14/02/2025
“Chi si accontenta gode”
“Meglio poco ma sicuro”
“Tieniti stretto quello che hai”
“Attento a non fare mai il passo più lungo della gamba”
Questi sono alcuni dei mantra con i quali sono cresciuto.
Frasi dette con amore, con la preoccupazione sincera di chi vuole proteggerti.
Ma che ti entrano dentro come un veleno lento e micidiale.
Le sentivo sempre, ovunque.
Le respiravo a pranzo, mentre mia madre, sparecchiando, faceva i conti mentali di quanto poteva spendere il giorno dopo per comprare alcune cose…
… e la sera, mentre guardavo mio padre addormentarsi sulla sedia dopo una massacrante giornata di lavoro.
Le vedevo nei loro sorrisi stanchi ma soddisfatti quando mi compravano qualcosa, nascondendo tutte le infinite rinunce che quella spesa comportava per loro.
Non eravamo poveri.
Eravamo una famiglia normale, monoreddito, come tante a Palermo.
Di quelle in cui l'amore non manca mai.
Dove i genitori si fanno in quattro perché ai figli non manchi la gioia in tutto, sacrificando se stessi e donando la propria vita per noi.
È lì che è nato tutto.
In quei pranzi, in quelle sere, in quei silenzi, in quegli sguardi preoccupati perché il fine mese è ancora un po’ distante e bisogna stringere i denti prima della nuova boccata d’ossigeno.
Per tantissimi anni non ho avuto mentori in grado di ispirarmi a fare grandi cose.
Nessuno mi ha mai detto "tu sei il padrone della tua vita, hai le capacità per farne ciò che vuoi e disegnarla come la desideri".
Anzi.
Spesso per paura ed estremo senso di protezione, ai miei sogni venivano tarpate le ali, ridimensionando qualsiasi forma di ambizione naturale.
Qualche mese fa siamo stati invitati come ospiti al podcast Market Shakers di Aldo Carpanzano.
Ho raccontato per la prima volta questa storia senza nascondere dettagli intimi.
Ho raccontato di come io e Attilio Cordaro ci siamo trovati in un call center a 18 anni per caso, ma ci siamo subito riconosciuti perché avevamo la stessa fame negli occhi.
Ho raccontato di come abbiamo deciso che "accontentarsi" non poteva essere il nostro destino.
Di come abbiamo trasformato quella rabbia silenziosa che ribolliva dentro di noi in feroce determinazione.
Ho raccontato del bambino di 9 anni chiamato Nicola che è stato messo in punzione dalle maestre perché tra una materia e l’altra vendeva fotocopie di Dragon Ball per comprarsi i giochi della Play all’uscita della Scuola.
Del ragazzo che studiava la notte dopo 4-6 ore ininterrotte di telefonate a persone che dicevano di tutto, tranne che parole dolci.
Dell'uomo che ha creato Metodo Ercole.
In questa intervista, forse per la prima volta, ho aperto completamente il cuore.
Ho raccontato tutto.
Di quando mi svegliavo nel pieno della notte con dolori al collo perché i libri erano meno comodi di un cuscino in memory, mentre tutti mi dicevano che ero pazzo a pensare che conciliare l’università con il lavoro, ottenendo ottimi risultati, era possibile.
Del coraggio di Attilio di buttarsi e crederci insieme a me.
Della paura, della fatica, dei dubbi. Del fallimento totale nei primi progetti insieme.
E di come abbiamo creato il Metodo Ercole non con l’unico scopo di “per fare soldi”, ma per urlare al mondo che si può fare.
Che non devi accontentarti.
Che la vita - la TUA vita - può essere esattamente come la vuoi tu.
Perché quello che nessuno ti dice è che la vera sicurezza non sta nell'accontentarsi e nell’accettare ciò che altri hanno deciso per te.
Sta nel sapere che io, con le mie scelte, con le mie azioni concrete e coraggiose nonostante le grandi paure… con i miei sforzi e i miei sacrifici, creo il mio destino.
Ora…
Se desideri vedere e ascoltare l’intervista su YouTube, clicca qui:
https://www.youtube.com/watch?v=3Udlv0p1n5s&t=40s
Nicola Guarino
🚀 In questa puntata di Market Shakers esploriamo il Metodo Ercole, il primo sistema italiano di produttività personale e aziendale per imprenditori. Nicola ...