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Metodo Ercole Siamo Business Partner de "Il Sole 24 Ore".

Aiutiamo imprenditori e professionisti a lavorare meno nell’operatività e guadagnare di più, con un metodo collaudato che libera tempo, aumenta i profitti e migliora la qualità della vita.

09/10/2026

Stai per assumere un nuovo collaboratore?
⚠️ Fermati un attimo, perché rischi di buttare via soldi e mesi di lavoro.

Sei pieno di cose da fare e speri che una persona in più ti liberi un po’ di tempo.

Sembra logico.

E invece è la mossa che PEGGIORA tutto.

Una persona nuova, per diventare utile, va formata, seguita e controllata.

E tutto questo richiede TEMPO.

Esattamente la cosa che oggi non hai.

Quindi entra in un contesto dove nessuno ha un minuto per lei, lavora male, non diventa mai produttiva e dopo pochi mesi se ne va.

Risultato?

Hai speso soldi, hai perso tempo e sei più indietro di prima.

L’ordine giusto è un altro:

1️⃣ Lavori sul tempo che hai già tu: stesse cose, molte meno ore, più risultati.

2️⃣ Ottimizzi quello che c’è già in azienda: processi, strumenti, collaboratori attuali.

3️⃣ Solo a quel punto assumi, perché ora hai il tempo per formare davvero la persona nuova e quel costo diventa un investimento.

4️⃣ Ottimizzi anche lei, e il ciclo riparte.

Saltare quest’ordine è il motivo per cui tanti imprenditori assumono per avere più tempo e si ritrovano ad averne meno.

È il lavoro che faccio da anni con il Metodo Ercole, il primo metodo italiano di organizzazione personale e aziendale in 3+5 fasi.

Te lo spiego nella Masterclass gratuita “Esci dall’Operatività”.

Dentro trovi:

✔️ I 4 step della crescita nell’ordine giusto

✔️ Come costruire una squadra di collaboratori autonomi, motivati e responsabili

✔️ Come arrivare ad avere un’azienda che funziona anche senza la tua presenza quotidiana

✔️ I casi reali di imprenditori e professionisti seguiti in più di 51 settori diversi (probabilmente anche il tuo)

Dura un’ora e te la guardi comodo dal divano, dal telefono.

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08/10/2026

Il 99% dei piccoli imprenditori italiani fa da solo il lavoro di tre persone (e pensa che sia normale)

Un mio amico ha una pizzeria.

Gli scrivo che la sera passo a cena da lui e gli chiedo se ha risolto con i camerieri, perché era rimasto scoperto.

“Tranquillo, stasera siamo in 5.”

“E chi siete?”

“Giuseppe, Mario... e poi Francesco 1, Francesco 2 e Francesco 3.”

Francesco è SEMPRE lui 🤣

Fa ridere finché non ti accorgi che è anche la tua realtà.

È normale che tu sia il più bravo in azienda. L’hai costruita tu, conosci ogni passaggio e sei l’unico che ci rimette davvero se qualcosa va storto.

Per questo ogni buco lo copri tu.

Il problema è che così sei il COLLO DI BOTTIGLIA della tua azienda, che non può diventare più grande di quanto ce la fai tu.

Francesco potrebbe aprire un secondo locale. Non ci riesce, perché tutto quello che serve per mandare avanti il primo sta nella sua testa.

Niente è scritto da nessuna parte, quindi i suoi possono fare una cosa sola: chiedere a lui.

E assumere non basta. Due camerieri in più gli risolvono la serata, non gli restituiscono le giornate.

La via d’uscita è una: ti**re fuori dalla tua testa quello che oggi sai solo tu e scriverlo dentro l’azienda. Come si fa, chi decide cosa, cosa vuol dire “fatto bene”.

Sono Nicola Guarino e ho creato il Metodo Ercole, il primo metodo di organizzazione del tempo e dell’azienda nato in Italia.

Nella Masterclass gratuita “Esci dall’Operatività” ti spiego in 60 minuti come avere un’azienda che funziona anche quando tu non ci sei.

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07/10/2026

Le procedure non sono la prima cosa da fare quando deleghi.

Sono la quinta.

E sopra ce ne sono quattro che quasi nessuno costruisce.

Te lo spiego, perché è il motivo per cui la delega ti torna sempre indietro.

Quando decidi di togliere qualcosa dalle tue spalle, cosa fai? Scrivi come si fa, lo consegni alla persona, e speri.

Poi la cosa torna fatta a metà, e la conclusione viene da sola: ho preso le persone sbagliate.

Quasi mai è così.

Hai solo iniziato dal quinto gradino di una scala che ne ha sette.

Perché la delega vera passa da una piramide rovesciata, e l’ordine conta più del contenuto.

1️⃣ Persone. Sta sopra tutto. Se non lavori con le persone giuste, e sulle persone, tutto quello che viene dopo è carta sprecata.

2️⃣ Macro flusso. Cosa succede da quando un cliente ti scopre a quando diventa cliente, a quando gli eroghi, a quando lo porti in sviluppo. Senza questo, nessuno capisce dove si colloca il proprio pezzo.

3️⃣ Principi. Le regole di fondo di quello che stai delegando.

4️⃣ Processi. Il cosa va fatto. Scritti, standardizzati, sempre uguali. Non a memoria e non a seconda della giornata.

5️⃣ Procedure. Il come vanno fatte quelle cose. Eccole qui, a metà piramide.

6️⃣ Checklist. La sintesi della procedura, per quando uno ha già imparato e deve solo ricordarsi i passaggi.

7️⃣ Criteri decisionali. È qui che le persone si bloccano. Quando capita il caso strano, quello fuori standard, cosa fa? Senza criteri scritti fa una cosa sola: viene a chiederlo a te.

Guarda cosa succede se parti dal quinto.

Scrivi il “come si fa” di un’attività che non ha un processo sotto, dentro un flusso che nessuno ha mai disegnato, senza criteri per i casi limite.

Hai dato a una persona un foglio di istruzioni e l’hai chiamata delega.

Te la spiego tutta nella Masterclass gratuita “Esci dall’Operatività”.

Dentro trovi la piramide completa, i 4 step della crescita nell’ordine giusto e i casi reali degli imprenditori che abbiamo seguito in oltre 51 settori diversi.

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05/10/2026

Potresti sparire 30 giorni dalla tua azienda senza che nessuno ti cerchi? Probabilmente no... (ecco perché)

L’azienda che va da sola mentre tu sei in spiaggia è una favola. Serve a vendere corsi, non a far crescere aziende.

Però c’è una differenza che cambia tutto.

L’azienda automatica, che va avanti per sempre senza di te, non esiste.

L’azienda dove l’operatività non dipende più da te, invece, esiste eccome.

Confonderle è il motivo per cui tanti imprenditori smettono di provarci: inseguono il traguardo sbagliato e concludono che non si può fare.

Il traguardo vero è che il lavoro di tutti i giorni lo portino avanti i tuoi collaboratori, in autonomia, senza che ogni decisione passi da te.

Perché finché tutto dipende da te, la tua azienda ha un unico punto debole e sei tu.

Solo che non succede da solo.

Servono ruoli chiari, procedure scritte, criteri per decidere.

L’organizzazione che oggi hai in testa e basta.

È il lavoro che faccio da anni con il Metodo Ercole, il primo metodo italiano di organizzazione personale e aziendale, in 3+5 fasi.

Te lo spiego nella Masterclass gratuita “Esci dall’Operatività”.

Dentro trovi:

>Come si costruisce l’organizzazione che regge quando tu non ci sei.

>I quattro step della crescita nell’ordine giusto, e perché assumere è il terzo e non il primo.

>Gli errori che tengono fermi quasi tutti i piccoli imprenditori italiani, e come si sistemano.

>I casi reali di imprenditori seguiti in più di 51 settori, probabilmente anche il tuo.

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03/09/2026

Ecco cosa pensa Francesco Salvatore, titolare di Netec Srl, del Master in Organizzazione Aziendale e Team Management.

“Per me l’organizzazione aziendale era uno schema, una struttura in cui definisci chi deve fare cosa.

Ho scoperto invece che è qualcosa di molto di più, qualcosa di vivo, che anima la struttura, e che ha bisogno di un team motivato e coinvolto.

Poi il mindset aziendale, che parte dal primo rappresentante dell’azienda.

È chi sta in testa a dare il mindset giusto, quindi la proprietà e la dirigenza.

E l’importanza di selezionare le persone adatte alla tua struttura, che non è una cosa banale: se prendi una persona non adatta, ti porti in casa un amplificatore dei tuoi problemi più che qualcuno che ti aiuta.

Da qui parto con delle cose concrete.

Ricucire almeno un paio di mansioni.

Definire e perfezionare meglio la mia mission, assestarmi.

E poi la gestione del tempo, perché ho davanti un carico di lavoro importante e devo organizzarmi, ottimizzare, riuscire a scalare bene le priorità.

Ogni volta che vengo qui, e ormai è la seconda volta, scendo con lo zaino vuoto e risalgo carico di cose da fare.

La parola per gestire tutto questo per me è miglioramento continuo. Formazione, miglioramento continuo.”

Molti imprenditori arrivano pensando che organizzare l’azienda voglia dire disegnare un organigramma.

Caselle, funzioni, chi risponde a chi. Ma un organigramma è un foglio, e un foglio non motiva nessuno.

L’organizzazione vera è viva, si regge sulle persone che ci stanno dentro e sul mindset di chi le guida.

Per questo si comincia sempre dall’alto, e per questo il lavoro non finisce mai davvero.

Scrivi MASTER nei commenti.

01/09/2026

“Non ho tempo, mi serve una persona in più.”

È la frase che sento più spesso dagli imprenditori.

E quasi sempre è la mossa sbagliata al momento sbagliato.

Perché assumere non è il primo passo.

È il terzo.

La crescita ha un ordine preciso, in quattro step.

**Step 1: ottimizza te stesso.**

Il primo lavoro vero si fa sul tempo dell’imprenditore. Come organizzi le giornate, cosa fai tu che non dovresti fare tu, come prendi le decisioni.

Abbiamo lavorato in oltre 51 settori con centinaia di imprenditori: partire da un altro punto non funziona.

**Step 2: ottimizza quello che hai già.**

Macchine, software, processi. E le persone già dentro. Nella maggior parte delle aziende c’è un margine enorme prima di dover aggiungere qualcosa.

**Step 3: adesso puoi assumere.**

Solo adesso, non prima.

**Step 4: ottimizza la persona nuova.**

Una persona assunta e lasciata a sé stessa resta un costo. Diventa un investimento solo quando la inserisci in un’organizzazione che la fa produrre.

E a quel punto l’assetto è cambiato, quindi si ricomincia dal tuo tempo di imprenditore.

È un ciclo, e gira sempre in quest’ordine.

Il punto è questo: se salti i primi due step, metti una persona nuova dentro un contesto caotico.

E il caos non si diluisce, si moltiplica.

Hai una persona in più da formare, seguire e controllare, più un costo fisso ogni mese.

Ecco perché tanti assumono per avere più tempo e finiscono per averne meno.

Su questo lavoro da anni con il Metodo Ercole, il primo metodo italiano di organizzazione personale e aziendale in 3+5 fasi.

Ti spiego tutto il ciclo nella Masterclass gratuita “Esci dall’Operatività”.

Dentro trovi il metodo e i casi reali passo passo: da dove sono partiti, cosa abbiamo cambiato e come sono arrivati ad avere un’azienda che va avanti da sola, con collaboratori motivati e responsabili.

👉 COMMENTA CON “MASTERCLASS” per ricevere in privato il link.

Ti aspetto dall’altra parte.

31/08/2026

Ecco cosa pensa Gaetano Calareso di Impresit Srl del Master in Organizzazione Aziendale e Team Management.

“Il Master ti stimola a riflettere su aspetti che, presi dal fare, dal preventivo, dal cliente, dalle mille cose della giornata, non riusciamo nemmeno a prendere in considerazione.

E riflettere ti mette pure in crisi: riflettere non vuol dire che ho trovato la soluzione.

Vuol dire chiedersi adesso: “come posso fare?”

Poi c’è la condivisione.

Sentire il parere di un altro ti fa dire: allora non sono io che sbaglio, è un problema che può capitare anche agli altri.

E poi l’importanza che un team segua lo stesso credo.

Fino a oggi ho gestito l’azienda dal punto di vista finanziario ed economico: i conti a posto, i lavori che in qualche modo vanno avanti.

Gli operai fanno quello che devono fare, l’importante è che l’azienda sia in pari.

Questa cosa invece è più profonda, e mi costringe a capire qual è la visione che voglio per la mia azienda. Perché se non ce l’ho chiara io, come faccio a trasmetterla a loro?

Da qui parto con due cose concrete.

Le riunioni uno a uno: io li conosco tutti, alcuni sono anche parenti alla lontana, ma cosa vogliono davvero non lo so. E se non lo so, non posso aiutarli a crescere.

E le procedure, partendo dalle più urgenti. Io sono ingegnere, la procedura per me è una forma mentis: anche in cantiere vedo il manovale che potrebbe già prepararsi per il passaggio dopo, e non ci arriva.

È normale, la realtà è così.

Ma se uno non ci arriva da solo, glielo devi dire come si fa.

La mia parola è visione.

Perché se non c’è la visione lavoriamo per niente. Alla fine non resta niente.”

Scrivi MASTER nei commenti.

28/08/2026

Ecco cosa pensa Thomas Bovolenta, titolare di Totalcom Network Srl, del Master in Organizzazione Aziendale e Team Management.

«Le tre cose che mi sono piaciute di più sono state, prima di tutto, l’organizzazione dell’evento e il modo in cui è stato strutturato, anche a livello di lezioni.

La seconda è l’essere in presenza, che cambia tantissimo.

Ho seguito anche della formazione online, ma è una cosa completamente diversa: anche l’attenzione che ci metti è un’altra cosa.

La terza è un argomento che mi è piaciuto particolarmente, la selezione del personale, e quante cose ci sono dietro a selezionare le persone giuste.

Le tre cose che applicherò sono la documentazione dei processi, le riunioni periodiche - che seguono lo stesso discorso: secondo me è importante che siano in presenza - e la condivisione con il team degli argomenti trattati qui.

La parola che scelgo per questo percorso è CONFRONTO.

Perché per me è stato molto importante vedere realtà diverse, con imprenditori diversi che raccontano la propria esperienza.»

Vuoi confrontarti con altri imprenditori sulle sfide della tua azienda?

Scrivi MASTER nei commenti.

26/08/2026

Ecco cosa pensa Annalisa Deiure del Master in Organizzazione Aziendale e Team Management.

«Le cose che mi sono piaciute sono soprattutto due.

La prima è l’importanza dell’applicazione dei valori, quelli che in generale definiscono anche l’etica in azienda: un tema centrale per chiunque si affacci a un’organizzazione e ci lavori dentro.

La seconda è l’approccio interattivo: il fatto di aver dato a tutti la possibilità di condividere un’esperienza, una criticità, anche un racconto in cui ognuno si potesse riconoscere.

Qui siamo tutti alla pari, e ognuno ha portato un’ottima testimonianza di quello che fate e della qualità del percorso.

Poi c’è l’ambiente.

Come è già stato detto, la qualità delle persone: evidentemente c’è un denominatore comune, quello di stare qui, interagire, mettersi in discussione, voler condividere.

Ho conosciuto tante persone, purtroppo non sono riuscita a parlare con tutti, ma per me era la prima volta e ho apprezzato molto questo ambiente ben assortito.

Gli strumenti che utilizzerò sono tre.

Il feedback, perché credo nella potenza di questo strumento: penso che a ogni livello di una gerarchia aziendale sia utilissimo per poter andare avanti e strutturare meglio il lavoro.

La checklist: qualsiasi cosa si faccia, prendersi il tempo di schematizzare, senza lasciare indietro niente.

In questo sono un po’ maniacale, e mi aiuta tantissimo ad allinearmi.

E la definizione dei ruoli, perché tante volte in azienda, soprattutto in quelle un po’ più grandi, c’è chi non sa chi fa cosa o a chi rivolgersi.

Se non sono chiari i ruoli, non sono chiare nemmeno le mansioni di cui ciascuno si occupa.

Le parole sono due: coinvolgente e consapevolezza.»

Feedback, checklist, definizione dei ruoli rendono esplicito ciò che in azienda resta quasi sempre implicito.

È lì che nasce la consapevolezza di cui parla Annalisa: non da un’illuminazione, ma dall’abitudine quotidiana a mettere in chiaro.

E il coinvolgimento arriva di conseguenza.

Vuoi portare questi strumenti nella tua azienda?

Scrivi MASTER nei commenti.

24/08/2026

Ecco cosa pensa Chiara Gubitosa, geometra libera professionista, del Master in Organizzazione Aziendale e Team Management👇

“Prima di tutto voglio ringraziare l’organizzazione, e un grazie speciale va a tutte le persone che in questi giorni hanno dedicato del tempo ad ascoltarmi e a condividere qualcosa di sé.

Se penso a cosa mi porto a casa, mi accorgo che è tutto collegato: la mentalità dell’imprenditore, e la differenza tra l’imprenditore e il collaboratore.

Sono due cose che si tengono insieme, e per me hanno un senso molto concreto…

… perché io sono contemporaneamente l’una e l’altra, faccio tutte e due le cose ogni giorno.

Quello che mi piace ogni volta, anche se sul momento non è affatto gratificante, è l’esercizio.

Mi mette davanti ai miei limiti, mi fa capire esattamente dove sono, e lì per lì non è piacevole.

Però è proprio da lì che ho iniziato a vedere una cosa che sto imparando ad apprezzare: questa mentalità da imprenditore che in me non è ancora del tutto sviluppata.

Ed è per questo che la prima cosa che applicherò è dividere i due ruoli.

Iniziare a guardarmi mentre lavoro e riconoscere quando sto facendo una cosa e quando ne sto facendo un’altra, capire che cos’è l’una e che cos’è l’altra.

Perché solo separandole davvero potrò, un giorno, arrivare a delegarne una parte”

Vuoi capire come funziona il Master?

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Palermo
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