06/08/2026
Il vero capitale delle imprese familiari? Le relazioni.
Come nel marketing comportamentale, anche nelle imprese familiari il fattore umano decide tutto: continuità e crescita nascono dall’equilibrio tra comportamenti, aspettative e relazioni. Il futuro non si gioca "sull’asse fondatori, nuove generazioni." ma sull'asse delle relazioni transgenerazionali. Se un capo dell'asse è il fondatore abbiamo escluso tutti quelli che attualmente guidano l'azienda ma non sono fondatori. “La transizione generazionale non è un semplice passaggio di potere, ma preparazione, comunicazione, fiducia, leadership, lungimiranza nel costruire strutture di governance solide." Ma tutto ciò non deve riferirsi solo alla necessità della nuova generazione di acquisire le competenze necessarie a "prepararsi", ma anche sulla necessità che la generazione attualmente al comando sappia cambiare ruolo, cedere potere, lasciare spazio alle decisioni, consentire che le cose vengano fatte in un modo diverso da come sono state fatte fino a quel momento.
E' vero che per chi entra conta la meritocrazia. E per chi deve lasciare spazio? Conta la lungimiranza, la volontà (tradotta in comportamenti) di lavorare per essere buoni antenati (come dice un motto di ), imparare a "lascia andare" senza confonderlo con "perdita", cambiare ruolo senza confonderlo con "demansionamento"; offrire supporto, senza pretendere che ogni suggerimento venga visto come un "ordine" impartito magari sommessamente ma con l'aspettativa che venga senz'altro eseguito ...
L'economia circolare delle relazioni, proprio perché circolare non è monodirezionale (dalla "now gen" alla "next gen" ma bidirezionale, anzi pluridirezionale, perché va anche dalla famiglia all'impresa e viceversa, dalla governance alla direzione e viceversa.