emessa dalla giudice Giorgia Sartoni, ma gli articoli disponibili non riportano gli estremi completi del provvedimento.
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