SELPA SRL

SELPA SRL Azienda certificata ISO 9001 ed ISO 14001 ed associata A.I.I.S.A. (www.aiisa.it) N.A.D.C.A.

Servizi di pulizia, sanificazione e igiene ambientale, video ispezioni, bonifica e sanificazione d'impianti di condizionamento, indagini strumentali aria e acqua, manutenzione di aree a verde, manovalanza e traslochi, servizi vari e generali. Selpa S.r.l., opera nel settore sanitario, industriale e civile, turistico-ricettivo, ristorazione, agroalimentare ed offre soluzioni efficaci, efficienti ed

economici, personalizzate per ogni esigenza della Clientela. (www.nadca.com ), opera su tutto il territorio nazionale offrendo servizi specialistici in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro e di tutela ambientale al fine di soddisfare le specifiche esigenze di Clienti ed Utenti pubblici e privati. La struttura di Selpa srl, con la propria pluriennale esperienza nel settore, abbinata ad una giusta flessibilità e dinamicità aziendale, è in grado di fornire il massimo supporto ai propri clienti garantendo i più elevati standard qualitativi nel settore acqua, aria, monitoraggi ambientali e servizi integrati personalizzati, tra i quali erogazione di servizi di pulizia civili ed industriali, di sanificazione, di disinfestazione, di derattizzazione, lavori di manutenzione di aree a verde, lavori di manutenzione di natura edile, lavori d’impiantistica (D.M. 37/2008), servizi di facchinaggio e di logistica, servizi di ausiliariato in genere, compreso quello ospedaliero.

28/11/2018
INDAGINI STRUMENTALI E MONITORAGGIO AMBIENTALEANALISI E CONVALIDA SALE OPERATORIE ED AMBIENTI SANITARIsale operatorieL’a...
28/09/2017

INDAGINI STRUMENTALI E MONITORAGGIO AMBIENTALE

ANALISI E CONVALIDA SALE OPERATORIE ED AMBIENTI SANITARI
sale operatorie

L’ambiente ospedaliero può favorire la trasmissione e l’insorgenza di infezioni ai degenti. A tal proposito l’impianto di VCCC (Impianto di ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata) ha la funzione di mantenere adeguate condizioni igienico-ambientali.

La Selpa srl con l’ausilio di professionisti specializzati nel settore, offre consulenza per la soluzione legate a tali problematiche. In particolare esegue:
– Verifica dei parametri microclimatici e delle portate aerauliche degli ambienti ospedalieri (SALE OPERATORIE, R.M., Terapia Intensiva, Medicina nucleare, P.M.A.

Procreazione Medicalmente Assistita, U.MA.CA, centrali Sterilizzazione, ecc.):
– Verifica dei parametri igienico ambientali dei reparti operatori (ISPESL 2009, Decreto del Commissario ad Acta U0090/2010)
– Valutazione contaminazione particellare (ISO 5 – ISO 7
– Determinazione della contaminazione microbiologica delle superfici e dell’aria
– Valutazione presenza gas anestetici
– Valutazione Caratteristiche microclimatiche (PMV , PPD, T , U.R.)
– Valutazione gradienti di pressione
– Valutazione ricambi aria
– Leak test (verifica dell’integrità e della tenuta del filtro assoluto)
– Determinazione del recovery time (1:100)
– Determinazione del grado di illuminamento e rumore
– Smoke test per l verifica della corretta direzionalità dei flussi
– Bilanciamento impianti aeraulici per il controllo e la regolazione delle portate e dei flussi dell’aria
– Verifica cappe biohazard a flusso laminare

VERIFICHE STRUMENTALI NEGLI AMBIENTI DI VITA E DI LAVORO
La SELPA, si pone a supporto delle imprese effettuando controlli e monitoraggi attraverso:
– Valutazione parametri microclima (PMV e PPD – UNI EN ISO 7730)
– Verifica del comfort termico locale tramite il controllo di gradiente verticale della temperatura dell’aria; asimmetria nella temperatura piana radiante; disturbo da correnti d’aria. (UNI EN ISO 7730)
– Verifica degli indicatori di a ccettabilità dell’ I.A.Q. (UNI EN 10339 – 13779 -15251)
– Valutazioni ricambi aria e portata dell’aria (UNI EN 10339 – 13779 )
– Smoke test per verificare i flussi dell’aria e le corrette disposizioni dei terminali aeraulici
– Verifica concentrazione di Anidride carbonica (CO2) e Ossido di carbonio (CO)
– Particolato, prevalentemente campionato nelle frazioni PM2,5 e PM10 polveri di toner
– Verifica concentrazione di Composti volatili organici totali (V.O.C formaldeide, benzene, toluene, ecc.) I.P.A, metalli pesanti
– Determinazione di Gas Radon (D.Lgs. 241/2000)
– Determinazione di Ozono (O3)
– Contaminazione microbiologica dell’aria e delle superfici
– Determinazione comfort illuminotecnico (UNI EN 12464-1)
– Determinazione comfort acustico
– Determinazione acari
– Rischio biologico (DLgs 81/08 -Titolo X )
– Rischio chimico (DLgs 81/08 – titolo IX )
– Verifica presenza amianto (campionamenti massivi e aereosipersi) Decreto Ministeriale 06 settembre 1994
– Valutazione rischio legionellosi (Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi 2015)
– Realizzazione di interventi migliorativi

28/09/2017

SETTORE ARIA

INDOOR AIR QUALITY – I.A.Q.
rumorosi


COS’È UN AMBIENTE INDOOR?
Per ambienti indoor si intendono, gli ambienti confinati di vita e di lavoro non industriali (per quelli industriali vige una specifica normativa), ed in particolare, quelli adibiti a dimora, svago, lavoro e trasporto [Accordo del 27/09/2001 tra il Ministero della salute, le regioni e le province autonome].

Secondo questo criterio, l’ambiente indoor comprende:
– le abitazioni
– gli uffici pubblici e privati
– le strutture comunitarie (ospedali, scuole, caserme,
alberghi, banche, etc.)
– locali destinati ad attività ricreative e/o sociali
– mezzi di trasporto pubblici e/o privati (auto, treno, aereo, nave, etc.).

Si tratta quindi di ambienti nei quali la popolazione trascorre gran parte del proprio tempo subendo, di conseguenza, un prolungato contatto con le potenziali sorgenti di inquinamento.

INQUINANTI DELL’ARIA INDOOR E FONTI
Gli inquinanti indoor sono numerosi e possono essere originati da diverse sorgenti. La loro concentrazione può variare nel tempo e dipende dalla natura della sorgente, dalla ventilazione, dalle abitudini e dalle attività svolte dagli occupanti negli ambienti interessati.

Secondo una classificazione canonica si possono individuare tre categorie di inquinanti:
– Fisici
– Chimici
– Biologici

I MAGGIORI CONTAMINANTI DI NATURA CHIMICA SONO:
– monossido di carbonio (CO);
– biossido di azoto e zolfo (NO2- SO2);
– composti organici volatili (VOC);
– benzene e formaldeide;
– idrocarburi aromatici policiclici (IPA);
– particolato aerodisperso (PM10, PM2.5);
– composti presenti nel fumo di tabacco ambientale;
– amianto etc..

Per contaminanti biologici s’intende una serie di sostanze di origine biologica che possono incidere negativamente sulla qualità dell’aria sia indoor che outdoor.
Le principali fonti di inquinamento microbiologico nei locali sono rappresentate dagli occupanti (uomo, animali, piante), dalla polvere (ottimo ricettacolo per i microrganismi), dagli umidificatori e i condizionatori d’aria nei quali la presenza di elevata umidità e l’inadeguata manutenzione facilitano l’insediamento e la moltiplicazione dei contaminanti biologici che poi vengono diffusi nei vari ambienti.

Tra i contaminanti biologici indoor più comuni troviamo:
– batteri, muffe e virus
– pollini delle piante
– acari
– allergeni.

Tra gli agenti fisici responsabili di una cattiva qualità dell’ambiente indoor ricordiamo:
– Campi elettromagnetici (c.e.m.)
– Rumore
– Illuminazione
– Radon

QUALITÀ DELL’ARIA INDOOR E SALUTE
La qualità dell’aria degli ambienti indoor (I.A.Q.) è una questione complessa, e si può annoverare tra i problemi emergenti che i paesi industrializzati si trovano ad affrontare nell’ambito delle tematiche di salute pubblica. Negli ultimi anni, la qualità dell’aria indoor è stata finalmente riconosciuta come obiettivo imprescindibile di una strategia integrata relativa all’inquinamento atmosferico nel suo complesso, basti pensare che nel 2000 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tramite il documento del “The Right to Healthy Indoor Air”, ha riconosciuto la salutare aria indoor come un diritto umano fondamentale.

Successivamente, nel 2003, la Commissione Europea ha adottato la Strategia Ambiente e Salute, che pone tra gli obiettivi prioritari la riduzione degli effetti negativi sulla salute dovuti ai fattori ambientali, tra cui i disturbi respiratori, l’asma e le allergie associate all’inquinamento dell’aria esterna e degli ambienti chiusi.
La considerazione che la popolazione, soprattutto nelle aree urbane, trascorre la maggior parte del tempo in ambienti chiusi (indoor) ha indotto la comunità scientifica internazionale ad occuparsi della contaminazione dell’aria negli ambienti di vita. Nel 1998, ad esempio, l’E.P.A. (Environmental Protection Agency-USA), attraverso l’I.E.M.B. (Indoor Environment Management Branch), ha confrontato il livello di concentrazione ed esposizione a numerosi inquinanti dell’aria registrato in ambiente indoor con il livello registrato in ambiente outdoor (esterno).

L’analisi dei dati ha confermato che, le concentrazioni indoor riscontrate sono generalmente da 1 a 5 volte maggiori a quelle outdoor e che l’esposizione a contaminanti indoor è da 10 a 50 volte superiore all’esposizione outdoor.
L’inquinamento indoor può causare effetti indesiderati che vanno dal disagio sensoriale a gravi conseguenze sullo stato di salute. Si menzionano, a tal proposito, le patologie correlate all’inquinamento indoor:
– Sick Building Syndrome (SBS), ovvero sindrome dell’edificio malato,
– Building Related Illness (BRI) ovvero Malattie correlate all’edificio.
– Multiple Chemical Sensitivy Sindrome (MCS): Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla.
Inoltre con più bassa prevalenza tra gli occupanti dell’edificio si presentano anche ulteriori patologie quali:
– Sindromi Infettive, quali la “Sindrome del Legionario” (o Legionellosi), la “Febbre di Pontiac”
– Sindromi Allergiche, quali l’Alveolite Allergica Estrinseca, l’Asma Bronchiale, Dermatiti, Riniti, Orticaria da contatto.
– Sindromi Immunologiche, quali la Polmonite da Ipersensibilità, “Febbre dell’Umidificatore”.
– Vari Disagi avvertiti a livello sensoriale

Tali patologie sono per lo più correlate dal disconfort microclimatico e dall’esposizione agli agenti chimici, fisici e biologici eventualmente presenti e si manifestano in seguito alla permanenza in un dato ambiente indoor.

VERIFICARE LA QUALITÀ DELL’ARIA INDOOR
Oggi il livello di qualità della vita si sta avviando verso standard sempre più elevati; ciò implica una sempre maggiore attenzione alla definizione dei requisiti microclimatici atti a garantire adeguate condizioni di benessere negli spazi in cui l’uomo vive e lavora.

I fattori ambientali più importanti per garantire il benessere degli occupanti e il contenimento dei consumi energetici sono:
– il microclima interno o stanze inquinanti disperse nell’aria e depositate sulle superfici;
– la qualità e l’intensità luminosa e acustica.
Attraverso i parametri fisico-ambientali, quali la temperatura, l’umidità relativa, l’acustica, la qualità dell’aria, l’illuminazione e la ventilazione, viene determinata la sensazione di comfort, come complessa risposta di un insieme di fattori ambientali, dell’ambiente fisico e dei servizi ma anche delle condizioni fisiologiche individuali, come la salute e le relazioni sociali.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO
– Accordo Stato Regione del 27/09/2001 “Linee guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati”.
– D.Lgs. 81/2008
– Guidelines for air quality in Europe (OMS 2000)
– UNI EN ISO 7730:2006;
– UNI EN 13779:2008 e UNI EN 15251:2008;
– UNI 10339-1995

CONTROLLI AMBIENTALI PROPOSTI DA selpa
Negli ambienti confinati esistono diverse ragioni per effettuare indagini per la valutazione della qualità dell’aria. Una delle più frequenti è quella di individuare le cause responsabili di disturbi lamentati da parte degli occupanti. In riferimento al tipo di disturbo, al numero degli occupanti che manifestano i disturbi ed in base alle caratteristiche dell’edificio.

Alcuni problemi di qualità dell’aria possono essere risolti con approcci semplici, altri richiedono tecniche di approfondimento più raffinate e di difficile risoluzione.
A tal proposito la SELPA, si pone a supporto delle imprese attraverso la realizzazione di controlli e monitoraggi che permettono di stilare una valutazione sulla qualità dell’aria effettuando:
1. Indagini programmate in seguito alla segnalazione di disturbi lamentati dagli occupanti o alla presenza accertata di sorgenti di inquinamento indoor che possono dare origine a problemi per la salute degli stessi
2. Indagini mirate al controllo della qualità dell’aria indoor in assenza di problemi specifici già individuati
3. Verifica tramite monitoraggi puntuali ed a lungo termine di esposizione ad inquinanti con i valori limite proposti e normati
4. Verifica dei requisiti termoigrometrici di progetto
5. Progettazione e realizzazione di interventi migliorativi
6. Studio per ridurre i consumi energetici dell’edificio mirando al raggiungimento del comfort indoor, tendendo quindi in considerazione le esigenze degli utenti, le possibilità di interazione con gli impianti e il clima esterno.

PER FACILITÀ VENGONO RIASSUNTI ED ELENCATI I SERVIZI SPECIFICI:
Somministrazione di questionari per le persone che lavorano o occupano l’edificio in studio.
Valutazioni ricambi aria e Portata dell’aria correlato al numero di affollamento previsto nell’ambiente
Verifica degli indicatori di accettabilità dell’ IAQ valutati tramite la differenza fra la concentrazione interna ed esterna di CO2, la portata d’aria specifica (per occupante o per unità di superficie norme UNI EN 13779 e 15251)
Verifica del parametri di comfort: valutazione Parametri microclima (PMV e PPD – UNI EN ISO 7730)
Verifica del comfort termico tramite determinazione di: temperatura dell’aria; umidità relativa; velocità dell’aria
Verifica del comfort termico locale tramite il controllo di: gradiente verticale della temperatura dell’aria; asimmetria nella temperatura piana radiante; disturbo da correnti d’aria
Classificazione della qualità dell’aria interna (IDA 1,2,3,4) ed esterna (ODA1,2,3) adottata e relativa corrispondenza con quelle della UNI EN 13779
Verifica dei flussi dell’aria (smoke test)
Campionamenti bioareosol (ricerca di carica batterica, micetica, batteri gram neg. ecc..) ed allergeni (compresi gli acari Dermatophagoides pteronissinus e Dermatophagoides farinae)
Verifica qualità dell’aria tramite analisi di:
Anidride carbonica (CO2) e Ossido di carbonio (CO);
Particolato, prevalentemente campionato nelle frazioni PM2,5 e PM10
Composti volatili organici totali (V.O.C. formaldeide, benzene, toluene, ecc.)
Contaminazione microbiologica dell’aria e delle superfici
Determinazione di Radon
Determinazione di fibre minerali (amianto, lana di vetro)
Determinazione di Ozono (O3)
Determinazione comfort illuminotecnico
Determinazione comfort acustico
Analisi legionella pneumophila (ricercata nei punti critici degli impianti tecnologici)
Verifica condizioni igieniche impianto di condizionamento, tramite campionamenti di bioaresol e superfici e videoispezioni eseguite per mezzo di robot filoguidato.

BONIFICA
BONIFICA E SANIFICAZIONE IMPIANTI AERAULICI
Esistono diverse metodologie per effettuare la bonifica e pulizia delle condotte aerauliche. La scelta della migliore soluzione viene effettuata sulla base di informazioni tecniche raccolte dal nostro personale specializzato e tuttavia come consigliato dalla società Americana N.A.D.C.A. (National Air Duct Cleaners Association) E AIISA il nostro modus operandi prevede le seguenti fasi:
1 – Verifica igienico sanitaria degli impianti aeraulici
– sopralluogo tecnico
– ispezione visiva delle componenti
– videoispsezione con robot filoguidato
– monitoraggi ambientali (analisi microbiologiche di superficie e dell’aria)
– relazione tecnica e giudizio igienico sanitario impianto
2 – Nel caso i controlli risultino non conformi si procederà ad operazioni di bonifica degli impianti
3 – Bonifica impianti aeraulici
– sanificazione UTA (in tutte le sue parti: batterie, vasche di raccolta condensa, ventilatori, fan coil, split, ecc) nel caso restauro conservativo
– sanificazione fan coil, roof top e split
– pulizia e sanificazione delle condotte orizzontali e verticali a mezzo di ROBOT/macchina spazzolatrice e aereosolizzazione disinfettante (P.M.C. 16765)
– pulizia e sanificazione dei terminali aeraulici (griglie, anemostati, diffusori ecc..)
– nel caso della presenza in cattivo stato di materiali coibenti (lana di vetro roccia ecc..) all’interno dei canali si eseguono interventi di coating con resine antifungine
– analisi post bonifica (Nadca Vacuum Test, Tamponi microbiologici di superficie e analisi dell’aria eseguita a 20 cm dai terminali di uscita dell’aria)

SETTORE ACQUALEGIONELLA E LEGIONELLOSI, TRATTAMENTO ANTI LEGIONELLALegionellaIL BATTERIO DELLA LEGIONELLA – DOVE SI TROV...
28/09/2017

SETTORE ACQUA
LEGIONELLA E LEGIONELLOSI, TRATTAMENTO ANTI LEGIONELLA
Legionella

IL BATTERIO DELLA LEGIONELLA – DOVE SI TROVA?
La legionella è uno dei batteri presenti in ambienti acquatici sia naturali che artificiali. Dagli ambienti naturali le legionelle risalgono a quelli artificiali come gli impianti idrici degli edifici: serbatoi, tubature, fontane, piscine e impianti di distribuzione dell’acqua e di condizionamento dell’aria.
Le condizioni più favorevoli alla proliferazione sono:
– la stagnazione dell’acqua
– la presenza di incrostazioni e di sedimenti
– la formazione di biofilm
– la presenza microrganismi come le amebe.
La legionella sopravvive con una temperatura dell’acqua compresa tra i 5,7 e i 55 gradi centigradi.
Il massimo sviluppo si verifica con una temperatura dell’acqua compresa tra i 25°C e i 42°C.
Ha la capacità di sopravvivere in ambienti acidi e alcalini, in quanto sopporta valori del pH compresi tra 5,5 e 8,1.

LA LEGIONELLA – STORIA
Nell’estate del 1976 a Filadelfia (USA), tra i partecipanti ad un convegno della “American Legion”, si verificò lo scoppio di una epidemia sotto forma di una grave malattia respiratoria. L’epidemia colpì quasi tutti i “legionari” che assistevano ai lavori in una sala di un albergo – circa 5000 persone – e causò 29 decessi. La malattia venne pertanto chiamata “malattia dei legionari” o “malattia del legionario” e il microrganismo responsabile prese il nome di Legionella pneumophila.

TRASMISSIONE DELLA LEGIONELLA E SINTOMI: LEGIONELLOSI E FEBBRE DI PONTIAC
L’infezione da “legionella” si verifica quando l’acqua, contaminata da questo batterio, viene inalata nei polmomi allo stato di aerosol, cioè quando l’acqua viene ridotta a gocce dalle dimensioni di pochi millesimi di millimetro – che vanno da 1 a 5 millesimi – e che, ovviamente, contengano un numero sufficiente di batteri (vedi più sotto le quantità che possono dare il via all’infezione).
Quando l’acqua così nebulizzata viene respirata da soggetti a rischio, nei polmoni si sviluppa l’infezione. Non ci sono prove di trasmissione diretta della legionellosi tra esseri umani.
L’infezione da legionella può dare luogo a due quadri clinici: la febbre di Pontiac e la legionellosi.
La febbre di Pontiac è una variante della legionellosi meno grave che ha una incubazione di uno o due giorni e si risolve in meno di una settimana. Pur essendo fastidiosa in quanto provoca un malessere generale, un po’ di febbre e dei fastidiosi mal di testa, si risolve spontaneamente.
La legionellosi è molto più grave. Ha una ha incubazione di 5-6 giorni ed oltre ai sintomi descritti per la “Pontiac” può dare disturbi neurologici, cardiaci, gastrointestinali, ed altre complicazioni; in alcuni casi “gravi” può addirittura essere letale. La polmonite da legionella è simile ad altre forme atipiche o batteriche di polmonite ed è riconoscibile dal modo in cui sono coinvolti gli organi diversi dai polmoni.
I fattori che favoriscono l’acquisizione della legionellosi ed aumentano il rischio di contrarla sono:
l’età avanzata (la distribuzione per età dimostra che il 50% dei casi ha superato i 65 anni e che l’età media dei pazienti è di 63 anni, con un range compreso tra 0 e 100 anni – Fonte ISS)
– il fumo
– l’immunodeficienza
– il sesso: i maschi sono più soggetti delle femmine (Il 71,2% dei casi di legionellosi è di sesso maschile e il rapporto maschi/femmine è 2,5:1. – Fonte ISS)
– le patologie cronico-degenerative
La malattia è letale nel 5-15% dei casi.

QUALI SONO GLI IMPIANTI IDRICI INFETTABILI
Tulle le installazioni che producono acqua nebulizzata – reti di ricircolo acqua calda negli impianti idrico-sanitari, impianti di condizionamento – sono luoghi in cui è possibile e favorita la diffusione del batterio.
L’intervallo di proliferazione del batterio va dai 15°C a 50°C. Si è verificato che, comunque, fino ai 22°C il batterio può essere presente ma è inattivo.
Le zone critiche di proliferazione negli impianti idrosanitari sono: l’interno delle tubazioni, in special modo quelle vecchie e con depositi all’interno, nei soffioni doccia, nei serbatoi, nei bollitori e nei sistemi antincendio a sprinkler.
Con esami “ad hoc” la legionella può essere rilevata anche in vasche e piscine per idromassaggio in cui i getti di acqua iniettati a grande velocità producono bolle attraverso le quali il batterio può essere rilasciato nell’aria ed essere respirato. Anche le fontane decorative sia continue che ad intermittenza, che producono spruzzi che vengono nebulizzati possono aumentare la contaminazione.
Altri impianti nei quali il rischio della presenza del batterio della legionella è molto elevato sono quelli di condizionamento dell’aria, quelli di umidificazione, quelli raffrescatori a spruzzo di acqua e le torri di raffreddamento. Anche gli impianti solari per la produzione di acqua calda sanitaria la cui temperatura media è intorno ai 50°C, può essere fonte di inquinamento.

PROVVEDIMENTI: COME E QUANDO INTERVENIRE PER LA BONIFICA DA LEGIONELLA
Qui di seguito, riportiamo gli interventi per la profilassi e il controllo, consigliati in base alle concentrazioni di UFC/L (UFC/L = Unità Formanti Colonie/Litro) rilevate.
– Provvedimenti di sanificazione e bonifica in relazione agli esiti delle analisi negli impianti idrici o di condizionament
MINORE O UGUALE A 1.000 UFC/L
In assenza di casi clinici:
– verificare che siano comunque in atto misure di controllo – negli stabilimenti termali, per gli impianti che erogano le acque termali, fare comunque una bonifica e aggiornale la valutazione del rischio.
In presenza di un caso clinico:
– rivedere le misure già messe in atto e valutare l’opportunità di effettuare un intervento di bonifica;
– negli impianti di erogazione di acque termali effettuare una bonifica e aggiornare la valutazione del rischio.
In presenza di un cluster:
– rivedere le misure di controllo ed effettuare la bonifica
MAGGIORE DI 1.000 UFC/L MA MINORE O UGUALE A 10.000 UFC/L
In assenza di casi clinici:
– verificare che siano comunque in atto misure di controllo
– negli impianti che erogano le acque termali, effettuare una bonifica.
– per tutte le strutture ove è prevista, aggiornale la valutazione del rischio.
In presenza di un caso singolo o di un cluster:
– rivedere le misure già messe in atto e effettuare la bonifica;
In presenza di un cluster:
– rivedere le misure di controllo ed effettuare la bonifica
MAGGIORE DI 10.000 UFC/L
Contaminazione importante:
– mettere in atto immediatamente misure di bonifica, sia in presenza che in assenza di casi.
– Provvedimenti di sanificazione e bonifica in relazione agli esiti delle analisi nelle torri di raffreddamento
MINORE O UGUALE A 1.000 UFC/L
verificare che siano in atto e rispettate le misure di controllo
MAGGIORE DI 1.000 MA MINORE O UGUALE A 10.000 UFC/L
– in assenza di casi: verificare che siano in atto e rispettate le misure di controllo
– in presenza di un singolo caso o di un cluster: rivedere le misure di controllo ed effettuare la bonifica.
MAGGIORE DI 10.000 UFC/L
Contaminazione importante: mettere immediatamente in atto le misure di bonifica, si in presenza che in assenza di casi clinici.

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 14 marzo 1995, n. 1650.
Criteri/requisiti per l’esercizio della terapia dialitica in regime ambulatoriale. Centri dialisi.
Linee Guida del SIN (Società Italiana di Nefrologia)
Delibera della Giunta Regionale – 424 del 2006
MINISTERO DELLA SALUTE DECRETO 6 aprile 2004, n.174
Regolamento concernente i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano.
Decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31
ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 98/83/CE RELATIVA ALLA QUALITÀ DELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO
NORMA UNI CTI 7550
REQUISITI DELLE ACQUE PER GENERATORI DI VAPORE E RELATIVI IMPIANTI DI TRATTAMENTO

Per ogni problema di trattamento delle acque interpellateci. Saremo a vostra disposizione per esaminare insieme a voi i problemi e consigliarvi sui modi migliori per risolverli.

18/09/2017

Selpa S.r.l.
Selpa S.r.l., opera nel settore sanitario, industriale e civile, turistico-ricettivo, ristorazione, agroalimentare ed offre soluzioni efficaci, efficienti ed economici, personalizzate per ogni esigenza della Clientela.

Azienda certificata ISO 9001 ed ISO 14001 ed associata A.I.I.S.A. (www.aiisa.it) N.A.D.C.A. (www.nadca.com ), opera su tutto il territorio nazionale offrendo servizi specialistici in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro e di tutela ambientale al fine di soddisfare le specifiche esigenze di Clienti ed Utenti pubblici e privati.

La struttura di Selpa srl, con la propria pluriennale esperienza nel settore, abbinata ad una giusta flessibilità e dinamicità aziendale, è in grado di fornire il massimo supporto ai propri clienti garantendo i più elevati standard qualitativi nel settore acqua, aria, monitoraggi ambientali e servizi integrati personalizzati, tra i quali erogazione di servizi di pulizia civili ed industriali, di sanificazione, di disinfestazione, di derattizzazione, lavori di manutenzione di aree a verde, lavori di manutenzione di natura edile, lavori d’impiantistica (D.M. 37/2008), servizi di facchinaggio e di logistica, servizi di ausiliariato in genere, compreso quello ospedaliero.

Certificazioni
CERTIFICAZIONI DI QUALITA’
EN ISO 9001:2008 - EN ISO 14001:2004
Iso14001
Iso9001
ENTI E/O SOCIETA’ A CUI SELPA SRL E’ ASSOCIATA
AIISA (Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici) – Roma
NADCA (National Air Duct Cleaners Association) – New York

ABILITAZIONI
L’impresa, ai sensi del Decreto 22/01/2008 recante norme per la sicurezza dei impianti, è abilitata all’installazione, alla trasformazione, all’ampliamento e alla manutenzione degli impianti di cui all’art. 1 del Decreto Ministeriale n. 37/2008, lettere a), c), d), e) e g).

ULTERIORI QUALIFICHE POSSEDUTI
Nr. 4 ASCS (Air Systems Cleaning Specialist).
La certificazione ASCS evidenzia un alto livello di professionalità nel campo della bonifica degli impianti aeraulici. Attraverso questa certificazione si dimostrano i requisiti di conoscenza nel settore della bonifica dei sistemi HVAC, la conoscenza delle procedure NADCA, gli standard di sicurezza attinenti ai lavori relativi.

ll motto di A.I.I.S.A. "QUALITA' E' CONOSCENZA", esprime la consapevole connessione tra i significati di queste due parole: soltanto il continuo aggiornamento tecnico, sia delle aziende operatrici, che dei fruitori dei servizi offerti, può migliorare il livello di benessere degli utenti finali dei s...

18/09/2017

Servizi di pulizia, sanificazione e igiene ambientale, video ispezioni, bonifica e sanificazione d'impianti di condizionamento, indagini strumentali aria e acqua, manutenzione di aree a verde, manovalanza e traslochi, servizi vari e generali.

15/09/2017

Indirizzo

Palagiano
74019

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00

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